[▶️ VIDEO] Intervista a Mustapha Kanit

da | Lug 24, 2026

mustapha kanit intervista

Qualche mese fa, durante le WSOP Europe di Praga, abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Mustapha Kanit, nome che certamente non ha bisogno di presentazioni per la community pokeristica italiana.

“lasagnaaammmm” è uno dei torneisti italiani di maggior successo live e online, ed è sempre incredibilmente interessante sentire come ragionano i top player, soprattutto se sono partiti con una “gavetta” comune a tanti lettori di questo articolo.

In questo articolo puoi leggere la trascrizione integrale dell’intervista, oppure guardare direttamente il video completo! Buona lettura/visione. 

 

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Video: l’intervista a Mustapha Kanit

Se non visualizzi correttamente il video, ecco il link all’intervista a Mustapha Kanit.

 

L’importante è avere volume e fare ciò che piace

Abbiamo aperto l’intervista ricordando i risultati che hanno proiettato Mustapha Kanit al primo posto della All Time Money List italiana. Lui non è molto interessato a questo titolo, ma noi eravamo curiosi di sapere se in cuor suo… pensasse addirittura di poter fare di più!

Non controlliamo l’outcome, quindi me la vivo bene. L’importante è avere un volume pulito e fare le cose che mi piacciono. Per il resto va tutto bene.

La faida con Kabrhel

Piazzamenti a parte, Mustapha negli ultimi mesi è diventato virale anche per le bacchettate che è riuscito a dare al controverso Martin Kabrhel, una vera soddisfazione per chi trova il personaggio particolarmente antipatico.

Sì, alla fine mi dà piacere giocare con lui. Non è che ci abbia giocato tante volte, ma c’è tanto valore, tanto vantaggio. Il problema è che se nessuno fa niente, lui si prende troppo vantaggio.

Quindi arriva l’eroe Musta a rimetterlo in riga?

Eroe no, ognuno ha la sua prospettiva. Però diciamo che c’è un conto in sospeso.

 

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Istinto e tecnica nel poker

Abbiamo voluto cogliere la palla al balzo per approfondire alcuni concetti davvero interessanti che Kanit ha espresso nel podcast con Jonathan Jaffe di cui abbiamo parlato qui sul blog.

Nello specifico, un’analisi del ruolo di emozione e istinto nel poker. Quanto conta la razionalità e quanto conta la parte istintiva, quando si prende una decisione a poker?

Quando prendi una decisione la prendi in parte con il cervello, con la parte intellettuale, un’altra magari ti viene con l’istinto, con un pattern recognition, oppure vedi che qualcosa non torna e quindi magari hai un sesto senso che ti dice: “Stai calmo”, oppure sta mentendo, c’è qualcosa che non va.

È un misto. È un gioco molto complicato. C’è chi è più portato per l’analisi e chi per l’istinto. Chi ha una mente estremamente analitica e quindi è molto focalizzato su quello.

Ognuno ha qualità e strategie diverse, e ad alti livelli ci sono soggetti di vario stile.

All’inizio ti insegnano a ignorare le emozioni, ma sembra che ad alti livelli succeda anche il contrario.

Sì, però considera che agli alti livelli la tecnica è molto studiata da tutti. Tutti i giocatori studiano.

Poi quando giochi c’è una sorta di fantasia o altre cose, ma comunque non puoi avere un istinto forte senza avere una tecnica quantomeno decente, perché sennò ti ritrovi sempre in spot complicatissimi, o comunque hai degli spot in cui ti trovi più comfortable da giocare.

Poi è chiaro: ci sono persone molto portate, che sentono se qualcuno sta mentendo.

Siamo un pool di persone: c’è chi è più portato a vedere i tell, chi più a “sentire la vibrazione” di una persona mentre mente o mentre ce l’ha.

Percepire a 360°.

 

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I piccoli vantaggi e l’esperienza

Nello stesso podcast, Musta parlava di quanto sposti il valore atteso la somma di tanti piccolissimi margini, lì chiamati “0,5%”. Un’obiezione della community è stata che ci vorrebbe una vita per concretizzarli davvero.

Non è vero. Ogni torneo è una storia di vita in sé e per sé.

Noi quando giochiamo abbiamo tutta la preparazione di prima, ma anche tutte le esperienze vissute, nostre o altrui, che ti danno una mano quando sei in una situazione.

Con l’esperienza a volte riesci a salvare lo stack o a fare bluff che magari non faresti. Anche solo stare più comfortable al tavolo sposta tanto.

