Realizzazione dell’equity – Perché le percentuali non sono sufficienti

Mar 4, 2021

Realizzazione dell'equity - Perché le percentuali non sono sufficienti

La realizzazione dell’equity è un calcolo approssimativo per capire le reali possibilità di vittoria della nostra mano. Confuso? Continua a leggere.

Se dopo aver letto il nostro articolo sull’equity ti sei fissato su un software di calcolo per capire le tue possibilità di vittoria con ogni mano possibile, sappi che limitarsi a questo potrebbe voler dire perdere soldi.

Non fraintendere, il calcolo dell’equity è essenziale da conoscere, e indirizzerà verso un modo corretto di giocare. Solo che ci sono degli altri fattori che influenzano la possibilità di vittoria.

 

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Realizzazione dell’equity: cos’è?

La realizzazione dell’equity è il calcolo che restituisce l’ammontare del piatto che ci si aspetta di vincere in relazione alla propria equity grezza e alle variabili post-flop.

In altre parole, il calcolo puro dell’equity dice quanto vincerai a lungo termine in un determinato spot, ma la risposta è valida solo in caso si arrivi allo showdown.

Se la nostra mano non hitterà il board, o l’avversario ci porterà spesso al fold, oppure ancora noi porteremo spesso al fold l’avversario, la reale parte del piatto che vinceremo sarà significativamente diversa dalla pura equity che avremo calcolato. 

Facciamo un esempio per essere chiari: se riceviamo K♣2♥ da BB e decidiamo di chiamare il raise del Cutoff di cui stimiamo questo range [55+,A2s+,K5s+,Q7s+,J8s+,T8s+,98s,A7o+,A5o,K9o+,Q9o+,J9o+] preflop giocheremo al 37%.

realizzazione equity

Difficilmente però troveremo un board che ci aiuterà davvero: anche un K♠9♦10♦ potrà sembrare un buon flop per noi, ma riusciremo a resistere a una 3-barrel? E in quel caso pensiamo davvero di arrivare allo showdown vincenti? E se il flop fosse 9-2-7 rainbow?

Salvo avere qualche info sul nostro avversario che ci indicherà come giocare correttamente questa mano, la nostra reale possibilità di vittoria preflop sarebbe sicuramente inferiore al 37%, in caso ci sia una giocabilità post flop.

Considerando i fattori elencati qui sotto potremo stimare una possibilità di realizzare l’equity della mano in un 80% dei casi: 37% x 80% = 29,6%, la nostra equity reale.

 

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Cosa influenza la realizzazione dell’equity

Sottolineiamo subito che non esiste un vero calcolo per la realizzazione dell’equity, e se esistesse sarebbe così complicato che probabilmente non varrebbe la pena imparare.

Esistono dei fattori che influiscono sulla nostra equity reale, e imparando a conoscerli e a stimarli potremo rivalutare la forza della nostra mano in una determinata circostanza. Andiamo a scoprirli.

 

Posizione

La tua equity si realizzerà molto più spesso se giocherai In Position invece che Out Of Position, grazie al maggior numero di informazioni a disposizione quando è il tuo turno di parlare. Potrai aumentare drasticamente l’efficienza dei tuoi bluff e delle tue value bet.

Questo è anche uno dei motivi per cui, quando costruiamo un range di apertura preflop, il numero di mani che giocheremo sarà sempre maggiore all’avvicinarsi al bottone.

 

Giocabilità della mano

Ovviamente più forte sarà la nostra mano, più spesso questa realizzerà la sua equity. Un esempio banale, folderemo molto meno spesso A-A che K-10 sulla maggior parte dei board, e allo stesso tempo saremo più spesso vincenti.

Meno fold, più showdown value = realizzazione dell’equity alle stelle

Come si nota dalle analisi al riguardo effettuate da upswingpoker.com, c’è una significativa differenza tra le mani suited e le mani off suited, e tra connector, gap connector e carte “spaiate”.

Gli esempi che la scuola di Polk riporta, mostrano che 7-6s hitta il board il 62,4% delle volte, mentre 7-6o solo il 55,9%. Una differenza del 6,5%! Ovviamente più spesso troveremo qualche vantaggio dal board, più spesso vinceremo, e meno spesso saremo costretti a foldare.

Simili i numeri tra connector e gapper: 8-7s troverà aiuti dal board il 62,4% delle volte, e 8-5s il 57,1% per una differenza del 5,3%.

 

Stack to pot ratio (SPR)

Lo stack to pot ratio, chiamato semplicemente SPR, indica il rapporto che c’è tra il nostro stack e il pot. Se abbiamo 100bb davanti su un pot di 25bb, il nostro SPR sarà di 4.

Più alto sarà questo fattore, più probabile sarà la realizzazione della propria equity, in particolare negli MTT ma anche in alcune dinamiche di cash game.

Questo fattore si connette bene con il discorso “mani suited e connector” perché maggiore sarà l’SPR, più potremo giocare suited connector che guadagneranno bene quando hitteremo un punto forte.

 

Vantaggio/svantaggio di range

Più il nostro range sarà in vantaggio contro il range dell’avversario, più spesso riusciremo a realizzare la nostra equity, potendo giocare in maniera aggressiva anche la parte peggiore del nostro range.

Questo si bilancia con il punto 1, dato che i range si faranno sempre più larghi (e quindi deboli) all’avvicinarsi del BTN.

 

Skill e aggressività

Più un giocatore sarà aggressivo, più ostacolerà la realizzazione dell’equity di un avversario, in quanto lo metterà in difficoltà e spesso lo porterà a foldare.

Certo, se noi abbiamo un vantaggio di skill contro l’altro, riusciremo a reagire in maniera profittevole a questa sua tendenza. Ma se stai giocando contro un avversario che (metti da parte l’ego e ammettilo!) è più forte di te, evita di restare in gioco con mani marginali che ti possono mettere in situazioni compliate.

 

A cosa serve la realizzazione dell’equity?

Basandosi esclusivamente sulla propria equity si rischia di finire in situazioni scomode, dove a volte saremo costretti a foldare a malincuore, e altre volte investiremo troppi soldi con una mano che non ci porterà alla vittoria.

Considerare la realizzazione dell’equity prima che tutto questo accada, ci potrà far risparmiare molti soldi. 

In particolare ci aiuterà nella costruzione dei range di steal e resteal, quindi i rilanci da late position mirati al furto dei bui, e alla difesa del proprio buio dagli attacchi del bottone.


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