Herocallare l’avversario che si crede in bluff e invece è buono: il tp di Liv Boeree contro Marcelo Aziz al day 3 del Main Event WSOPP

da | Gen 30, 2025

liv boeree call

Al day 3 del Main Event WSOP Paradise che ha visto il terzo posto da 3,6 milioni di dollari del nostro Mustapha Kanit, il torneo ha registrato una mano davvero particolare e all’insegna del misunderstanding.

Dopo aver trovato una middle pair al flop, infatti, Liv Boeree chiamava per tre strade le bet di Marcelo Aziz convinta che fosse in bluff.

Anche il brasiliano era convinto di essere in bluff, ma allo showdown la sua mano si è rivelata vincente.

 

“Good call!”

Il torneo dal montepremi garantito più grande della storia del poker è al day 3, con 83 sopravvissuti su blinds 125k/250k con bb ante.

Da small blind Marcelo Aziz con 29 milioni di stack completa 1010, su big blind Liv Boeree con 20 milioni di chips checka dietro 97.

Flop 72Q Aziz check, Boeree bet 250k, Aziz rilancia a 1.250.000, chiama Boeree.

Turn K Aziz bet 1.750.000, chiama Boeree.

River J Aziz usa una time extension prima di bettare pot 6.900.000, Boeree tanka e poi chiama!

A questo punto si verifica un siparietto all’insegna del misunderstanding.

“Good call!” dice infatti Aziz, convinto di essere battuto, ma gira le sue carte sul tavolo senza lanciarle nel muck. Boeree gira le sue e deve pagare il pot al brasiliano per restare con poco più di dieci milioni di chips.

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La history

Prima di addentrarsi nel suo thinking process, Liv Boeree spiega la history che si era venuta a creare con Aziz.

Avevamo giocato per diverse ore ed eravamo i due chipleader del tavolo con un ampio margine. Lui era stato parecchio attivo, si era mostrato a suo agio a piazzare bluff ecc quindi avrei definito il suo stile come loose aggressive.

Quando completa preflop, qualche volta posso rilanciare con [invalid notations], in questo caso invece ho deciso di checkare che è abbastanza standard.

 

Come ha pensato Liv al flop

Al flop trovo la middle pair e ancora si può checkare dietro ma penso che bettare il 70% delle volte qui sia ok. A questo punto lui prende una linea veramente interessante ovvero piazza un check raise che ovviamente può fare con tante mani più forti della mia. Potrebbe avere Ax, aver limpato le donne, K-T, K-J. Comunque il call da parte mia è standard in particolare contro un avversario aggressivo.

 

Come ha pensato Liv al turn

Al turn betta half pot, ovviamente il re è una bella carta per il suo range perché ne contiene più del mio, ma è anche una bella carta da rappresentare per un giocatore aggressivo. Anche qui il mio call sulla sua bet halfpot è standard, viste anche le read che avevo sull’avversario.

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Come ha pensato Liv al river

Al river prima di bettare pensa a lungo. Dalla sua espressione sembrava stesse pensando ‘non voglio bettare anche se andrò a farlo’. Guardava il dealer come a chiedergli il permesso, non sembrava per nulla a suo agio quando ha piazzato quella pot-sized-bet river.

Ovviamente era molto polarizzato a questo punto. Io son andata in the tank perché l’eccitazione e la paura si mostrano in modo simile quando qualcuno ti piazza una grande bet. Una cosa affidabile che ho sempre notato per capire se un avversario ha bluff o valore, è che se lo fai sudare il più a lungo possibile, se è eccitato la sua eccitazione tenderà a scemare dopo un po’ di tempo perché ormai hanno fatto la grande azione. Se invece sta bluffando ed è nervoso resterà terrorizzato per tutto il tempo della decisione avversaria, senza che il suo cuore rallenti e il respiro si calmi.

Si vedeva che lui non era a suo agio ma in quei momenti la questione è se ci sono mani migliori della mia con cui può bluffare. I dieci qui sono una piccola frazione del suo range, che potrebbe contenere anche qualche JΧ con cui era in bluff e con cui ha trovato la pair river, ma credo che li avrebbe checkati la maggior parte delle volte.

Alcuni amici mi hanno chiesto perché abbia chiamato senza rilanciare, ma quando hai contro un pro c’è sempre una possibilità che tu abbia sbagliato la lettura e che in realtà non sia in bluff. Ho pensato che era inutile mettere altre chips specialmente perché aveva così poche mani migliori della mia con cui stava bluffando… Poi quando ho chiamato ha detto ‘Oh good call’ girando coppia di dieci.

Non voglio rimproverare Aziz perché è un grande giocatore e sono così entusiasta di aver preso questa decisione e che la mia read si sia rivelata corretta. E una mano che ricade in questa categoiria strana in cui lui mi aveva battuto senza rendersene conto. Personalmente mi ha riconfermato quanto il poker possa essere sorprendente anche dopo tutti questi anni.

 

Il video

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