Come avere una carriera longeva a poker

da | Set 26, 2025

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Sappiamo che il poker è il gioco in cui l’abilità prevale sul lungo termine.

Ma come si può dare una prospettiva di lungo termine alla propria carriera a poker?

La domanda apre a risposte dalle mille sfaccettature. Nel mare magnum dei professionisti di poker, sono solamente pochi ad essere rimasti sempre sulla cresta dell’onda dopo anni ai tavoli verdi.

Coach Dara O’Kearney ha approfondito la questione sulle colonne di PokerStrategy: vediamo subito cosa dice l’irlandese.

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Il picco pregiudica il lungo termine?

Per iniziare, O’Kearney dice di aver avuto una discussione recente in cui osservava come diversi giocatori che per periodi più o meno lunghi hanno crushato il gioco, sono poi letteralmente scomparsi dalle scene.

Ho osservato che il gruppo di giocatori che raggiungono una carriera longeva non è lo stesso gruppo dei giocatori che in qualche punto della loro carriera raggiungono l’apice. Di sicuro ho conosciuto giocatori che hanno crushato il field per dieci anni o più, ma molti di loro poi sono semplicemente scomparsi. Qualcuno è andato in burn out, qualcuno ha cambiato l’ambito di azione in modo volontario, ma la maggior parte di loro è semplicemente andata a gambe all’aria.

 

Una questione di ego

Per O’Kearney, il picco può essere raggiunto grazie alla concomitanza di due condizioni.

I giocatori che raggiungono il top in un determinato momento, lo raggiungono grazie a una combinazione di buona run e di fare qualcosa che accidentalmente exploitava le tendenze correnti. Questo era particolarmente vero prima dell’avvento dei Solver quando tutti cercavano di indovinare quali fossero le giocate ottimali.

Ma arrivare tra i più forti può gonfiare l’ego. Il mindset che ne deriva che esso può diventare un problema al tavolo verde.

L’inflazione dell’ego che spesso accompagna l’arrivo al top rende particolarmente difficile adjustarsi e accettare che devi imparare nuove linee, dal momento che quelle vecchie, che ti hanno portato fino a quel punto, hanno smesso di funzionare. Inoltre l’ego rende particolarmente difficile scendere di livello di gioco quando è necessario.

 

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“I grinder umili sopravvivono”

Secondo O’Kearney, solamente chi non è ostacolato dal suo stesso ego può diventare un pokerista longevo.

Una decina di anni fa, un top player scrisse un Tweet in cui diceva che il poker online sta diventando così difficile che nel giro di dieci anni solamente il migliore 3%-5% dei pokeristi sarebbe stato ancora in giro. La mia risposta fu che ero d’accordo sulla percentuale, ma questi giocatori non sarebbero stati necessariamente top player. Ed è esattamente così che sono andate le cose: i giocatori che conosco che sono sopravvissuti sono i grinder disciplinati e umili che non si credono i migliori del gioco. Ironia della sorte, il giocatore che aveva scritto quel Tweet non è più in giro.

Per O’Kearney l’insegnamento è chiaro:

Se state pianificando una carriera a poker, cercate di ottimizzarla in funzione della longevità e non dell’ essere i migliori.

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