“La solita vecchia storia”. Abbiamo affrontato un caso simile non più di un mese fa, e ce ne sono stati molti (molti!) altri di cui non abbiamo parlato.
Si parla del conflittuale rapporto tra il gioco online e il reddito di cittadinanza. Da un lato, correttamente, chi lo percepisce ha il divieto di giocare d’azzardo online (incluso poker), dall’altro, se il RDC è un’iniziativa che vuole garantire uno standard di vita dignitosa al cittadino, allora in una parte dovrebbe includere svaghi ricreativi. E a quel punto cosa cambia tra 10 euro al cinema e 10 euro in un MTT?
Ma torniamo in focus, perché il punto della vicenda è un altro: un cinquantenne della provincia di Frosinone ha vinto 80.000 euro in quattro anni di poker online, ricevendo nel frattempo il noto reddito di cittadinanza. Scoperto dalla finanza, ha ricevuto una denuncia e dovrà presentarsi davanti al giudice nel 2024.
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Come segnala l’accurata analisi di assopoker, il problema in questi casi è sempre discernere tra vincite nette e lorde, e magari cominciare a usare anche un po’ di buonsenso in questi termini.
Tutte le contestazioni registrate, infatti, si riferiscono a vincite lorde, che come sappiamo hanno ben poco senso nei termini del poker online. Basti pensare di vincere 10 euro un giorno e perderli il giorno dopo, e ogni giorno così. A fine mese avremo vincite lorde per €150, ma di netto €0. A fine anno poi sarebbero €1.800 che ci possono essere contestati e non abbiamo mai visto.
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Insomma, legalmente sarebbe una variazione del patrimonio, che però praticamente non è mai avvenuta. In passato alcuni giocatori sono stati assolti per il reato di truffa, proprio perché le vincite alle scommesse non dovevano essere considerate reddito, secondo il parere di alcuni giudici.
Sarà di nuovo il caso? Staremo a vedere, anche se ne dubitiamo. Nel frattempo, ricordiamo a tutti coloro che percepiscono il RDC che non sono autorizzati a giocare online. Giusto o sbagliato, come dice un noto youtuber… questa è la legge.






