Sappiamo che nel poker ogni mano ha una determinata equity che è uguale all’importo del piatto moltiplicato per le possibilità che essa ha di vincere il pot.
Detta equity è soggetta a cambiamenti non solo in base alle carte comuni, ma anche alle bet avversarie.
Può sembrare strano ma se ci pensate bene è logico, e si può vedere in ogni Solver. L’ammontare di equity che hai su una determinata strada, cambia quando il tuo avversario intavola una azione aggressiva anche se le tue carte sono sempre le stesse.
Vediamo subito la breve lezione tenuta dall’autore di libri di poker Barry Carter sulle colonne di PokerStrategy.
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La mano di esempio
Sulla apertura di UTG il giocatore su big blind ha difeso.
Al flop 10♥6♦3♦ la action è standard: check, bet, call.
Sul 9♠ turn i due vanno in doppio check.
Sul K♦ river, dopo il check di big blind, UTG piazza una grande bet.
Big blind deve decidere cosa fare.
Il range di check raise
A questo punto Carter dice di aver analizzato lo spot soprattutto per vedere le mani con cui check/raisare in bluff al river.
I criteri per scegliere una mano con cui check-raisare in bluff parlano soprattutto di una mano che vince a showdown quando l’avversario checka dietro, che non gioca bene contro il suo betting range ma che blockera una mano forte.
La chart mostra il range di big blind al river: in colore blu sono i fold, in verde i call, in rosso gli all-in.
Come si vede, le mani che bluffano sono tutte mani con showdown value che blockerano mani nuts. A♦10♠ per esempio oltre ad essere second pair blocca il colore nuts, i set di dieci e le doppie coppie.
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Come cambia l’equity dopo una bet
Per dimostrare quanto cambi l’equity di una mano quando affronta una bet, Carter ha selezionato alcuni dei check/raise in bluff al river. Ecco come cambia la loro equity tra l’inizio del river e dopo che l’avversario ha piazzato la bet.
| Mano | Equity prima del check BB | Equity dopo la bet UTG |
|---|---|---|
| 9♦ 7♥ | 53,1% | 35,4% |
| 9♦ 8♥ | 53,6% | 34,7% |
| A♦ 3♥ | 22,6% | 34,9% |
| Q♦ 6♥ | 38,6% | 34,7% |
| A♦ T♠| 69,4% | 35,8% |
Di qualche mano, come Q♦6♥, non cambia tanto il valore, anche se decresce. Dipende dal fatto che non sono mani particolarmente forti dalla partenza. Altre mani come A♦10♠ essenzialmente precipita di valore. Quando è sceso il river era una mano forte ma il suo valore diminuisce davanti a una bet. Ora a showdown non vince abbastanza da giusticare una chiamata ma ha le caratteristiche perfette per un bluff.
D’altro canto nella tabella sopra non si può fare a meno di notare che c’è una mano che aumenta il suo valore, A♦3♥.
Dipende dal fatto che la mano performava male contro la parte mediana del range di utg. Ma al river non affronta più il range mediano di utg, affronta mani molto forti che la crushano ma anche bluff che batte. In entrambi i casi non ha abbastanza equity per giustificare un call, ma resta sempre un buon bluff.
In conclusione del suo contributo Carter sottolinea l’importanza di studiare i check–raise al river.
Un buon modo per imparare quando turnare una mano in bluff. E capirai anche quando smettere di fare il prezioso con showdown value. A volte il valore di blocker della tua mano vale di più del valore di showdown, specialmente al river.