Hai tanti reg che online sono molto forti, poi le prime volte live non tengono bene le chip… e quello dice tanto. L’esperienza è fondamentale.

La crescita personale di Mustapha Kanit nel corso della sua carriera lascia intendere che ci sia stato un grande lavoro su mindset, serenità, gestione delle emozioni. È così?

È tutta esperienza. I “detti dei vecchietti” sono veri: più volte vai in una situazione, più diventa la normalità.

Non penso che la tua vita vada cambiata in base a se vinci o perdi in una giornata, se fai le cose fatte bene.

Anche lo sviluppo di Enrico, per esempio: oggi gestisce tutto in maniera completamente diversa rispetto a 3, 4, 5 anni fa. Questo viene con l’esperienza.

 

Il segreto per essere Mustapha Kanit

C’è un segreto che lo ha portato a essere il Mustapha Kanit di oggi?

Penso focalizzarmi sempre sul migliorare, specialmente all’inizio. Ho sempre giocato per diventare più bravo, non per i soldi.

Di conseguenza, quando diventi più bravo, i soldi arrivano con costanza. Quindi direi l’approccio e anche l’ossessione.

Quando gioco a poker sono ossessionato. Poi magari posso prendere un mese off dove non gioco una mano, però quando sono “on” è perché sono “on”.

 

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Il consiglio per la community Grinderlab

Ma noi non ci dimentichiamo mai della nostra community di Grinderlab! La maggior parte di voi è composta da ragazzi che vogliono crescere, migliorare e puntare magari ad avere carriere di successo come quella di “lasagnaaaammm”.

E allora non lo chiedi un consiglio a chi ci è riuscito?

Focalizzarsi sul migliorare ed essere sicuri di battere un livello, ma proprio batterlo, non marginalmente.

Quando batti un livello hai una base: sai che “Ok, alla peggio vado a giocare ABI 10.” poi “Alla peggio vado a giocare ABI 20”.

Poi diventa una questione di resilienza, perché qualsiasi carriera bellissima ha momenti buoni e momenti bui.

La realtà è che nei momenti bui devi raddoppiare lo studio e mettere più volume. Così ne esci, durano di meno in realtà se hai questo approccio qui.

Poi col tempo magari l’approccio diventa completamente diverso. Per me oggi, ad esempio, se non va bene una trasferta magari mi prendo del tempo off e ripasso, ma non è come prima.

Ora ho un approccio dove posso aspettare lo spot giusto dove ho voglia di giocare e confrontarmi, prima invece era “ok, è andata male qui, mi butto da un’altra parte”.

Però all’inizio di una carriera devi sacrificare un po’ tutto insomma.

 

Il momento più bello della carriera di Kanit

Ma in realtà penso l’inizio, quando ho iniziato. Poi molti dei ragazzi che comunque erano i miei idoli, o li seguivo, sono diventati cari amici.

Cioè, per alcuni sono diventato io l’idolo paradossalmente!

 

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Le mani indimenticabili

Abbiamo chiesto a Musta se ci fosse una mano che non dimenticherà mai per il resto della vita. Kanit non ha raccontato uno spot in particolare, ma la risposta è assolutamente positiva.

Alcune sicuramente, alcune mani ti rimangono, sia vinte che perse.

Alcune ti segnano come è giusto che sia, perché magari succede questa mano, e poi per colpa di quella mano torni a casa, lavori tanto su quella situazione, ci pensi...

O invece di una mano può essere una strategia. Magari hai visto strategie che ti hanno fatto pensare tanto e scegliere di applicarle. Quelle non le dimentichi.

 

Se potesse tornare indietro…

Una domanda tanto banale quanto sempre molto interessante: se potessi tornare indietro in un momento qualunque della tua carriera, dove torneresti e perché?

Ma sai che alla fine sono felice così? Non tornerei da nessuna parte perché qualsiasi fase che ho fatto è stata dura in realtà. Però, non so, rivivere qualche momento sì, perché sono belle memorie, sarebbe bello riviverle.

Però in realtà è una storia così bella. Lasciamola com’è! 

Dovevamo chiedere un approfondimento:

Alcuni tavoli finali, alcune fasi. Magari quando avevo 19-20 anni che ero molto bravo, però non avevo la conoscenza di ora.

Oppure il periodo del cash punto-it che non l’ho mai giocato perché mi sono sempre specializzato in sit and go e tornei e quindi l’ho vissuto poco… oppure il periodo dot com.

Però sono felice del passato e contento per il presente.

 

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