Il primo NOS di Luca ‘iL-DottoreX’: “Credo di aver sbagliato la mano decisiva per la vittoria!”

Lug 6, 2024

luca ildottore-x

Nuovi grinder crescono. Oggi conosciamo Luca, 25enne di Salerno che questa settimana, con il nickname ‘iL-DottoreX’, ha messo in bacheca il Night On Stars di PokerStars, uno dei tornei più prestigiosi dell’intero palinsesto italiano.

Ecco la nostra chiacchierata con il grinder che spera di far diventare il poker la sua occupazione principale: oggi lavora sei giorni su sette come tecnico di radiologia.

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Il percorso con il poker

Ciao Luca, raccontaci quando è iniziata la tua passione per il poker e come si è sviluppata

Ho iniziato a giocare a poker circa tre anni fa in maniera seria grazie a una persona a cui devo tanto, ossia Giovanni Russo. Ho iniziato con un progetto di stacking coaching che mi ha permesso di affacciarmi a questo mondo super affascinante, una nicchia che però ha veramente tanto da dire e in cui non si smette mai di imparare.

Giochi anche cash o sit lottery? Hai avuto dei coach?

No gioco solo MTT, cash penso di non aver praticamente mai giocato e nel mio percorso ho avuto dei coach, attualmente sono con Dario ‘Cifalino91′ Barone da circa tre mesi, forse era uno dei periodi peggiori della mia carriera pokeristica in quanto ho affrontato uno swing che oltre a livello economico iniziava a danneggiarmi anche un po’ a livello di mindset. Grazie a lui, ai suoi insegnamenti e anche al suo conforto mi sono ripreso, ho continuato ad esprimere il mio gioco e poco a poco sono arrivati i risultati come la vittoria al NOS.

Ne avevi già vinti altri?

No è il primo NOS vinto in carriera quindi è una gran bella soddisfazione perché, ripeto, è arrivato in uno dei miei peggiori momenti pokeristici di sempre. Quest’anno ho anche fatto un final table al Sunday Special e l’anno scorso chiusi secondo un evento da 100.000 euro garantiti, in cui purtroppo, per errore mio e inesperienza, era un torneo PKO, feci un deal da chip leader e non riuscii a sfruttare il vantaggio della pressione per le taglie. Questo è uno degli errori più grandi a livello monetario che ho fatto nella mia carriera.

 

Il racconto del NOS

C’è stata una mano decisiva per la vittoria del NOS?

La mano che fondamentale ha fatto da sliding doors al torneo penso di averla sbagliata, tanto è vero che sono anche stato redarguito dal mio coach. Dopo l’apertura da early position di un player di cui ho molta stima ho shovato da bottone coppia di nove, oppo ha snappato con coppia di assi e un fantastico 9 turn mi ha fatto andare ultra deep. Questa mano è arrivata ai 150-160 left, di lì diciamo che è stato tutto in discesa.

Beh comunque è arrivata parecchio lontana dalle fasi che contano…

Dopo nei colpi che dovevo vincere ho messo le chips in mezzo e sono sempre tornate. Da due tavoli left ho avuto una fortuna non indifferente per il redraw, mi sono trovato in un tavolo pieno di giocatori occasionali mentre l’altro era full reg. Gli avversari avevano statistiche veramente nitty quindi io, che gioco aggro, ho iniziato ad aggrare veramente tutte le mani e praticamente senza mai andare a showdown sono riuscito a moltiplicare lo stack con cui avevo iniziati il due tavoli left per due e mezzo, arrivando chipleader al tavolo finale.

Al final table come è andata?

Sono arrivato veramente con un bello stack e alla mia sinistra avevo i tre reg che erano rimasti al torneo, tutti player che rispetto infatti è brutto da dire ma speravo che si scontrassero fra di loro. Poi così è stato. Nella mano della svolta al tavolo finale ho squeezato coppia di jack da big blind ricevendo il flat di bottone per poi andare ai resti su flop K-K-8, lui aveva A8s e credo abbia sbagliato la mano. Da lì ho giocato veramente standard. Mi sono reso conto che c’era questo avversario contro cui mi bastava semplicemente aprire per vederlo difendere da BB e poi andare a leadare ogni volta che aveva middle o top pair e ho sfruttato questa informazione a mio vantaggio. Senza inventarmi niente da lì in poi sono riuscito a trionfare, in definitiva diciamo che ho voluto giocare in maniera molto aggressiva, tuttavia notando qualche leak dei miei avversari e avendo uno stack molto grande ho potuto mettere pressione ed evitare di correre rischi inutili, al di là degli hero call di cui ti ho parlato in precedenza.

