Jared Tendler è un nome che non dovrebbe aver più bisogno di presentazioni al pubblico pokeristico, pur non essendo noto per essere un giocatore.
Si tratta di uno dei più affermati mental coach del nostro ambiente. Uno che ha lavorato con le migliori menti pokeristiche, e sempre attivo nella community con libri sul poker mindset, articoli, e chi più ne ha più ne metta.
Quest’oggi riprendiamo una sua pubblicazione su pokerstrategy.com, dove spiega come affrontare i fallimenti. C’è un motivo per cui questo è importante, anche per chi ritiene di saperlo fare. Lettura consigliata a tutti!
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Il nostro cervello è un archivio, una raccolta storica di successi, ma anche fallimenti, errori e difficoltà , e questi aspetti negativi – inconsciamente – alzano la temperatura emotiva.
Quello che ne consegue, è che si reagisce in maniera più intensa a bad beat, perdite, errori o risultati carenti, e allo stesso modo si reagisce in maniera più positiva agli eventi buoni… anche se c’è il rischio che sia fragile overconfidence, semplice da veder crollare.
Quando ciò succede, spiega Tendler, la tua mente si sovraccarica nel tentativo di migliorare ed evitare gli errori ripetitivi che penavi di aver corretto. Viene naturale cercare di fare cose speciali per uscire dalla situazione, finendo per gamblare e prendere troppi rischi.
Il fallimento come scuola
Jared spiega che i fallimenti ci danno molti dati da analizzare, ma spesso siamo così result oriented da concentrarci solo sul fallimento in sé.
Non pensiamo a fondo a cosa sia andato storto, e così non permettiamo alle nostre capacità risolutive di entrare in gioco e di capire perché abbiamo fallito.
Accantonando le ragioni tecniche, fuori dalla competenza di Jared (ma che potrebbero trovare risposta nel nostro blog), da un punto di vista mentale ed emotivo ci sono modi di uscire da questo schema, che può diventare un loop dove si continuano a ripetere gli stessi errori.
C’è una classica citazione di Einstein, a proposito della definizione di follia come “fare più volte la stessa cosa e aspettarsi risultati differenti”. Nella mia esperienza, è meno “follia” e più “overconfidence”!
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Overconfidence
Con questo termine ci si riferisce a un’eccessiva sicurezza, nei confronti di sé stessi, delle proprie capacità , o anche di una risposta che validiamo come vera.
Quando ti trovi in una situazione di sofferenza emotiva e pensi di avere la risposta, anche quando le prove suggeriscono che non è così.
L’overconfidence è una ragione tanto comune quanto nascosta del perché i fallimenti del passato continuano a interferire. Come suggerito prima, ti impedisce di capire perché stai avendo difficoltà , supponendo di saperlo già .
In realtà , ciò che stai facendo ora non è abbastanza, non hai una risposta. E va bene. Avere questo livello di onestà è un punto di partenza importante per trasformare un fallimento in un bene prezioso, capendo che gli errori non sono permanenti ed estrapolando le lezioni e le informazioni dalla situazione.
Le emozioni passate ci influenzano oggi
Il problema di molti è non sapersi liberare delle emozioni passate, ancora bloccate dentro di sé anche se scaturite da fallimenti passati.
L’emozione accumulata spiega perché le emozioni diventino intense così rapidamente, perché non riesci a seguire diligentemente la tua strategia o le tue regole, anche se le conosci, e perché fai fatica a prendere il controllo delle tue emozioni.
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Intanto, è un procedimento molto naturale quello della nostra mente, che digerisce rapidamente le mozioni a breve termine, ma ne lascia residui nel lungo termine (emozione accumulata).
Finché l’emozione del passato non viene risolta, rimane intatta e pronta ad essere stimolata dalle situazioni nuove, rendendo più difficile il nostro massimo sforzo per avere successo.
Affronta i fallimenti passati
Il tempo non cura tutte le ferite. Queste emozioni potrebbero non andarsene solo decidendo di lasciar andare il passato.
Si possono vedere un po’ come le cicatrici fisiche: anche quelle mentali sono lì per proteggersi da altre ferite o dolore, e non si può semplicemente “liberarsi” di una cicatrice. Si può allenare il muscolo ferito per riprendere la funzionalità , di solito è doloroso, ma ha una ragione valida.
Rivedere i vecchi fallimenti può sembrare una tortura, rivivere le esperienze negative, ma non lo è affatto. Si tratta di esaminare il passato per identificare problemi, bias, desideri e speranze che tengono quella sofferenza emotiva congelata nella mente, impendendoti di superare il passato.
Si tratta di scoprire come imparare a utilizzare il passato come la risorsa che è.
Hai capito l’importanza di tutto questo? Sei pronto a lavorare sui tuoi traumi passati? Faccelo sapere nella community!






