Grinderlab intervista Davidi Kitai: il ricordo del Hero Call nel 2012

da | Lug 18, 2025

davidi kitai intervista

Una delle prime mani che ricordo risale ai primissimi anni in cui avevo iniziato a lavorare in questo settore, ed è il magistrale Hero Call di Davidi Kitai contro Andrew Chen in heads up dell’EPT Berlino.

Si può dire che è stata una delle mani più iconiche della storia? Quanto meno dell’EPT, e sicuramente in Italia, visto che in quel periodo il grande poker veniva trasmesso in televisione, e questo spot è girato in lungo e in largo da Italia 1 ai DVD in vendita in edicola.

 

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E quello spot non fu una meteora. La carriera del belga aveva – e ha tuttora – ancora moltissimi successi da vantare. Il pro di Winamax è uno dei player più rispettati del panorama, e abbiamo avuto il piacere di conoscerlo all’EPT di Monte-Carlo e regalarvi questa intervista.

Si parlerà del rapporto con il compagno di squadra Mustapha Kanit, dei valori di Kitai nel gioco e nella vita, il suo parere sul poker mondiale, e – ovviamente – di come vede quella mano tredici anni dopo.

Per la versione in video rimandiamo in fondo all’articolo. Di seguito puoi leggere la trascrizione per esteso.

 

Kitai e Kanit compagni di team

Sei nello stesso team di Mustapha Kanit. C’è competizione o vi supportate a vicenda?

Sono nella stessa squadra di Mustapha Kanit. Siamo amici. Ma al tavolo da poker non ci sono amici.

Quando siamo allo stesso tavolo è… wow. Gioco per prendere tutte le sue chips, ma fuori dal tavolo gli auguro il meglio e sono super felice quando vince un torneo o ottiene un grande risultato, come ha fatto di recente alle Bahamas.

I migliori giocatori al mondo

Chi vincerebbe oggi in una sfida a poker tra team americano e team europeo?

Penso sinceramente che gli europei giochino un po’ meglio degli americani.

Il motivo è che in America, per molti anni, il poker online è stato assente. Così hanno perso un’intera generazione di giovani giocatori che avrebbero potuto allenarsi online per diventare forti.

Detto questo, i top 10 americani sono fortissimi e fanno parte dei migliori al mondo. Ma quando giochi, ad esempio, alle World Series, il livello medio è più basso rispetto all’Europa.

 

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Come si comporrebbe il tuo “dream team” pokeristico?

Il mio dream team? Non è facile da dire, ma sicuramente sceglierei Adrian (Mateos) e João (Vieira), ad esempio, che fanno parte della mia stessa squadra.

Ma non ne sono nemmeno troppo sicuro, perché tutto cambia sempre, e si può giudicare solo sul lungo termine.

Sei uno dei giocatori più seguiti e stimati anche dall’Italia. Quali pensi siano i tuoi punti di forza? 

Penso di avere uno stile un po’ diverso rispetto a tutti questi giovani che giocano in modo molto teorico, GTO, e tutto il resto.

Io sono più un giocatore psicologico. Gioco sull’avversario, analizzo i tell. Credo che la gente apprezzi questo mio stile diverso, perché penso “fuori dagli schemi”.

Il ricordo dell’Hero Call di Davidi Kitai

Uno dei motivi per cui sei famoso è quel Hero Call indimenticabile all’EPT 2012. Oggi come vedi quella mano?

Il mio hero call contro Andrew Chen, nell’heads-up dell’EPT Berlino, è stato incredibile, se ci penso.

Credo che oggi un hero call del genere sarebbe più difficile, perché i giocatori tendono a trasformare le mani in bluff più spesso, ad esempio oggi uno può avere second pair e bluffare.

All’epoca non succedeva così di frequente, e questo ha reso quella scelta un ottimo call.

 

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Il poker live oggi

Sei molto presente e rispettato nella scena live. Pensi sia qui il futuro del poker?

Credo che il poker live sia molto più interessante rispetto all’online, perché ci sono tanti fattori in più da considerare.

Penso che alla gente piaccia l’interazione tra i giocatori, e quindi il live sarà sempre più divertente dell’online. Quindi sì, penso che abbia un futuro brillante.

Kitai dentro… e fuori dai tavoli

Quali sono i tuoi valori come persona e come giocatore? 

Uno dei miei valori più grandi è prima di tutto la libertà, e anche il piacere di godersi la vita.

Sento che il mio grande vantaggio nel poker sia che amo davvero questo gioco. Quindi la mia motivazione è sempre alta perché mi diverto davvero tanto mentre gioco.

Hai altre passioni oltre al poker?

Un tempo era il calcio. Ma ora che ho una famiglia e dei figli, direi che la mia passione più grande sono proprio loro.

L’intervista integrale a Davidi Kitai

 

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