Capire se le tue read hanno senso: una breve lezione di Jonathan Little

da | Mag 12, 2026

fidarsi delle read

Al tavolo verde quanto ci si può fidare delle read sugli avversari?

Secondo Jonathan Little, non ciecamente. In un intervento sulle colonne di CardPlayer il coach statunitense ha affrontato l’argomento ‘letture’, partendo da una mano giocata da un pokerista amatoriale a un torneo live.

 

Preflop

Mtt live da 500$ di buy-in, su blinds 800-1.600 con big blind ante un giocatore aggressivo apre x2 con 20bb tondi di stack da utg+1. Un giocatore tight chiama da bottone.

Su small blind hero spilla 77 e tribetta 10.000. Folda big blind, chiamano gli altri due avversari.

Hero non dovrebbe tribettare il 30% del suo stack con nessuna mano del range perché se poi qualcuno va all-in è obbligato a chiamare per via delle eccellenti pot odds. Inoltre, tribettando small, quasi sicuramente sarà chiamato da entrambi gli avversari, sempre per una questione di pot odds, che non è ciò che vuole da fuori posizione con una mano che di solito missa i flop.

Invece sarebbe dovuto andare all-in se si fosse aspettato che i suoi avversari avrebbero foldato la maggior parte delle volte, o chiamare se si aspetta che gli avversari abbiano dei range forti. Entrambi queste giocate sono molto migliori di tribettare 10.000. Su un openraise e un flat, tribettare small con 20bb di stak non è quasi mai una opzione percorribile.

 

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Flop

Le prime tre carte comuni sono KJ7. Su pot di 33.200, con uno stack rimanente di 22.000 chips, hero checka.

Original raiser va all-in, bottone chiama rapidamente.

Il check di hero va bene, ma anche bettare small, tipo 6.000, o andare all-in sono opzioni perfettamente percorribili, a seconda delle tendenze degli avversari. Il beneficio del check è che rende molto più difficile per gli avversari lasciare la mano con un jack. Ovviam,ente se gli avversari checkano dietro con le loro mani chiuse decenti come top o middle pair, e non bluffano mai mani come A10 p 98] hero dovrebbe probabilmente andare all-in per i due terzi del pot.

Una read sbagliata

Dopo i due all-in hero folda il suo set!

Hero mi ha detto che era sicuro che il giocatore tight su bottone avesse esattamente K-K o J-J. Certo, tutto è possibile, ma quelle combo sono estremamente improbabili perché quasi tutti avrebbero tribettato queste premium hand preflop. Ma se anche bottone le avesse giocate in slowplay, dopo la tribet di hero e il call di original raiser avrebbe quasi sicuramente fourbettato in all-in a causa delle profondità short degli stack rimanenti in gioco.

Hero poi ci è rimasto male quando i due avversari hanno girato rispettivamente KQ e J8.

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La lezione

Little sottolinea l’importanza vitale di capire che le nostre reads saranno spesso del tutto incorrette. Per questo è necessario sviluppare una strategia che si regga su solide fondamenta.

Anche se la read di hero fosse stata corretta e entrambi gli avversari avessero avuto mani che credevano molto forti, queste mani avrebbero comunque facilmente potuto essere K-J, K-Q, K-T o A-J. Foldando, hero rivela che i suoi due avversari hanno giocato male al punto da fargli capire che uno dei due aveva nello specifico K-K o J-J. Il che non ha senso considerando la action preflop. Hero ha perso tanto valore per fidarsi delle sue read, per la paura di committare tutte le sue chips quando c’erano poche possibilità che fosse battuto.

In questa situazione di gioco, glissa Little, anche foldare una mano come K-Q potrebbe essere un blunder, anche se probabilmente avrebbe dovuto essere pushata in all-in preflop.

Quando sei al top del range e lo giochi in un modo che induce i bluff avversari, come in questo caso, foldare è un errore significativo.

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