Sappiamo bene che in un gioco come il poker avere un solido mindset è imprescindibile per vincere sul lungo periodo.
Il mental game di ogni giocatore può però essere intaccato da cattive abitudini che gli impediscono di esprimere il suo A-Game.
Il mental coach Jared Tendler ha spiegato il processo che permette di rimuovere queste cattive abitudini per massimizzare le performance ai tavoli verdi e con esse l’EV sul lungo periodo.
I consigli di Jared Tendler per migliorare il tuo mental game
Per Tendler la vera sfida di un pokerista non riguarda solamente la tecnica, ma anche rimuovere le cattive abitudini che ostacolano la sua crescita. Ma ciò presuppone del lavoro da fare.
Molte persone vogliono sistemare il loro mental game senza però dedicare tempo reale a migliorarlo attivamente. E questo non può funzionare.
Le cattive abitudini più comuni nel poker
Le cattive abitudini al tavolo verde possono esplicitarsi in diverse forme. Saltare parti della routine pre-sessione o post-sessione è una cattiva abitudine, così come lo sono giocare in modo distratto, prendere decisioni con superficialità o lasciarsi distrarre riducendo la concentrazione.
Tendler sottolinea che ognuno conosce le proprie cattive abitudini: sono le manifestazioni stabili del C-game, la versione peggiore del nostro gioco, quella che emerge soprattutto nei momenti di stanchezza o frustrazione.
Disciplina o emozione? La prima distinzione fondamentale
Secondo il mental coach, per correggere una cattiva abitudine bisogna prima capire se è causata da un problema di disciplina o da un problema emotivo.
In quest’ultimo caso, trattarla come un problema di disciplina non solo è inutile ma può peggiorare la situazione.
Se provi a correggere un problema emotivo usando tattiche di disciplina, crei un effetto pentola a pressione. Reprimi la reazione emotiva, ma la intensifichi, finché la diga cede e la mente viene travolta da più emozione di quanto possa gestire. Il risultato sono errori gravi, perdite e ricadute nel tilt.
Tendler chiarisce quindi che le emozioni devono essere analizzate alla radice, ad esempio attraverso la Mental Hand History (MHH), una sorta di “analisi mano mentale” che aiuta a capire le cause profonde di ogni reazione.
Quando l’abitudine resta anche dopo aver risolto l’emozione
Ma anche dopo aver risolto le reazioni emotive, può succedere che il comportamento errato non se ne vada.
Non reagisci più emotivamente, ad esempio per rabbia o per paura, ma l’abitudine ti continua a far fare scelte sbagliate.
In questo caso, per dirla con le parole di Tendler, “hai pulito la reazione, ma non hai ancora allenato l’azione corretta.”
Per esempio puoi continuare a chiamare al river anche quando sai di essere battuto. Se hai ridotto la componente emotiva, significa che devi eliminare le routine automatiche che ormai hai introiettato.
I problemi di pura disciplina
Come abbiamo già detto, a volte il problema delle cattive abitudini al tavolo verde non sono le emozioni, ma la disciplina. Impazienza, procrastinazione, distrazione, disorganizzazione sono cattive alleate a poker.
I comportamenti dettati da queste pulsioni magari non costavano caro all’inizio della tua carriera, ma oggi rappresentano un blocco per la tua crescita come poker pro.
Secondo Tendler, l’unico modo per uscirne è consolidare nuove abitudini per mezzo di allenamenti quotidiani.
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Perché i buoni propositi non sempre bastano
I buoni propositi possono andar bene come stimolo iniziale, ma è solo con l’allenamento costante che si possono eliminare le cattive abitudini.
Tendler parla dei buoni propositi che molti giocatori stabiliscono all’inizio dell’anno nuovo:
La magia del nuovo anno può sembrare che lavi via i tuoi peccati, ma quando la spinta iniziale svanisce, i vecchi ritmi riemergono.
Secondo il mental coach le cattive abitudini “muoiono davvero molto duramente”: solo per mezzo di un lavoro strutturato è possibile arrivare ad eliminarle.
Come eliminare le cattive abitudini
Per Jared Tendler il processo che porta a eliminare le cattive abitudini a poker passa da analisi, logica, pratica e costanza.
La Mental Hand History può essere adattata per studiare non solo le emozioni, ma anche le routine dannose. Ecco i suoi passaggi fondamentali:
1 – Identifica perché quell’abitudine ti è servita in passato.
Spesso una vecchia abitudine non è “sbagliata”, è solo superata. Magari ti ha aiutato a vincere un tempo, ma oggi frena la tua crescita.
2 – Rivaluta la logica che la sosteneva.
Capisci perché era valida allora e perché oggi non lo è più.
3 – Sostituiscila con la versione aggiornata del tuo A-game.
Prepara correzioni pratiche, routine precise e rafforza la tua convinzione.
4 – Lavora per raggiungere la “competenza inconscia”.
Finché la nuova abitudine non è automatica, sei vulnerabile a regressioni.
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Quando continui a inciampare
Se stai lavorando su un’abitudine ma ti ritrovi ancora a cadere negli stessi errori, Tendler suggerisce di tornare indietro e rianalizzare le cause con la Mental Hand History: forse c’è ancora un fattore emotivo nascosto che non hai risolto completamente.
Rompere le cattive abitudini nel poker non è questione di forza di volontà, ma di comprensione, disciplina e allenamento mentale costante.
Distinguere se il problema è emotivo o di disciplina è il primo passo per costruire un gioco mentale solido.
In sintesi: non basta “sperare” di migliorare. Come dice Jared Tendler, “Ogni giorno trova il modo di fare un po’ meno schifo del giorno precedente”






