I pokeristi che si dedicano principalmente ai tornei, conoscono bene la frustrazione di una deep run sfumata sul più bello.
Secondo il professionista statunitense Faraz Jaka, una delle parti più difficili del poker è “arrivare in fondo nei tornei ripetutamente solo per poi trovare l’eliminazione sentendo che non c’era nulla che potessi fare diversamente”.
‘The toilet’ snocciola poi lo schema mentale che usa dopo ogni eliminazione “per rimanere obiettivo e migliorare più velocemente”.
Identifica perché sei stato eliminato
Per il coach bisogna innanzitutto capire le cause della eliminazione. Sei incappato in una bad beat o in un cooler a sfavore?
Oppure hai fatto qualche errore? Magari una read sbagliata?
Identificare la fonte della eliminazione farà chiarezza e sarà di aiuto a cancellare la frustrazione del busto.
Bad beats
Il professionista statunitense inizia il suo discorso dalle bad beat.
Se giochi i tornei di poker da anni e sei ancora regolarmente infastidito dalle bad beat, questo problema deve essere affrontato immediatamente. È uno dei maggiori sprechi di energia mentale nel gioco. Se giochi con AΧKΧ contro 7Χ2Χ, puoi giocare perfettamente, ma andando all-in cento volte, in quaranta di queste perderai. Non è un fallimento. E’ la matematica del poker che funziona esattamente come dovrebbe.
Secondo Jaka, il poker esiste perché è un gioco di edge sottili. I cattivi pokeristi devono essere in grado di vincere sul breve periodo grazie alle brutte decisioni che prendono, un certo numero di volte. Se non fosse così, i migliori giocatori vincerebbero troppo spesso e i peggiori pokeristi sparirebbero velocemente dalle scene, esaurendo il field.
Il tuo edge sul lungo periodo arriva dal mettere gli avversari in spot a EV negativa ripetutamente, e aspettare che i volumi facciano il resto. Quegli edge ridotti si formano su migliaia di tornei. Se le bad beat focalizzano troppo le tue risorse mentali, è un segno che il tuo mindset non è ancora arrivato a piena maturazione. Non è un insulto – è un segnale che ti indica quale deve essere la tua prossima area di miglioramento: il tuo mental game, e capire come funziona la varianza.
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Coolers
Nei cooler entrambi i giocatori sono chiamati a mettere tutte le loro chips al centro del tavolo. Da un punto di vista strategico, nessuno sbaglia. E’ solo che uno deve perdere.
Quando vado all-in con AA vs QQ e il mio avversario trova una donna, non la vedo come una bad beat. Entrambe le mani volevano l’all-in. Il risultato è solo una delle risoluzioni possibili di una situazione giocata bene.
Secondo Jaka, quando il risultato non è significativo nei confronti della bontà della decisione presa, parlare di ‘bad beat’ crea confusione da un punto di vista emotivo.
Trasforma un risultato neutrale e inevitabile in qualcosa di personale, mentre in realtà è solamente una parte del funzionamento del gioco. Nel momento in cui inizi a classificare correttamente i cooler gli fai perdere la loro carica emozionale, e ciò libera spazio mentale per le decisioni che contano davvero.
Errori
Secondo Jaka, è riconoscendo i propri errori qui che un pokerista trova le migliori opportunità di crescita.
Se l’errore viene da uno spot che non ho studiato o che non ho ancora compreso a fondo, è come una vittoria. Ho semplicemente identificato su cosa devo lavorare e una volta che ho aggiustato l’errore, sono migliorato dell’1% per i tornei che giocherò in futuro. Ma se è uno spot che già conoscevo, le cose cambiano. Non mi devo chiedere più cosa ho sbagliato, ma perché non ho intavolato il mio A-Game. Ho dormito poco? Mi sono distratto? Ero stanco mentalmente? Ho saltato la mia routine pre-sessione? Mi sono nutrito male? Una volta che ho identificato la causa, so esattamente dove indirizzare i miei sforzi per ridurre le possibilità di rifare di nuovo questo errore. E’ così che gli sbagli si traducono in progresso e non in frustrazione.
Bad reads
Per il coach statunitense, le bad reads danno spesso vita a equivoci. Chiamare una bet river per muckare non significa in automatico che tu abbia fatto un errore.
Se un avversario betta half pot, devi vincere più del 25% delle volte affinché il tuo call sia profittevole sul lungo periodo. Se chiamando vincerai più spesso di una volta su quattro su un campione largo, il call è corretto anche se perderai molte singole mani.,
Ciò significa che nel poker bisogna sentirsi a proprio agio a chiamare in spot in cui ti aspetti di perdere più spesso di quanto non ti aspetti di vincere. L’obiettivo non è essere buoni ogni volta, ma fare decisioni a valore atteso positivo su migliaia di ripetizioni.
Jaka sottolinea che se credi di aver fatto un errore ogni volta che hai call/muckato e una grande giocata ogni volta che hai piazzato un call vincente, stai giudicando le tue decisioni sul risultato invece che sulla logica e sulle odds. Ed essere result oriented non è strategia. Secondo il coach c’è solamente una bad read che può essere definita effettivamente come tale:
Quando il tuo avversario gira una mano che non avevi minimamente considerato come parte del suo range. In questo caso significa che non avevi abbastanza informazioni. Una volta che quella mano è rivelata, ti puoi adjustare. Aggiorni i range di quell’avversario man mano che vai avanti. Non è un fallimento, è il processo di apprendimento che funziona esattamente come dovrebbe.
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Conclusioni
Per Jaka il poker è un gioco di edge sottili su grandi campioni. I risultati sul breve termine non sono un indicatore attendibile di profittabilità . Per emergere servono migliaia di tornei.
Diventare deep nei tornei e poi uscire è atteso. La differenza tra la stagnazione e il miglioramento dipende da come processi quelle uscite. Dividi i risultati tra le cose che puoi controllare e le cose che non puoi controllare. Trasforma gli errori in rimedi: ciò ti permetterà di imparare qualcosa da tutti i tornei che non vinci.






