“Ringrazio mia mamma e la mamma delle mie gemelle!” Luca Vivaldi è il primo italiano nella storia a vincere il Global Poker Awards!

da | Feb 25, 2025

luca vivaldi

Italiani alla ribalta della scena pokeristica mondiale.

Il tournament director delle Triton Series Luca Vivaldi ha vinto il Global Poker Awards nella categoria ‘Best Tournament Director‘.

Il sanremese ha avuto la meglio sugli altri candidati, Ray Pulford del Wynn, Toby Stone dell’EPT e di Nick O’Hara dell’Irish Poker Open, diventando il primo italiano di sempre a potersi fregiare dell’ambito riconoscimento.

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Chi la dura la vince

In realtà giusto un paio di settimane fa Luca Vivaldi non si era dimostrato per niente possibilista sul premio. Il timore era che anche quest’anno la sua candidatura si risolvesse come in passato, ossia in un nulla di fatto.

Per Luca quest’anno era la settima nomination Global Poker Awards e la concorrenza era di un certo spessore, visto che nel quartetto di papabili, assieme a lui, c’erano anche i tournament director che avevano vinto il premio negli ultimi due anni, Nick O’Hara (2023) e Toby Stone (2024).

Vista anche la partenza della tappa Triton Series a Jeju, in Corea del Sud, Luca non era presente a Las Vegas per ritirare il premio. Al suo posto sul palco è salita Cathy Zhao, Chief Operating Officer delle Triton Series.

 

Le dediche e i ringraziamenti

Dalla Corea Luca ci ha detto di essere contentissimo per il riconoscimento vinto.

Sono contentissimo soprattutto per i miei ragazzi e per quello che rappresenta questo premio dentro a Triton per elevare il brand e farlo conoscere ancora di più. Mi fa piacere anche per tutti quegli ‘eroi silenziosi’ di cui non si parla mai, ovvero gli addetti ai lavori che non hanno una categoria come i dealer, i supervisor e tutti gli altri che restano dietro le quinte.

Il tournament director dell’anno ha anche dei ringraziamenti molto sentiti.

Voglio ringraziare la mia mamma che mi dà tanto una mano quando io devo lavorare per lunghi periodi, e soprattutto la mamma delle mie bimbe. Sono separato da sette anni però la mamma delle mie bimbe che fa davvero la super-mamma con le gemelline e mi permette di girare il mondo e di esprimere la mia passione nel lavoro.

Le dichiarazioni dei players

Il successo di Luca è stato salutato con favore da diversi professionisti di prima grandezza del panorama mondiale.

Adrian Mateos:

Luca è un esperto nel suo campo, è sempre aperto ai feedback con tanta empatia e skill sociali. Ha molta esperienza ed è rapido nel risolvere i problemi. Un torneo condotto da Luca è una bella esperienza da giocatore, ti puoi rilassare e godere il gioco.

Sam Greenwood:

Come tournament director Luca mantiene l’integrità del gioco mentre cerca di innovare, reclutando i migliori floor e dealer e offrendo un servizio ai clienti esemplare. Ascolta i feedback dei giocatori ed è un maestro dei ruling ‘fair’. Davvero un tournament director esemplare.

Mikita Badziakouski:

Posso dire con certezza che Luva è uno dei migliori tournament director. Se c’è lui dietro a un torneo, i giocatori possono essere certi che ogni decisione sarà presa in modo corretto per tutti. Porta anche una energia molto positiva all’evento, cosa che da giocatore apprezzo molto.

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Niente da fare per Brunato

A fronte del successo di Luca, l’appuntamento con il riconoscimento è rimandato per Federico Brunato. Il poker manager del casinò King’s di Rozvadov era candidato nella categoria ‘Best director of poker operations‘ con l’inglese Kerryjane Craigie e gli americani Ben Erwin e Ryan Beauregard.

Alla fine il premio è andato proprio a Beauregard ma non dubitiamo che vista la qualità espressa nel suo lavoro, per Federico l’appuntamento sia solamente rimandato.

Per gli italiani la strada dei Global Poker Awards è ormai aperta, anche se a titolo di cronaca già tre connazionali avevano ricevuto il riconoscimento tra il 2012 e il 2014, quando una delle categorie in gara era relativa proprio al ‘miglior giocatore italiano dell’anno’.

Nel 2012 il premio andò ad Andrea Dato, nel 2013 a Mustapha Kanit e nel 2014 a Dario Sammartino.

foto da Gioconews

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