Il modello di crescita esponenziale che sta dietro ogni giocatore di successo secondo Alec Torelli

Mag 15, 2020

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In inglese si una la parola “misconception” per definire un concetto o un’idea che presenta un errore di fondo.

E’ quanto accade nella percezione comune quando, apparentemente di punto in bianco, il successo di un individuo o un’azienda raggiunge in brevissimo tempo vette inimmaginabili.

Un concetto così difficile da afferrare, quello della crescita esponenziale, da dover esser declinato in una forma di più facile comprensione per le masse: “an overnight success“, ovvero un successo improvviso, letteralmente da una notte all’altra.

In uno dei suoi post più recenti comparsi sul blog www.consciuouspoker.com, Alec Torelli ha affrontato brillantemente la questione facendo riferimento alla sua esperienza personale.

La notte della svolta

“Avevo circa vent’anni e, in una domenica mattina qualsiasi quando vivevo a Melbourne, in Australia, mi sono svegliato alle 4:30 per giocare il torneo di poker online più grande della storia in una piattaforma chiamata Full Tilt Poker. Io e altri 3.217 speranzosi giocatori abbiamo speso 500$ dollari di buy-in per competere per un montepremi da oltre 1 milione e mezzo e un primo posto da 288.001,83$.

In quel momento il mio bankroll era nell’ordine delle migliaia di dollari, ma sedici ore dopo…

Ho usato quel denaro per competere a livelli più alti nel cash game e, nel 2007, sono diventato uno dei più vincenti al mondo accumulando oltre 1 milione di dollari di profitto assieme a leggende come Phil Ivey, Tom Dwan e Patrik Antonius.”

Lo screenshot della mano finale con cui “traheho” si è aggiudicato il torneo e i 288K di premio.

L’altro lato della medaglia

“Sebbene dall’esterno potesse sembrare che i risultati fossero arrivati per una singola coincidenza, quel che la gente non può sapere è quanto sodo abbia lavorato nei 4 anni precedenti per farmi trovare pronto all’appuntamento, pur senza aver ottenuto ancora nessun risultato di rilievo.

Sono stati anni importantissimi dove ho letto libri, assimilato numeri e speso così tanto tempo a pensare al poker da sognarmi addirittura le carte. Tutto ciò è accaduto ben prima di finire sotto la luce dei riflettori.

La gente non tiene conto del tempo speso nella crescita individuale e non a caso, chi non riesce a comprendere a fondo il concetto, finisce per mollare la presa proprio perché eccessivamente “result oriented”.

Quel che conta in questa fase è la disciplina, il trarre la motivazione dal superamento di piccoli traguardi e soltanto in pochi riescono ad arrivare alla fine del percorso. Credo si tratti proprio di una selezione naturale, come se l’universo avesse il suo modo di filtrare quelli che non desiderano così ardentemente un qualcosa.

Dalla mia esperienza personale ho imparato che il successo si costruisce col tempo, anche se i risultati possono arrivare in un lasso molto ridotto.”

L’esempio grafico tratto dall’articolo comparso su www.consciuouspoker.com di quanto spiegato da Alec Torelli.

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Nel poker come altrove

La disamina di Torelli prosegue facendo riferimento a cinque casi eclatanti nel quale il modello di crescita esponenziale è stato più evidente, da Amazon al patrimonio di Warren Buffet, passando addirittura per l’applicazione del medesimo pattern nella ricerca scientifica.

Il pezzo si chiude con una delle domande più intuitive che potrebbe sorgere nella mente dei lettori arrivati fin qui: quanto tempo bisogna attendere quindi per avere la propria “notte di gloria”?

“Molto più di quanto possa immaginare. Una delle mie citazioni preferite a riguardo appartiene a BIll Gates:

‘La maggior parte delle persone tende a sovrastimare quel che può fare in un anno…

Così come tende a sottostimare ciò di cui può essere capace di fare in un decennio’

Quel che Gates intendeva con il suo aforisma è che potrebbe occorrere più tempo del previsto per raggiungere un obiettivo, così come pianificare sul lungo periodo potrebbe consentire di fare qualcosa in più di quel che si può immaginare.”

Nel caso l’inglese non sia un problema, ecco il link per consultare l’articolo originale comparso sul blog di Torelli, con tanto di video-spiegazione.

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