Quanto dovresti essere cauto con A-K? Una mano di esempio giocata da Jonathan Little

da | Apr 28, 2026

Jonathan Little hero call value bet

Asso-Kappa, croce e delizia dei pokeristi.

Per quanto sia al top del range, la ‘Anna Kournikova’, come viene chiamata AK, può dare più di un grattacapo al tavolo verde, specialmente ai giocatori alle prime armi.

Ci viene in aiuto coach Jonathan Little che sulle colonne di Card Player ha analizzato uno spot giocato con AK a un torneo live da 3.500$ di buy-in con struttura lenta.

 

La situazione

Little introduce così la situazione.

Tutti al mio tavolo stavano giocando tight, aspettando che qualcuno facesse un grande errore, quindi mi sono adjustato e mi sono ripromesso di stealare ogni pot nel momento in cui fosse diventato chiaro che nessuno avrebbe manifestato interesse a vincerlo. Ciò mi ha permesso di raddoppiare lo stack i partenza in un paio di ore senza di fatto prendere rischi, che è sempre un bnellissimo risultato.

Ma quando eserciti pressione costante sugli avversari, qualcuno prima o poi arriverà alla conclusione che stai giocando troppo aggressivo e si adjusterà a sua volta.

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Preflop

Su blinds 1.500-3.000 con bb ante, un giocatore secondo Little ‘debole e tight, che sta aspettando forte mani preflop’, apre x2 da utg con 66.000 di stack.

Chiamano hijack e bottone, Little spilla AΧKΧ da small blind e a sua volta si limita al call.

Davanti a un raise da utg che quasi di sicuro ha una premium hand, gonfiare il pot fuori posizione ti farà avere problemi. Devi capire che A-K vincerà solamente il 40% delle volte contro un range che contiene AA, KK, QQ, JJ e AJ, che quasi di sicuro saranno le carte che ti troverai contro se original raiser dovesse andare in fourbet.

Se tribetti e original raiser chiama, probabilmente chiameranno anche tutti gli altri, costringendoti a giocare un four-way-pot da fuori posizione. Siccome entrambi gli scenari non sono dei migliori, chiamare è probabilmente l’opzione migliore perché costringe gli avversari a restare nel pot con mani che domini, e nello stesso tempo ‘under-reppi’ la forza della tua mano (ossia rappresenti meno forza di quella che in realtà hai, ndr).

 

 

Flop

Scende un flop AΧ10Χ8Χ.

Little checka, original raiser punta 9.000 su pot di 21.600. Little va all-in per le 52.500 chips effettive dell’avversario.

Normalmente chiamerei per tenere il mio avversario nel pot con mani che sono in draw sottile come AJ e KK. Ero convinto che al mio avversario queste mani sarebbero piaciuto. Siccome ho un asso ci sono poche possibilità che mi ritrovi contro una coppia di assi. Ho pensato che fosse improbabile che l’avversario potesse avere una coppia di otto perché probabilmente avrebbe openlimpato preflop. Ciò significa che a meno che lui non abbia esattamente T-T, sto choppando contro AK o sono avanti contro AQ e AJ.

Non ho avuto la sensazione che avrebbe foldato le sue mani più forti perché la maggior parte degli amatori che usano una strategia preflop tight tendono poi andare lontano quando chiudono delle mani marginali. Sentono che siccome entrano nel pot di rado allora poi devono vincere ogni volta che trovano un pezzo di board.

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Il risultato

Oppo chiama, gira AΧQΧ e resta di stucco quando Little mostra le sue.

Non poteva credere ai suoi occhi quando ho girato AK perché nella sua testa avrei dovuto tribettare il 100% delle volte con quella mano. Ha dato per scontato che siccome lui avrebbe giocato la mano in un determinato modo, allora anche gli avversari avrebbero fatto altrettanto.

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