Alla fine anche noi cavalchiamo l’onda degli Epstein files, che inevitabilmente hanno finito per toccare il nostro mondo. Poco e in maniera leggera, per il divertimento di Daniel Negreanu, come stiamo per vedere.
Il canadese è stato infatti il primo a ridere di aver trovato il proprio nome lì in mezzo! Non come persona coinvolta in una qualunque delle attività di quell’elité, ma proprio come coach di poker per… lo scarso Jeffrey Epstein.
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La citazione a Negreanu (Negranau)
A scanso di equivoci, non risulta che DNegs abbia qualunque genere di legame con l’imprenditore statunitense al centro dell’uragano. Si tratta giusto di una menzione, unica nei milioni di pagine pubblicate.
E pure con il cognome sbagliato.
In una mail ricevuta da Epstein e inviata da Austin Hill, si legge:
È stato divertente giocare a poker con te. Ecco le basi del gioco spiegate da uno dei più grandi, Daniel Negranau
[link]
Una volta imparate quelle basi, posso darti alcuni libri che mostrano la matematica e le equazioni differenziali che devi usare per calcolare statistiche e navigare gli scenari di probabilità. Capite quelle basi potrai imparare a leggere i giocatori e ciò che si chiama range analysis.
È un gioco affascinante, se sei interessato.
Deniel ha twittato poche ore fa: “Beh, sembra che io sia riuscito ad entrare negli Epstein files, ma hanno sbagliato il mio cognome. Questa non ce l’avevo nella mia cartella del bingo!”
Il video in questione non si trova più nel web purtroppo. Ma il quadro generale è chiaro.
Epstein ha partecipato almeno a una partita, ed era evidentemente il fish del tavolo. Ma deve aver sviluppato un certo interesse, se Austin gli ha inviato dei (validi!) metodi per migliorare. O forse è stata un’iniziativa di Hill, per qualche motivo.
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Le menzioni di poker
Nei files la parola “poker” emerge 212 volte in totale. Abbiamo scandagliato personalmente tutti i file, ma a voler essere onesti non c’è nulla di particolarmente degno di nota.
Alcuni erano documenti economici, report aziendali, prospetti e intenzioni di Capital Venture nel contesto gaming: si citavano Caesar’s e WSOP, si illustrava la dinamica dello Stars Group (su come interessare poker player alle scommesse e gli scommettitori al casinò), si parlava dei problemi del settore con Full Tilt, 888 e addirittura Zynga Poker.
Vengono citate alcune partite private, anche high stakes, ma pare che nessuna di queste coinvolgesse direttamente Epstein, che in un paio di occasioni è stato invitato.
La maggior parte dei documenti, però, sono email broadcast che contenevano anche seminari a tema poker (con Victoria Coren Mitchell, Liv Boeree e vari professionisti), inviti ad eventi privati in cui si offriva una selezione di giochi da casinò, o domande di “Quora” in cui si parlava del poker. Potrebbe rappresentare un interesse, ma nulla di più.
Spesso viene nominato da Epstein il “jewish poker“, in maniera metaforica e sibillina: “Nel nostro jewish poker game, vedo che hai chiamato il mio «Bill Gates» e rilanciato con un «Presidente». Sto esaminando le mie carte, e a meno che io non abbia una «Vincitrice di premio nobel con un gran corpo», potrei dover buttare la mia mano e concedere il piatto.”
In maniera più singolare, invece, sono spesso menzionate le chips di poker, con messaggi tipo “quali dovremmo usare?”, “compriamo queste?” e simili. Avendo capito che Epstein non fosse un gran giocatore, probabilmente questo aspetto curioso attiverà le sinapsi dei lettori più attratti dalle teorie del complotto.






