Il consiglio di Doyle Brunson che ha dato una svolta alla carriera di Alec Torelli

Apr 22, 2020

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Tutti noi cresciamo con dei miti, dei punti di riferimento.

Avere la possibilità di incontrarne uno, quando ancora si è nel pieno del processo di crescita in un determinato campo, può essere più significativo di quanto si possa pensare.

A testimoniarlo è uno come Alec Torelli in uno degli ultimi video pubblicati sul suo canale Youtube, dove racconta l’incontro più significativo nella sua carriera da poker player.

A tu per tu con la leggenda

Nel corso del video Alec prova a rispondere a una domanda rivoltagli da uno dei tanti follower: “Qual è stato il miglior consiglio che hai mai ricevuto nel poker?

La risposta non è affatto semplice, perché uno come lui ne ha conosciuti davvero tanti di pokeristi coi fiocchi, come conferma in apertura:

“Mi reputo molto fortunato ad esser stato circondato da tante menti brillanti, nel poker come nella vita.

Se però dovessi sceglierne uno direi Doyle Brunson.”

Alec è sempre stato affascinato dalla leggenda vivente del poker – e chi non lo sarebbe stato in quegli anni al suo posto – sin da quando aveva 16 anni e muoveva i primi passi:

“Leggevo i suoi libri nel corso delle lezioni di matematica. Sedermi al tavolo con lui e poterci parlare di persona rappresentava di per sé un gran traguardo.”

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The choosen one

Torelli è l’astro nascente nel mondo del cash game high stakes e Doyle se ne accorge subito:

“Quando Doyle uscì col suo sito, Doylesroom.com, creò una sezione chiamata “The Brunson Top 10”, una lista di 10 giocatori che avrebbe voluto nel suo team.

In quel periodo avevo già giocato qualche partita high stakes con lui e apparentemente gli avevo fatto una buona impressione. Quando stilò la lista quindi, il primo nome fu proprio il mio.”

Il consiglio più prezioso

Il gruppo dei prescelti si incontra in diverse occasioni e una di queste capita a Londra:

“Eravamo a cena, cinque o sei persone massimo e Doyle era accanto a me. E’ uno che di storie ne ha davvero tante da raccontare e cominciò a condividerne alcune davvero esilaranti.

Mi raccontò di una spedizione pagata in Alaska alla ricerca di Big Foot: ha fatto un sacco di cose assurde nella sua vita, ve l’assicuro!

Nonostante questa e altre mille esperienze, mi confessò che nessuna gli è mai riuscita così bene come giocare a poker.

‘Un poker player deve semplicemente giocare a poker’, mi disse.”

La gemma di Doyle

Alec riflette su quanto detto da una delle menti più sagge dell’universo pokeristico e riesce a cogliere un prezioso insegnamento:

“Il senso di quella frase andava oltre il poker. Quel che Doyle voleva dire è che le persone devono perseverare in quello per cui sono più portate, devono assecondare la propria natura.

E’ un consiglio valido in qualsiasi altro campo.”

“Ciò non significa che la scelta debba diventare a senso unico e non ci possa occupare di altro” – prosegue Alec – “ma che bisogna avere l’umiltà di capire i propri limiti e non sprecare energie in attività poco adatte alle nostre caratteristiche.

Sono sempre stato un imprenditore nella mia vita e ogni volta che ho provato a essere qualcosa che non sono ho pagato lo scotto.

Il consiglio di Doyle mi è rimasto impresso più di altri e sono passati dieci anni ormai.

Ora, quando penso a nuovi progetti, mi chiedo sempre se si tratti di qualcosa che riesca a fare bene come il poker player: sto seguendo la mia linea? O sto per fare qualcosa in cui non ho speranze di esprimermi ad alti livelli?

Per chi non avesse problemi con l’inglese, ecco il video di Alec Torelli:

Se vi siete persi LE 4 COSE DA SAPERE ASSOLUTAMENTE PRIMA SCEGLIERE UN POKER COACH secondo Alec Torelli DATE UNO SGUARDO QUI

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