Benjamin “bencb789” Rolle, campione del Main Event WSOP online 2025 e fondatore della scuola Raise Your Edge, è uno dei coach mtt più seguiti al mondo.
Sul suo profilo X il tedesco ha pubblicato una lezione che smonta uno dei luoghi comuni più radicati tra i giocatori di torneo: l’idea che A5s sia sempre la prima scelta per andare in fourbet ai final table. In realtà le cose sono molto più articolate.
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«La maggior parte dei giocatori sbaglia questi spot ai final table»
Rolle affronta la questione di petto: la stragrande maggioranza dei giocatori di tornei di poker, anche i reg, gestisce male le situazioni di 4-bet ai final table, e lo fa per un motivo preciso. Perché ragiona per automatismi invece che per contesto.
Il coach tedesco porta due scenari apparentemente simili che producono risposte opposte.
Nel primo, il solver preferisce il 4-bet shove con KQs rispetto ad A5s. Nel secondo, la situazione è all’opposto: A5s batte KQs. La differenza non sta nei range in senso astratto, ma nella posizione da cui arriva la 3-bet dell’avversario e nelle implicazioni di quella posizione sulla composizione del suo range.
A5s performa meglio contro range di 3-bet più stretti, quando il villain non sta 3-bettando “light” per valore — per esempio flattando TT/JJ e AQ. In quei casi è davvero importante bloccare AA/AK.
Più che le carte in sé, la lezione del tedesco riguarda la capacità di leggere il contesto e di scegliere la mano giusta nello spot giusto.
Perché la posizione del 3bettor cambia tutto
Il cuore dell’analisi di bencb789 ruota attorno a un principio che a volte non viene tenuto nella dovuta considerazione: il range di 3-bet di un avversario che agisce da middle position è strutturalmente diverso da quello di un avversario che agisce da late position.
In questa situazione di gioco il villain 3-betterà un ventaglio di mani più stretto e più orientato al valore. Inserirà meno bluff con Ax, semplicemente perché la posizione non glielo consente in modo efficiente. Questo ha un’implicazione diretta sul valore dei nostri blockers.
Se l’avversario bluffa raramente con Ax, avere in mano un asso non serve a togliere bluff dal suo range, visto che quei bluff non ci sono. L’asso serve invece a ridurre la frequenza con cui ci troviamo contro alle sue mani premium. In questo scenario A5s diventa genuinamente preziosa: blocca AA e AK, che sono le mani più pericolose del range value del villain.

La chart di original raiser dopo al tribet nello spot sopra
Da late position il discorso si inverte. Il villain inizierà a 3-bettare come bluff una quantità significativa di mani con Ax anche non suited – A5s, A4o, A9o e simili. KQs a quel punto diventa superiore perché blocca ancora AK, AQ, KK e QQ, ma soprattutto non ha la “perdita secca” di A5s: non sblocca i bluff del villain in Ax.
Il mito di A5s “mano da 4-bet automatica”
Rolle vuole smontare un automatismo che vede ripetersi costantemente tra i suoi studenti:
“A5s è la tipica mano da 4-bet push”. SBAGLIATO. KQs e KJs sono spesso preferiti. Bloccano ancora AK, AQ, KK, QQ, JJ e non sbloccano una tonnellata di bluff che arrivano da A5s, A4o, A9o, ecc.
Lo spot che riportiamo è l’esempio perfetto di quanto sostenuto da Rolle.
In questo caso, proprio come spiegato dal tedesco, la 4bet con KQs è preferibile rispetto a quella con A5s.
Il problema non è che A5s sia una mano cattiva: in molti spot rimane un’ottima candidata alla 4-bet. Il problema è il modo in cui viene selezionata: non per ragionamento, ma per abitudine. Il giocatore medio apre il proprio range da 4-bettare, cerca la mano “da bluff” e pesca A5s quasi meccanicamente, senza chiedersi se lo spot lo giustifichi.
Questo approccio ha un costo reale in EV nei final table, dove ogni decisione è amplificata dall’ICM e dove la scelta della mano sbagliata, anche di una sola, può valere percentuali di EV significative sul montepremi totale.
La gerarchia corretta, secondo il solver usato da Rolle in questo spot specifico, vede KQs al primo posto, seguito da KJs, con le Ax suited che scivolano in posizioni inferiori proprio perché “sbloccano” i bluff del villain anziché bloccarli.
Dalla teoria alla pratica: l’approccio di bencb789
Una volta chiarita la teoria, Rolle offre una guida operativa su come trasferire questi ragionamenti ai tavoli, e lo fa con la pragmaticità che lo caratterizza.
Il mio approccio sarebbe fare molte piccole 4-bet qui perché ritengo che il field reagisca in modo estremamente negativo. Solo se penso che qualcuno sia capace di 5-bet shovare con mani deboli, allora shoverei io stesso A5s – ma questa cosa accade solo in rare situazioni high stakes.
Il passaggio è cruciale. Rolle non dice semplicemente “usa KQs invece di A5s”. Introduce una variabile ulteriore. In tavoli finali con tanti regular che tendono a overcall o a foldare troppo al 4-bet, la small 4-bet con KQs ha perfettamente senso. Il 4-bet shove con A5s invece ha senso solo in scenari molto specifici, ossia quando l’avversario è effettivamente capace di 5-bet bluffare. Scenari che nei tornei fino ai buy-in medi sono quasi inesistenti.
Il messaggio finale di bencb789 è capire perché il solver fa quello che fa, estrarne il principio e applicarlo in modo calibrato all’avversario che si ha davanti. Non esistono mani “universalmente buone” per fourbettare. Le mani giuste sono sempre relative allo spot giusto.









