Come dedicare il giusto tempo allo studio del poker

da | Mar 11, 2025

Come dedicare il giusto tempo allo studio del poker

Un sondaggio condotto nel gruppo Grinderlab | Grinders su Facebook, ha indicato che il 30% dei giocatori incontra come difficoltà principale il “Tempo dedicato allo studio del poker“.

Vuol dire che poco meno di un giocatore su tre è consapevole che dovrebbe passare più tempo sul solver, sui libri o con un coach, ma comunque non lo fa abbastanza. Ed è un problema perché frena molti giocatori dal potenziale che possono raggiungere.

È nostro dovere aiutare la community a crescere nel meglio delle nostre capacità. Soprattutto in un punto come questo, che fa la differenza tra i migliori e il resto del mondo.

 

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La prima cosa da fare è identificare il motivo per cui non si studia abbastanza. Ci vuole un po’ di autoanalisi, evitando di essere sommari ma dedicandoci la giusta attenzione. Solo così si potrà trovare una buona soluzione efficace per noi.

Ecco alcune cause possibili. Se pensate di non rientrare in questa lista, diteci il vostro “perché”, in modo da poterlo approfondire!

Non si da la giusta importanza allo studio

Probabilmente non è il vostro caso, perché se avete aperto questo articolo dovreste essere consci del valore dello studio nel poker.

Altri però potrebbero non sapere quanto è importante studiare, pensando che facendo pratica ai tavoli si possa acquisire abbastanza esperienza.

Una volta, forse, poteva essere così, anche se in realtà tutti i grandi campioni imparavano con i metodi che avevano a disposizione (i primi libri, il confronto con altri giocatori…), ma al giorno d’oggi rinunciando allo studio si rinuncia a molto valore.

Pensate che addirittura c’è chi consiglia, a chi è alle prime armi, di passare il 75% del tempo dedicato al poker studiando, e solo il 25% giocando. Questa è l’importanza che ha!

Nessun beneficio immediato dallo studio

Uno dei problemi principali è che lo studio porta “vantaggi invisibili”. Se giocando è possibile vincere denaro e ricevere un feedback istantaneo, ad alcuni studiare può sembrare un’attività che sottrae tempo al guadagno ai tavoli da gioco.

Insomma, la pratica porta benefici immediati, la teoria non ha un impatto altrettanto evidente e quindi difficile da comparare.

In realtà, con l’aumento delle nostre competenze, potremo vincere di più e soprattutto aumentare le nostre vincite in futuro quando le cifre saranno più consistenti.

Meglio una gallina domani che un uovo oggi, insomma. Nel poker non potrebbe essere più vero, considerando quanto saremo più preparati ad affrontare i livelli successivi (con guadagni molto più alti).

Questo è il pensiero più difficile da contrastare, perché non è facile avere prove tangibili. Qui si può intervenire solo con determinazione e disciplina, e sicurezza di ciò che stiamo facendo.

 

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Mancanza di tempo (o percezione di non averne)

Molti giocatori pensano di non avere abbastanza tempo per studiare, soprattutto se il poker non è il loro lavoro. Spesso però è un problema di gestione delle priorità.

Non che il cazzeggio non sia necessario, ma per esempio si trovano ore di tempo per Netflix, social, giochi, ma non 30 minuti al giorno per studiare.

Se pensi di non aver tempo, la cosa più probabile è, piuttosto, che tu abbia delle difficoltà ad organizzarlo. Dedica un po’ di energie nella costruzione di una schedule che preveda anche lo studio del poker.

Per alcuni può essere un processo difficile. In quel caso, non siate severi con voi stessi! Viceversa, siate indulgenti e iniziate da qualcosa di piccolo. Anche solo mezz’ora al giorno per cinque giorni a settimana, e poi con il tempo se vorrete potrete aumentare.

Anche brevi sessioni di studio possono fare la differenza.

Non sapere cosa studiare

Ci sono molti motivi per cui ci si può trovare in una situazione dove non si riesce a capire cosa approfondire.

L’efficienza nello studio è importante, ma cosa fare se non sappiamo qual è il prossimo step? Qual è il leak più grosso? A che livello siamo effettivamente?

Magari ci sono delle conoscenze che dobbiamo fossilizzare, oppure dobbiamo recuperare qualche arretrato.

Niente panico. Iniziate guardando un po’ il vostro tracker, capendo gli equilibri e i perché sui solver, e partite dalle situazioni più comuni. Ma un rimedio molto efficace è quello che scriviamo nel prossimo paragrafo…

Non sapere come studiare

Se invece è chiaro il “cosa”, può non essere altrettanto immediato il “come”.

D’accordo, vediamo che da UTG perdiamo 3bb/100 e non va bene… ma quindi? Cosa dobbiamo fare? Oppure, abbiamo aperto un solver e abbiamo capito come funziona, ma con la soluzione proposta cosa dovremmo fare?

Posto che riflettere in autonomia e ragionare a fondo sulle cose è un modo fantastico per stampare concretamente i concetti nella nostra mente, è anche un processo lungo, che può essere difficile, e non per forza giusto.

In questi casi il nostro consiglio è di rivolgersi a un coach, una persona che abbia già affrontato e superato ciò che dobbiamo sistemare. Si tratta di un investimento, soldi che paghiamo per imparare e che vedremo ritornare sotto forma di vincite al tavolo da gioco.

Continuiamo a ripeterlo: non è saggio reinventare sempre la ruota, quando c’è stato qualcuno che l’ha fatto prima di noi. Possiamo usare il suo ingegno come trampolino per andare ancora più lontano.

 

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