La nuova legge sul gioco d’azzardo in Irlanda, recentemente approvata, sta cominciando a intimorire tutto il panorama del poker live e online.
Il futuro del poker è a rischio per un completo disinteresse al riguardo, che potrebbe farlo passare sotto gli stessi parametri e limiti di altri giochi dal funzionamento completamente diverso.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| 1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID | ||
| fino a 1.000 € |
Nello specifico, la normativa che entrerà in vigore a ottobre ha imposto dei limiti stringenti per tutti i giochi: puntata massima 10 euro e vincita massima consentita di 3.000 euro.
A fare eccezione sono soltanto pochi giochi, come lotterie (quella nazionale è completamente esente da ogni limite), e giochi in occasione di eventi di beneficienza.
Il punto è che, se un limite così può essere contemplabile per una roulette o una slot machine, è completamente inapplicabile al poker per motivi che è superfluo indicare su queste pagine: il ritmo di gioco è completamente diverso (e quindi è molto più facile perdere molti solti con slot machine a €10 a spin) e anche l’attribuzione di vincite (un primo premio da €3.000 è molto basso per un torneo di poker interessante).
Purtroppo il poker è risultato praticamente indifferente ai regolatori, che in un mastodontico documento da 220 pagine è stato menzionato solo una singola volta verso la fine, in una sottosezione di definizioni trascinata dietro da un atto del 2010.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| 1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID | ||
| fino a 3.500 € |
Nessun riferimento quindi a limiti per il poker, né live né online, che un legislatore competente dovrebbe assolutamente contemplare. Anche perché a rischio c’è moltissimo, praticamente tutto il poker irlandese.
Una partita dal vivo quale attrattiva potrà mai avere, se il buy-in si limita a €10 e il premio massimo possibile da €3.000? Per i giocatori non vale la trasferta, per l’organizzazione non è possibile nemmeno coprire i costi di gestione. A rischio quindi tornei di grande rilevanza come l’Irish Poker Open, il secondo torneo più longevo ancora attivo, e che quest’anno è in programma con 2,5 milioni garantiti.
Anche l’online non se la passerà bene, però. Nonostante i micro-stakes non saranno a rischio, questi da soli non comporteranno un’attrattiva sufficiente a rendere l’offerta di gioco conveniente per gli operatori. Senza considerare che ci dovrebbero essere delle modifiche per assicurarsi payout a norma di legge.
Insomma, il poker – come noi giocatori sappiamo – è di una natura distinta nel panorama del gambling, e necessita di leggi ad hoc. Speriamo che ottenga le sue personali eccezioni il prima possibile.






