Chi fa del poker una attività costante, prima o poi, fisiologicamente, incapperà in un periodo di ‘downswing’, in cui tutto sembra andare male al punto da credere che la Fortuna abbia voltato le spalle in modo definitivo.
Accelerare l’uscita dai periodi neri ai tavoli da poker è possibile: vediamo come fare con i consigli di Phil Galfond.
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“Una questione di atteggiamento”
Per il professionista e coach statunitense, più che il downswing in sé, è importante il modo in cui ciascuno lo affronta.
Le fasi di downswing, come ogni difficoltà nella vita, dipendono molto da come le affronti. Sai, puoi trovarti in una situazione difficile, arrenderti e crollare. Puoi trovarti in una situazione difficile a far finta che non esista, andare avanti e poi ottenere risultati negativi, o puoi trovarti in una situazione difficile e trarre da essa la motivazione giusta.
Una motivazione extra
Secondo Galfond, in un periodo di downswing bisognerebbe trovare una motivazione extra che porta a dedicare allo studio del poker più ore del normale.
Spesso, chi è in downswing è più motivato a studiare di quanto lo sia mai stato, perché vuole cambiare le cose. Vuole vincere. In un certo senso esce dal pilota automatico perché tutto diventa così reale. Le emozioni si intensificano. Tutto diventa più importante e anche il tuo focus può crescere di pari passo con la situazione.
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Vietato autocommiserarsi
In chiusura del post social, Galfond sottolinea come sia fondamentale cadere nella spirale della autocommiserazione durante le fasi di downswing:
Ho scoperto che molti dei miei più grandi progressi nella mia educazione al gioco sono arrivati in un momento in cui mi ritrovavo in downswing e avevo una motivazione extra per studiare. E penso che la stessa cosa valga per i downswing che ho vissuto nei miei business. Dipende tutto dalla attitudine.
Vuoi autocommiserarti e incolpare per la tua situazione gli altri o le circostanze, o vuoi semplicemente metterti al lavoro e fare qualcosa per cambiare la situazione?






