L’unico italiano ad aver vinto un braccialetto alle WSOP 2025 è Giuseppe Zarbo. Da decenni residente in Francia, ad Antibes per la precisione, il player siciliano ci ha raccontato la gioia del titolo di campione del mondo di poker inseguito da tanti anni, e la mano decisiva per la vittoria finale.
Le parole a caldo
Già a caldo, subito dopo la vittoria del braccialetto, Zarbo aveva sottolineato il ruolo della fortuna nel suo cammino.
E’ incredibile, ho giocato bene ma sono stato molto molto fortunato. Ho vinto coin flip, coin flip, coin flip, poi 20/80, poi 30/70, e ancora e ancora. Gioco solamente quando ho tempo. Non sono un professionista, ho un lavoro, ma quando gioco, gioco per vincere.
Il siciliano aveva poi sottolineato l’importanza dell’entusiasmo e del sostegno degli amici nel rail.
Non sono certo che avrei vinto senza il loro sostegno. Sono stati fantastici. E’ incredibile non per il braccialetto né per i soldi, è la vittoria. Mi piace la competizione. Ai miei figli dico che nello sport l’importante è vincere. Se non vinci, almeno cerca di dare il massimo. Oggi ho dato il massimo e ho vinto, non c’è niente di meglio.
L’approccio
Nel raccontarci il torneo, Zarbo ha spiegato di aver avuto un approccio teso alla minimizzazione dei rischi.
Ho aspettato fino a 8 left prima di iniziare a prendere dei rischi. Ho giocato il miglior poker della mia vita.
Giuseppe ha poi ricordato la mano decisiva ai fini della vittoria finale, arrivata con il torneo a b.
Il giapponese è chipleader, l’altro lo era stato per buona parte del tavolo finale. Contro quest’ultimo avevo raddoppiato in precedenza chiamando da big blind con KΧQΧ il suo openshove da cutoff con QΧ7Χ. Il giapponese va allin, l’altro si mette a pensare e a pensare… Lui ha 36M di stack, io 44M dopo l’ante. Dopo un minuto e mezzo – due decide di chiamare. Io ho AΧ9Χ e ragiono: se il chipleader ci elimina tutti e due, finisco secondo. Se foldo e small blind raddoppia va a 80M. Se vinco la mano salgo a 128M e arrivo a giocare l’heads-up in maniera quasi paritaria visto che il giapponese sarebbe rimasto con 150M. Chiamo e per fortuna trovo il triple-up.
Il giapponese Kotake gira infatti 10♥4♥, small blind ha Q♥J♥ e su board 2♠K♣3♣5♠8♣ Zarbo con il suo A♦9♥ ha la meglio e si porta al testa a testa per il bracciale da quasi pari stack.
Giuseppe dice che l’avversario aveva grosse lacune nei testa a testa e con la giusta dose di aggressività , a quel punto, arrivare al bracciale non è stata una impresa improba.