 

Le conseguenze

Quanto sposta questa vittoria? Festeggerai?

In termini monetari non un granché ma sono convinto che a livello mentale potrà aiutare tanto, anche perché penso il mindset sia una parte importante del gioco. E ad oggi posso dire che sicuramente sia un sospiro per il mindset, perché aiuta a capire che giocando bene i risultati possano arrivare. Quindi sono molto molto contento di questo. Ovviamente non mancherà una cena con la mia ragazza Veronica, dato che lei è la mia prima tifosa ed è la prima a sostenermi in qualsiasi momento. Diciamo che a lei devo tutto, in quanto conviviamo e poi fra lavoro e poker, per forza di cose, a volte mi rendo conto di sottrarre del tempo a noi, che ovviamente cerco di recuperare dormendo un po’ meno.

A livello di gioco questa iniezione al roll cambierà qualcosa?

Oggi gioco abi 22-23 e penso di mantenerlo, così come il coach perché Dario ha tanto da darmi inoltre posso sempre confrontarmi con Mauro Pace e Domenico Lando, sono loro le mie figure fondamentali di riferimento per la teoria del poker.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

É quello di un po’ tutti noi grinders, ossia quello di poter vivere di poker. Attualmente non gioco molto live, diciamo gioco qualche volta qui alla saletta a Salerno oppure vado a fare qualche trasferta. Ma il live mi attira, penso che una delle differenze principali con l’online siano gli innumerevoli spot multiway e anche la scrematura dei range avversari.

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I progetti

Chi sono i tuoi pokeristi preferiti sia italiani che stranieri?

Sicuramente fra gli italiani, pur cadendo nel banale, devo mettere Enrico Camosci, che penso che ad oggi rappresenti veramente il top del top, quello che tutti noi player vorremmo essere restando sempre in ottica online. Poi online sono molto affascinato dal gioco di Matteo Liparulo, che probabilmente non mi conosce neanche, in quanto lo vedo giocare veramente con una solidità difficile da trovare ad oggi. E poi, vabbè, KingMave, mi piace la sua figura perché riesce ad essere un giocatore vincente anche live con il botto al Battle of Malta, che comunque sappiamo quanto sia difficile arrivare anche live. Per quanto riguarda i tre stanieri, invece ti dico ‘pads’ per l’online (Patrick Leonard, ndr), poi Hellmuth per quello che rappresenta per i live e infine Dan Bilzerian ma non specifico il perché. Diciamo che lo stimo come giocatore di poker, a buon intenditor poche parole.

Quali sono i tuoi progetti pokeristici adesso?

Oggi come oggi cerco di giocare circa tre sessioni, in inverno anche 4-5 sessioni io lavori sei giorni su sette. Però, come dicevo, grazie a Veronica riesco a far coincidere il tutto. Per quanto riguarda gli obiettivi, sicuramente nel breve-medio periodo è quello di migliorarmi perché ad oggi mi rendo conto di fare troppi errori, di overthinkare e a volte di lanciare qualche torneo quando potrebbe essere totalmente evitabile. Nel lungo termine mi piacerebbe dedicarmi molto di più al poker live, poter viaggiare e vivere di poker. Però lo reputo più un sogno. Sicuramente fra le ambizioni c’è quella di iniziare con un progetto di streaming, magari a partire da settembre. E perché no, magari anche insieme agli amici di Grinderlab.

Siamo al momento dei saluti: se hai qualche ringraziamento o dedica è questo il momento

Ringrazio Veronica, che è la mia figura di riferimento nella vita ed è sempre al mio fianco. Se spero di ottenere grandi risultati è anche per lei e per poterle offrire qualche sfizio in più in futuro. Poi ringrazio mio padre che mi ha trasmesso la passione per questo gioco e poi il resto della mia famiglia, mia mamma, Carmen e mio fratello Marco. Degli amici pokeristi voglio ringraziare Alex D’amore, Andrea Geraci, Dario Barone e gli amici pokeristi di sempre, Mattia e Simone Melillo.

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