Nel poker, si sa, vince chi sbaglia di meno. Capitalizzare gli errori altrui è il miglior modo per essere giocatori vincenti.
Sulle colonne di CardPlayer, il coach Alex ‘Assassinato’ Fitzgerald ha scritto un interessante contributo sui cinque errori avversari da sfruttare a proprio vantaggio nei tornei di poker.
Vediamo subito.
Non foldano mai nei multiway pot
Per iniziare, Fitzgerald elenca gli avversari che hanno difficoltà a trovare il fold nei family pot, in cui ci sono più di due giocatori postflop.
Anche davanti alla bet di un giocatore solido, indicatrice di un range composto da set, two pairs, top pair top kicker e grandi progetti combo, questi giocatori faticano a mettere sotto una top pair mediocre perché si sentono facilmente exploitati.
Puoi sfruttare a tuo vantaggio la loro mancanza di flessibilità bettando più grande quando in multiway quando hai chiuso una mano buona. I buoni giocatori al tavolo capiranno cosa stai facendo, ma non ce ne sono così tanti.
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Giocare troppe mani postflop
Lo statunitense prosegue la lezione tirando in ballo gli avversari che giocano troppe mani.
Se qualcuno dei lettori dei miei libri mi guardasse giocare, si stupirebbe di quanto sia tight la maggior parte delle volte. In realtà non sono un giocatore tight, è che tutti giocano maledettamente loose!
Contro gli avversari che giocano troppe mani in raise, cold-call, limp o flat alle tribet, bisogna mantenere la disciplina.
Se vedi qualcuno che si presenta a showdown con mani improbabili, puoi iniziare a valuebettare più sottile contro di lui. Puoi anche scegliere di bluffare l’avversario contro il suo range più debole se credi che non voglia ancora giocare un big pot.
Non tribettano mai
Secondo Fitzgerald è raro trovare giocatori che non abbiano questo leak. In particolar modo gli americani, secondo il coach, credono che le tribet debbano essere usate con parsimonia e principalmente con mani buone.
Non devi tribettare con 9-2s o spazzatura simile, ma qualche carta alta offsuited, o suited con gap sono mani abbastanza buone per dare battaglia. Puoi anche tribettare coppie medie se credi che l’avversario stia aprendo troppo largo.
Bluffano solo quando sono frustrati
Il coach analizza poi le dinamiche medie dei bluff sostenendo di potervi trarre dei vantaggi.
Nei tornei locali la maggior parte delle persone bluffa solamente quando è frustrata, ovvero quando il loro A-K manca il flop o la loro coppia di donne vede una overcard sulle carte comuni. Blufferanno anche quando mancano il terzo progetto del giorno.
Dal che discende che l’avversario medio non ha idea di quale sia lo spot ideale da bluffare: decide di farlo solamente in base alla frustrazione accumulata.
Se l’avversario ha cappato il suo range in una delle strade precedenti con un check-back o con un call su un board pieno di progetti, possiamo usare questa informazione per fare hero call più sottili.
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Non trovano mai il fold al river
Questo è il leak più grande, in particolar modo nei tornei piccoli che danno la possibilità di fare rebuy.
Tanti giocatori decidono di chiamare se l’avversario è antipatico, se sentono che la loro mano sia abbastanza buona, se stanno runnando male e vogliono far succedere qualcosa.
In generale, se un giocatore ricreativo annoiato va in triple barrel, tribetta e spara su più strade, rilancia al turn o al river, vuol dire che ha un punto. Non devi scervellarti per dei bluff che probabilmente no nhanno, soprattutto al river dove le puntate sono più alte e la maggior parte dei tuoi avversari è restia a bluffare.






