Come sbrodolare il tuo primo High Roller per una distrazione

da | Lug 16, 2025

jinno wsop

Vista dal divano di casa, questa situazione fa ridere e deridere il protagonista, ma a dire il vero si tratta di un episodio davvero sfortunato – e che fa riflettere sull’importanza del mindset, oltre che del focus.

Il protagonista di questa storia si chiama Motoki Jinno, player che, come avrete intuito, proviene dal Giappone, e verosimilmente non avrete mai sentito nominare prima di questi ultimi giorni.

 

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Il profilo Hendon Mob di Jinno rileva vincite già nel 2013, ma ha un totale di 9 ITM e per un totale di $175k. A meno che non sia un cash gamer o un player online, siamo propensi a definirlo un player amatoriale a tutti gli effetti.

Pochi giorni fa ha deciso di partecipare al $50.000 High Roller WSOP – per contesto: il suo maggior buy-in prima era probabilmente $7.000 – e suo malgrado è stato protagonista di una situazione che è rimbalzata su tutti i media di settore.

La storia l’ha raccontata Ryan Feldman, spettatore al tavolo, sul suo account X per poi approfondire in un’intervista a PokerNews.

La mano incriminata

Jinno è stato per tutto il torneo un giocatore molto tight fino a che si è trovato in una mano contro Omer Smidt su board 10Χ6Χ5Χ4Χ.

L’avversario ha annunciato l’all in, emulato dal dealer che ha sistemato le chips di Smidt. Jinno è rimasto fermo in silenzio, fino alla fine del time bank quando il dealer ha aperto sul tavolo i gettoni del time bank.

All’ultimo time bank usato, il dealer ha preso le carte di Jinno per indicare un fold. 

A quel punto il giapponese era palesemente confuso. Pare che fosse convinto fosse l’avversario quello in the tank, e ha spiegato al dealer di aver rilanciato, per mettere in discussione il fold. A detta di Feldman, Jinno potrebbe non conoscere la funzione del gettone All-in, o non averlo visto davanti allo stack di Smidt.

Il floorman, sopraggiunto per prendere una decisione, non è stato caritatevole. Ha dichiarato la mano morta e assegnato il piatto al QΧQΧ di Smidt, che si sarebbe schiantato contro un 6Χ6Χ per meno di un 5% di chance di vittoria.

 

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Un tilt da manuale

A questo punto il gioco di Jinno è cambiato radicalmente: da chiuso e cauto, è diventato estremamente aggressivo e incosciente.

“È tornato al tavolo e sparava ogni mano. Apriva enorme, rilanciava 15k da UTG su blinds 4k e snappava le tribet!”

Insomma un tilt in piena regola, che come sempre porta il caos e rovina il torneo altrui prima del proprio. Alex Foxen ne è stato vittima con un AK contro il J6 di Jinno che chiude full al flop.

Un altro cenno di rimonta è arrivato con 6Χ5Χ contro 7Χ7Χ su flop AΧ7Χ6Χ, il giapponese trova un runner runner da strabuzzare gli occhi 4Χ8Χ.

Alla fine, però, lo stack di Jinno è finito in mano a Feldman che si gioca tutto con AΧAΧ che per fortuna reggono contro… 8Χ2Χ del giocatore in tilt che ha pushato da Early Position concludendo così il suo torneo – e senza effettuare re-entry.

Cosa possiamo imparare?

All’inizio la prima reazione è quella di commentare negativamente il giapponese, perché è frustrante vedere un giocatore (occasionale, peraltro!) buttare via $50.000 perché non ha fatto abbastanza attenzione.

Forse, in questo caso specifico e vedendo le carte di Jinno, il floorman avrebbe potuto andare incontro alla situazione. Era abbastanza chiaro che non avrebbe passato, e perdere tutti i time bank può essere già un brutto malus per questa disattenzione. Ma non si può fare una critica a un arbitro per aver fatto rispettare le regole.

Ovviamente, il primo punto è che bisogna sempre prestare la massima attenzione al gioco e alle sue dinamiche, su questo non ci piove, ed è particolarmente vero quando si sta shottando un torneo così importante.

 

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Purtroppo il poker è un gioco crudele, e basta una svista per perdere tutto ciò che si è accumulato in ore e ore di gioco. Per fare un esempio da cash game, immagina di perdere uno stack per stanchezza o disattenzione una volta ogni 2.000 mani: è capace di nullificare un winrate di 5bb/100!

Quindi, è importante riconoscere di essere stanchi o distratti. Se possibile prendersi una pausa, meglio; altrimenti, consapevoli della situazione, piuttosto chiediamo, facciamo anche figure da “fish”, ma assicuriamoci di restare il più possibile nei binari.

Il vero punto focale, però, è il tilt successivo che va evitato assolutamente, a ogni costo. È vero che una situazione del genere scatena reazioni negative, ma a costare il torneo non è stata quella mano. È stato il tilt che ne è derivato.

Interiorizziamo il concetto che qualsiasi momento di una partita a poker è “un momento 0”: non è importante ciò che è successo prima (history a parte), ma solo giocare la prossima mano nel modo migliore possibile.

Fa schifo perdere un monster pot in questo modo, ma perdere in un altro non fa differenza. In quel momento, nel “qui e ora” se vogliamo, ti trovi in un torneo con quello stack, quei blinds e quegli avversari. E devi fare del tuo meglio per proseguire.


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