Riprendiamo il bellissimo podcast di Jonathan Jaffe con il nostro Mustapha Kanit come ospite d’onore, e questa volta facciamo un passo più lungo andando oltre la solita e semplice teoria.
Nel poker esistono anche fattori incalcolabili, ma che hanno un effetto reale. O talmente piccoli da sembrare trascurabili. Eppure secondo Musta, dietro a questi si celerebbe una forza più grande di quanto pensiamo.
Attenzione: qui daremo valore ad argomenti non matematici, e quindi non universali. Decidere di seguirli come consigli potrebbe essere negativo per chi legge. Kanit ha una lunga esperienza, molte mani giocate e sviluppato una certa sensibilità che non tutti possono vantare.
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Intro: la massa di chips davanti
Jaffe introduce il discorso con un racconto in prima persona:
Parlavo con David Coleman, lui pensava che lo stessi prendendo in giro. Ricordavo che ai vecchi tempi sembrava scemo permettere che facessero color up se non era necessario. Perché i fish al tuo tavolo guardavano davvero alla quantità di chips davanti a te, e faceva una gran differenza.
Avendo giocato a quei tempi, direi che non esiste più questa cosa alle Triton oggi, ma ci sono ancora field in cui dici «Beh preferisco tenere uno stack grande sul tavolo, anche se ha un piccolo impatto su una o due persone».
Non vuoi che sbaglino di contare, ma vuoi avere l’apparenza di un ragazzo con metà delle chips del resto del tavolo combinato. C’è chi pensa «Forse dovrei stare alla larga da lui». Anche se funziona su uno o due avversari, non ha impatto negativo sugli altri: è neutrale, lo vedono e basta.
Mustapha Kanit è deciso nella sua risposta:
La realtà è che c’è tantissimo EV aggiunto nelle piccole cose. È la verità : un 0,5%, 1%… sai, ti restituiscono molto nel lungo termine. Specialmente live.
Le piccole cose, davvero: cambiare range all’improvviso, piccoli tell, piccole cose… queste cambiano il tuo ROI da un 10% a iniziare a fare 60%, 70%.
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Il valore dell’istinto e delle sensazioni
Con un giro di parole, Jaffe si collega a un’altra domanda interessante che riguarda i vantaggi incalcolabili, e nello specifico la fiducia nel proprio istinto.
Come capire quando l’intelligenza emotiva ha effettivamente tirato fuori qualcosa di concreto, e quando invece è un semplice bias che a volte ha dato i suoi frutti?
Mustacchione risponde:
Penso che il tuo cervello da solo non abbia mai ragione. Hai tre cose per prendere una decisione: una viene dalla tua testa, una dal tuo cuore e una dalla tua pancia. E a volte dicono tre cose diverse!
A volte la tua pancia è così forte, continua a dirti che c’è qualcosa che non va. E la realtà non è che sia il mio istinto, ma che sono stato in quella situazione così tante volte, ho giocato così tante mani, che il tuo inconscio trova un pattern che probabilmente troveresti anche tu, ma lui lo vede prima.
Non c’è una buona decisione senza avere una buona teoria, perché altrimenti ti metteresti in situazioni difficili tutto il tempo, e a quel punto potresti lanciare una monetina dicendo “Non lo so, me la sento”.
Devi avere buona teoria per metterti negli spot giusti, devi conoscerla e poi a volte puoi deviare, puoi fare il folle Hero Call perché l’informazione è più alta. A volte la tua percezione ti dice qualcosa, e generalmente io credo nelle mie sensazioni. Vengo da una generazione dove all’inizio era tutto sensazione, provare e migliorare e migliorare.






