Lunedì a Campione si è conclusa la prima edizione Italian Poker Masters by PokerStars.
Il Main Event è andato a Luca Delrio che dopo aver stretto un deal in heads-up ha avuto la meglio su Manuel ‘dugao81’ Valduga.
Nel cammino vittorioso del 36enne di Legnano è risultato decisivo un herocall piazzato a tre left contro quello che poi sarebbe stato l’avversario del testa a testa.
Delrio ci ha raccontato lo spot spiegandoci il suo TP.
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Il contesto
Per iniziare, Luca contestualizza lo spot.
È una mano molto discussa dall’esterno, come dico sempre: chi guarda un video non ha tutti gli elementi che si hanno seduti al tavolo. La mia decisione è stata il risultato di tanti fattori. Per dare un po’ di contesto, Valduga apriva praticamente il 90% delle mani da bottone quando era deep — è un giocatore che ama mettere pressione e tende a bluffare spesso in certi spot. L’altra base di partenza è la history diretta: al Day 2 lo avevo già chiamato su due strade con 10Χ10Χ su [invalid notations], ed ero buono io. Questo pesava.
Preflop J♠J♣
Valduga gioca sui 60x e apre da bottone, io sono su small blind circa 35x con JJ. Su big blind c’è Toninello, il più short dei tre ma con 25x ha ancora fold equity. Decido di chiamare soltanto, un po’ per trapping, ma soprattutto perché da un punto di vista strategico non voglio giocare un tribettato fuori posizione contro il chip leader, visto anche il giocatore più short ancora vivo.
Flop K♣Q♠3♦
Check, check. Valduga c-betta e già sapevo che la percentuale di c-bet su quel board per lui è del 100%. Io chiamo, big blind folda.
Turn Q♣
Si paira la dama e si apre anche un possibile flush draw di fiori. Io checko, lui checka dietro. Qui penso che non abbia la dama, ma neanche KK o QQ: un giocatore come lui, con la dama, avrebbe ribarellato il turn per incassare chiamate dai K che lo avevano chiamato al flop.
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River A♣
Io checko, lui betta con una size grossa, polarizzante. Ed è qui che entra tutto il thinking process. Stiamo parlando di un giocatore che stava aggrando molto e che tendeva all’overbluff in certe dinamiche, su cui avevo già storia. Su quel board, tecnicamente, la logica GTO direbbe che sto bloccando i suoi bluff e quindi che ho una brutta mano per bluffcatchare. Ma il poker live non è solo GTO.
La sua size polarizzata mi fa ragionare così: con K, KK o con le dame non avrebbe bettato forte al flop, perché starebbe bloccando tutto lui e vorrebbe tenere gli avversari nel pot. Quindi la c-bet al flop sarebbe già tendenzialmente più piccola. La dama l’ho già esclusa. 3Χ3Χ li escludo perché con un set non avrebbe checkato dietro al turn. Escludo anche un asso perché non lo siza così forte al river, su una carta che chiude una eventuale scala con JΧ10Χ, che è una combo che io potrei aver flattato da small blind: con questa size farebbe foldare i K che potrebbero pagare, e inoltre il river chiude anche il flush. Quindi secondo me non ha nemmeno l’asso.
A quel punto, i full che può avere si riducono praticamente a una sola combo: coppia di assi. E se lo trovo con gli assi good game. Come bluff, invece, mi aspettavo che si polarizzasse su questa carta scary cercando di rappresentare il flush o una scala runner-runner con JT. Ed è qui che i miei blocker contano davvero: io ho il jack di fiori, il che mi fa bloccare sia il flush con le suited connector sia la scala con JT. In questo spot è diventato più importante bloccare le sue combo di value che le sue combo di bluff. D’altronde contro di lui avevo già allargato il range di call di default. Ho tankato, l’ho osservato con attenzione, ho scorto anche qualche micro-tell e alla fine ho callato. Lui aveva [invalid notations].
Payout Main Event Italian Poker Masters Campione
| Posizione | Giocatore | Premio |
|---|---|---|
| 1 | Luca Delrio | €40.500* |
| 2 | Manuel Valduga | €41.000* |
| 3 | Alessandro Toninello | €22.400 |
| 4 | Lulei Hu | €17.300 |
| 5 | Massimiliano Patroncini | €13.350 |
| 6 | Denis Karakashi | €10.300 |
| 7 | Giacomo Talevi | €8.520 |
| 8 | Stefano Ji | €7.090 |
| 9 | Stefano Rege Gianas | €5.960 |






