I ragazzetti dell’online? Una volta erano i fish da bersagliare

da | Giu 4, 2025

chris moneymaker pokerstars

Al giorno d’oggi è piuttosto risaputo: i giocatori online sono tendenzialmente più preparati dei player live.

Il motivo è che giocando un numero più elevato di mani a parità di tempo, e potendo giocare in qualsiasi momento, ogni giorno, si accumula esperienza molto più velocemente che ai tavoli dal vivo.

Oggi ai live si guarda con prudenza chi è un buon giocatore online, ma c’è stato un tempo, ormai lontano, dove le cose andavano esattamente al contrario. 

 

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Ecco il racconto di Chris Moneymaker, che ricorda l’esperienza di essere sponsorizzato da una poker room online nel lontano 2003, l’anno in cui vinse il Main Event WSOP che cambiò le sorti del poker mondiale.

Se giocavi a poker online nel 2003, non stavi davvero giocando a poker: era come se stessi giocando a dama, mentre tutti gli altri giocavano a scacchi.

La concezione del poker ai tempi era decisamente più tradizionale e iconica. Cosa ne poteva sapere un nerd?

Il poker è un gioco in cui guardi un uomo negli occhi, gli leggi l’anima, cogli segnali… non si tratta di stare dietro a un computer. E noi eravamo considerati cittadini di seconda classe. Dovevo indossare il logo di un sito online mentre giocavo il Main Event, ed ero un bersaglio.

 

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Non che Chris non fosse d’accordo con questa visione… e a ragione, almeno in un caso!

Ricordo che al mio tavolo c’erano altre due persone con la patch di siti online, e io le attaccavo. Erano i giocatori che cercavo di colpire perché sapevo che erano inesperti quanto me.

C’era un tipo al mio tavolo iniziale con una patch di Paradise Poker. Gli ho chiesto come aveva vinto il suo seat: aveva vinto una promozione tipo “milionesima mano”, giocando ai limiti 1 cent/2 cent. Ho pensato: “Ok, ti prenderò di mira.”

C’era comunque anche chi si faceva rispettare come online pro:

L’altro indossava una patch di PokerStars, come me, ma era un giocatore molto conosciuto su PokerStars, quindi non potevo davvero prenderlo di mira.

Ma sì… indossare quella patch di un sito online, all’epoca, era terribile.

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