Gli errori più comuni nella gestione del bankroll nel poker

Nov 21, 2019

bankroll-soldi

Torniamo in pista con la nostra rubrica dedicata ai neofiti del poker, approfondendo uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione: la gestione del bankroll.

Proprio come accade nel mondo della finanza, ogni giocatore è un self-made businessman che attraverso un certo numero di piccoli investimenti cerca di portare a casa un profitto.

Ciò accade sia nel momento in cui si scelgono i tornei da giocare che nella singola partita, anche se la gestione del bankroll non ha nulla a che fare con la gestione dello stack.

Talvolta per inesperienza, talaltra per la smania di recuperare subito il maltolto, sta di fatto che quasi tutti i giocatori di poker hanno commesso degli errori nella gestione delle proprie risorse.

Gestire il proprio bankroll

Nella puntata precedente abbiamo illustrato per sommi capi alcuni criteri di riferimento utili a capire cosa giocare in proporzione alle risorse che abbiamo scelto di destinare al gioco.

Stavolta invece parleremo degli errori principali commessi nella gestione del bankroll, un vero e proprio tallone d’Achille anche per giocatori di assoluto rilievo.

Giusto per citare un caso tanto recente quanto illustre, prendiamo in numero uno della All-Time Money List mondiale, Bryn Kenney.

Da sempre noto per la sua gestione “allegra” delle risorse, ha da poco confessato di aver investito la metà del suo bankroll totale nel torneo, poi vinto, più costoso della storia: Il Triton Million disputatosi a Londra nei primi di Agosto.

Sebbene il vincitore formale sia stato Aaron Zang, Kenney ha preso la fetta più grossa del montepremi incassando al bellezza di  20 milioni di dollari: una scommessa ben riuscita considerando che il campiona americano è riuscito a portarsi a casa 20 volte l’importo giocato, ma una scelta assolutamente fuori da ogni criterio logico di amministrazione dei soldi destinati al gioco .

Non a caso diversi pokeristi di fama mondiale, Shaun Deeb su tutti, lo hanno accusato di essere un brutto spot per il poker, vista la leggerezza con cui ha messo a rischio una parte consistente del suo bankroll:

Serve a poco avvertire i follower di non imitarlo, è un messaggio pessimo per le decine di migliaia di persone che seguono il mondo del poker, molti dei quali alle prime armi” – dichiarò Deeb attraverso un Tweet al vetriolo.

Cosa non fare assolutamente

Sebbene cash-game e MTT siano due discipline differenti, il rischio è sempre il medesimo: provare a fare il passo più lungo della gamba, per utilizzare un adagio popolare mai passato di moda.

La sconfitta, nel Texas Hold’em, è parte del mestiere. Anzi, è ciò che capiterà più spesso di subire e nei modi più disparati.

Basti pensare che un buon giocatore di tornei raggiunge la zona premi in media una volta su cinque. E spesso nel poker arrivare solamente a premi equivale, almeno moralmente, a una disfatta.

In circostanze simili la tentazione di rimettersi subito in pista e riprovare quelle emozioni, nel tentativo di recuperare il maltolto, potrebbero farci fare delle scelte che nel lungo periodo si riveleranno deleterie per le nostre finanze.

Per questo sia nel cash-game che nei tornei è bene fissare uno stop-loss, ovvero una soglia oltre la quale è meglio fermarsi e riorganizzare i propri piani tenendo conto delle perdite subite.

Ma attenzione anche all’effetto contrario: l’esaltazione da vittoria. Così come possiamo capitare in periodi di luna nera è possibile che la fortuna ci sorrida più del previsto facendoci fare dei carpiati in avanti in termini di bankroll, con l’inevitabile tentazione di avventurarci ai livelli più alti.

In casi come questi la domanda da porsi è la stessa: siamo sicuri di essere in grado di affrontare un livello superiore con la stessa disinvoltura con cui abbiamo crushato le partite precedenti?

Nella maggior parte delle volte la risposta è no e il rischio in questi frangenti ha un nome ben preciso: overconfidence, ovvero sovrastimare le proprie capacità.

Il rischio principale nel bruciare le tappe è quello di incappare in un brutto downswing ai piani più alti per poi non essere più in grado di ripartire dai livelli inferiori con la stessa tenacia con cui sono stati scalati in precedenza.

Altri aspetti da tenere in considerazione

Ecco perché le scelte da fare in merito alla gestione del bankroll non possono dipendere esclusivamente dal rapporto che questo ha coi buy-in che giochiamo, ma deve tener conto dell’effettiva abilità del giocatore e della sua maggiore o minor capacità di fare profitto ai tavoli.

Il tutto ha un nome, o meglio un numero di riferimento che si cela sotto l’acronimo di R.O.I. ovvero il ritorno economico che abbiamo a fronte di un dato investimento monetario.

Nel caso dei torneisti il R.O.I., che nel breve periodo è fortemente soggetto alla varianza ma che nel lungo riflette i veri valori espressi al tavolo, è il metro di misura principale per capire di che pasta si è fatti, a patto che si siano giocate un numero sufficiente di partite a limitare l’incidenza del caso, che a seconda delle dimensioni del field medio variano da 2.000 a oltre 5.000 partite.

Per quanto concerne il cash game invece, il guadagno atteso si misura nei cosiddetti BB/100, ovvero quanti big blind siamo in grado di vincere in media ogni 100 giocate. Anche in questo caso è il lungo periodo a dominare la scena e per avere un dato attendibile potrebbero non bastare 300.000 mani giocate.

Come sostengono tanti noti professionisti la gestione delle risorse è una delle qualità, se non LA qualità, più importante che un giocatore di poker deve possedere. Più del talento, più della tecnica e più dello studio.

E’ molto più probabile che un giocatore preparato vada in bancarotta per non aver rispettato in modo ferro le regole imposte dalla gestione del bankroll che un player con meno abilità faccia la stessa fine seguendo ossequiosamente i parametri stabiliti.

Per dare uno sguardo al capitolo precedente CLICCATE QUI

Se vi piacciono i nostri contenuti iscrivetevi al nostro gruppo su Facebook!

Entra nella migliore community sul poker

Accedi al gruppo Facebook per confrontarti con centinaia di Grinders e restare aggiornato sulle iniziative di Grinderlab

Potrebbe interessarti anche:

Quando usare l’overbet come size di continuation bet?

Quando usare l’overbet come size di continuation bet?

Una delle prime differenze che si notano tra gli high stakes e i low stakes è la tendenza all'overbet, una strategia molto più utilizzata ai livelli alti che a quelli più bassi. Agli stakes inferiori infatti si teme che l'overbet possa dissuadere dal call gli...

leggi tutto
L’importanza della difesa del BB

L’importanza della difesa del BB

Per vincere a poker (nello specifico in questo articolo parliamo di Cash Game 6-Max) imparare a difendere correttamente il proprio Big Blind è fondamentale. Può sembrare di no, in fondo un solo BB perso ogni sei mani non è così tanto, ma nel lungo termine si rivela...

leggi tutto
Entra nella migliore community di poker in Italia

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato su tutte le nostre iniziative !

x

Entra nella migliore community di poker in Italia

newsletter

Chatta
Serve aiuto?
Ciao, sono Phil 😄
Come posso aiutarti?