Il poker è un gioco in cui è importante gestire le emozioni ed essere estremamente razionali. Questo è ciò che ci dicono da sempre, ed è vero nei termini di comprendere la formulazione “gestire le emozioni”.
Infatti non è detto che sopprimerle sia il modo più efficiente per vincere e migliorare. Anzi, secondo Andrew “LuckyChewy” Lichtenberger è vero proprio il contrario!
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Bluff e bluff catch sono due delle cose che hanno più impatto nel decision making secondo me. Sono semplici componenti, nate puramente dalla mancanza di informazione completa che abbiamo come giocatori.
Perché alcuni giocatori hanno risultati migliori di altri? Penso che un modo semplice di dirlo sia: i migliori giocatori prendono più valore navigando tatticamente nelle situazioni con le loro mani migliori, e perdere meno (o vincere!) con le peggiori. Ovviamente questa è un’implementazione ad arte della strategia, sapere quando puntare, passare, rilanciare, chiamare o checkare.
La stessa cosa può essere detta in un altro modo con “linea blu” contro “linea rossa”, o “showdown winnings” contro “non showdown winnings”.
Deception nel poker
L’essenza della deception nel poker. Io la penso così: tralasciando la strategia consideriamo l’essere umani, cosa che viene sottovalutata quando viviamo in un’era con strategie avanzate date dalla tecnologia, e dalla scelta di trascurare le emozioni in nome della logica.Â
Per esperienza, ho molto più successo nei bluff quando i bluff che faccio li sento giusti. Non è completamente trascendente la logica, ma comprende sia logica che emozioni. Mi accorgo che quando credo a me stesso, l’avversario tende a credermi di più.
Naturalmente conoscere l’approccio strategico al bluff fa un mondo di differenza quando fai giocate ad alto rischio. Mi sento abbastanza sicuro che più sei in contatto con le tue emozioni in quei momenti, più sia alta la probabilità di successo. Va anche oltre al bluff, considerando che il poker – specialmente a torneo – può essere estremamente volatile e richiedere di mantenere la calma nei momenti difficili ed essere umili nei momenti di vincita.
Ho molte esperienze di grandi momenti in cui seguire il cuore mi ha portato al successo, quando seguire la mia mente me lo avrebbe impedito. Deception è il vero nome del gioco nel poker. Se puoi convincere gli avversari a chiamare le value bet e foldare ai bluff, sei a posto.
Un esempio reale
A questo punto Andrew racconta una mano esemplare di questo discorso: heads up finale contro nientemeno che Ike Haxton, che limpa 50k (stack 4.425m) e Andrew rilancia 200k con 10♥3♠ (stack 1.575m), call di Isaac.
Flop J♣10♦8♥ check di Lichtenberger, bet 110k su 450k di Ike e call. Andrew sentiva già che ci fosse qualcosa di strano, non sa però se timing o proprio i feeling di Haxton. Non è facile spiegare logicamente che cosa sentisse.
Turn 5♥, ancora check-call per 465k, mentre Lichtenberger è sempre più confident che qualcosa non vada in questa situazione. Nonostante abbia solo middle pair contro uno dei player più aggressivi in circolazione, e sarebbe meglio avere qualche backup come scala o colore, ma non era l’occasione per certi lussi.
River 7♥ check, all in di Ike. Interessante come il river cambi la texture in modo significativo, e se Ike avesse top pair o anche two pair prima del river, sarebbe motivo di preoccupazione per continuare a puntare per valore. Soprattutto considerando che si aspetterà perlopiù di ottenere fold da coppie deboli come quella che ha in mano.
Alla fine Andrew decide di chiamare e pizzica Haxton con A♥2♦ in pieno bluff! Un grande esempio di unione tra decisioni pokeristiche intuitive e paletti logici della game theory. Il modo più efficiente per approcciare al gioco e avere successo, secondo Lichtenberger.






