Alessandro ‘Deneb’ Pichierri e le differenze tra ‘punto it’ e ‘dot com’: in Italia esiste l’uncontested!

Gen 14, 2020

pichierri mini main event

Era il 10 novembre dello scorso anno e Alessandro Pichierri, uno tra i grinder “storici” per quanto concerne i tornei MTT su PokerStars.it, scriveva un messaggio di ringraziamento ad amici e conoscenti per aver centrato l’ennesimo obiettivo in carriera.

Sì, perché dopo aver vinto la tournament leaderboard per due anni di fila su tre, quando ancora quella classifica significava qualcosa, poco più di due mesi fa celebrava il raggiungimento di una milestone importante: 300mila euro di profitto con un grafico che di scendere proprio non ne ha mai voluto sapere.

La chiacchierata a Praga

Con Alessandro ci conosciamo da diversi anni, sebbene ci siamo incontrati dal vivo soltanto in poche occasioni. Ogni intervista è un’occasione per scambiare quattro chiacchiere e personalmente non ho mai nascosto la stima per quel che è riuscito a fare. Da solo.

Il suo nickname online, se il nome non vi ha fatto venire in mente nulla, è “Deneb93“. Una vera e propria istituzione per chi, negli ultimi cinque anni, ha bazzicato tra i tornei online su PokerStars.it.

Ci incontriamo a Praga, in occasione dell’EPT. Una rarità considerata la (scarsa) quantità di tornei live giocati al di là dei confini maltesi, dove Alessandro vive da qualche anno per potersi misurare con un field internazionale.

Per uno come lui, che per diventare tra i migliori torneisti in Italia è dovuto andare contro tutto e contro tutti, raggiungere un traguardo simile non è affatto uno scherzo. E non si tratta nemmeno di un brag, come amano dire i pokeristi, ovvero un modo per ostentare quanto ottenuto in carriera.

Alessandro è consapevole di quanto sia stato difficile il suo cammino, perché nel mondo del poker l’invidia per chi riesce a fare meglio di altri è praticamente una costante, tanto da confondere talvolta il talento con la fortuna.

Nel tuo post ci è parso di capire che volessi toglierti qualche sassolino dalla scarpa, o ci sbagliamo?

Non subisco l’invidia ho sempre pensato a me stesso e alle persone che mi stanno intorno. Queste cose non mi sfiorano nemmeno.

Ora sono due tre anni che gioco su Stars.eu e proverò a fare lo stesso anche là: vincere tutto e provare a fare anche quello che non si può fare. 

Come vanno le cose sul ‘dot com’?

Su Stars non va benissimo ma gioco anche su altre room, Partypoker 888poker, PokerStars.es e ovviamente sul ‘punto it’ e su queste le cose vanno decisamente bene.

Quanto è stato difficile adattarti a un field straniero?

Chi gioca entrambi sa bene di cosa parlo. Sul ‘punto it’ si gioca un gioco completamente diverso che sul ‘com’. E’ una sorta di surrogato di quello che dovrebbe essere il poker mentre altrove si gioca il poker, quello vero.

Paradossalmente sul ‘punto it’, ad abi medio alto, il field è full reg più che sul ‘com’, escludendo il planinsesto high roller ovviamente, eppure non c’è stata chissà quale grande evoluzione a livello di gioco. Vuoi spiegarci perché?

I reg del ‘punto it’ non sono assolutamente al livello dei reg del ‘com, ma nemmeno lontanamente. Secondo me non dovrebbero nemmeno esser considerati come tali, perché si giocano assiduamente ma senza aver ben chiaro in testa cosa fare e perché farlo.

Sul ‘com’ invece i giocatori sono talmente bilanciati che i vantaggi sono estremamente limitati e il tuo ROI non può superare una certa soglia, per forza di cosa. Quindi, per quanto mi riguardo, la soluzione nel 2020 sarà quella di evitare di giocare certi tornei, proprio perché i reg sono così forti che l’edge è davvero limitata. 

Per vincere lì devi runnare meglio degli altri, semplice. Se vinci 20K a un 215$ vinci perché se stato piu fortunato di tizio caio ecc…, ma non perché abbia realmente distrutto ogni tavolo grazie alle tue abilità. 

In questi ultimi due anni ho giocato abi 100, ma secondo me c’è molto più valore ai tornei da 20$, 30$ o 50$ che negli altri. Dai 215$ in sù invece vedo davvero poco margine e se il mio obiettivo è quello di fare soldi, di vincere dei tornei con costanza, è fondamentale giocare tornei più bassi. 

Ho visto grafici di reg fortissimi che perdono  300/400 mila dollari negli ultimi 2/3 anni a quell’abi là, quindi voglio dire…

Sul ‘punto it’ invece questo non può capitare per un semplice motivo: c’è l’uncontested che sul ‘com’ non è esiste.

Spiegaci meglio…

Sul ‘punto it’ puoi vincere i soldi anche se non cascano le tue carte, sul ‘com’ invece questo non potrà mai accadere perché si gioca solo per range. Quindi non esiste che tu apri, che so, 7-5off e vinci la mano perché tutti foldano. E’ questa la differenza sostanziale. 

In un torneo come l’Afternoon on Stars, che è abbastanza facile, se mi gira di vincere il pot e aprire con 7-4 off lo faccio ed è probabile che ci riesca. Altrove è qualcosa di impensabile.

Studi sui solver o hai intenzione di farlo a breve?

Sto iniziando ora a studiare sui solver visto che su Stars.eu ho swingato un bel po’. Diciamo che, dopo aver fatto due conti mi son detto: ‘Vediamo un po’ che dice qua ‘sto Piosolver và, vediamo se capisco perché swingo… – scherza Alessandro.

Ci sono amici che sono migliorati tantissimo perché hanno comprato delle masterclass come quelle di ‘bencb’ o che comunque studiano sui solver…Io mi sono affacciato solo ultimamente su queste cose.

Non servirebbe nemmeno tanto se giocassi un altro tipo di tornei, ma siccome ambisco ad arrivare più in alto possibile e questa sembra essere l’unica via, perché non provarci. 

Che obiettivo hai nel poker?

La verità? Spero di shottare, di vincere tanti soldi e smettere di giocare. Ho 5/10 anni davanti per fare quello che ho in mente e se raggiungessi questo obiettivo preferirei smettere. Anche perché la vita del poker player a certi livelli è davvero troppo stressante… 

Se vi siete persi l’incredibile escalation di Pasquale Braco negli ultimi sei mesi è il caso di DARE UNO SGUARDO QUI

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Photo Credits: Stefano Atzei

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