Diagnosi delle distrazioni: i 3 leak che impediscono di avere pieno focus al tavolo da poker

da | Gen 8, 2026

Alan Longo è un “High Performance Psychologist” con anni di esperienza al fianco di professionisti dei giochi ad alto rischio.

Appassionato di sport e neuroscienze applicate al mindset, Longo aiuta i pokeristi a costruire solide basi mentali, routine efficaci e piani cognitivi che consentano di mantenere alte prestazioni anche nei momenti più difficili.

Secondo quanto scrive lo ‘psicologo delle alte prestazioni’ sulle colonne di Poker dot org, in partenza abbiamo tutti tre leak fondamentali che ci impediscono di raggiungere il massimo potenziale mentale. Ecco quali sono questi leak e come porvi rimedio.

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Il primo leak: emotività fuori controllo

Un leak mentale si verifica quando qualcosa cattura la nostra attenzione distogliendola dal gioco reale. Il primo leak, secondo Longo, è l’emotional hijacking — traducibile in ‘dirottamento emozionale’.

Picchi di frustrazione possono impadronirsi delle tue risorse cognitive. Una brutta mano, una bad beat o una decisione importante che non dà i risultati sperati non sono solo dei fastidi: catturano la tua concentrazione e la restringono in modo innaturale. In quei momenti puoi perdere informazioni di vitale importanza — che siano pattern di puntata, tells avversari o cambi nelle dinamiche. Il tuo “spotlight cognitivo” si accende sulla causa del disagio e si spegne sul resto.

 

Il secondo leak: il mito del multitasking

Il poker moderno, soprattutto online, ci porta a credere che possiamo fare mille cose insieme senza che il nostro rendimento ne risenta.

Ma in verità, dice Longo, questa è solo una illusione che può diventare anche molto costosa, perché il cervello umano non fa davvero multitasking – non tiene cioè l’attenzione desta su più compiti nello stesso momento, ma la concentra su un compito specifico alla volta, cambiando focus di continuo.

Il tuo cervello non fa veramente multitasking, ma entra in un rapido processo di ‘cambio di compito’.”
Ogni volta che controlli notifiche, messaggi, social o video mentre giochi, la tua mente deve “scaricare” il contesto poker e caricare l’altro compito — per poi rifare il processo al contrario. Ogni caricamento e scaricamento consuma energia mentale preziosa e ti allontana dal flow del gioco.

 

Il terzo leak: mancanza di un “stato di prontezza”

Il terzo errore comune è presentarsi al tavolo senza una routine preparatoria definita. Longo definisce questo stato come ‘assenza di prontezza’.

Una routine di concentrazione pre-sessione aiuterà a far entrare il tuo cervello in ‘modalità prestazione ON’. Arrivare a giocare con il telefono in mano, con la mente che corre alle email o ancora impastata sui pensieri della giornata significa portare al tavolo dei residui di attenzione che rubano spazio mentale prezioso. Una breve sequenza rituale — come chiudere le app non necessarie, respirare profondamente od osservare il tavolo prima di giocare — può servire a creare una sorta di barriera psicologica tra la vita esterna e la performance richiesta.

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Dal riconoscimento all’azione

Identificare i leak è però solo il primo passo. La vera crescita avviene quando costruiamo un metodo strutturato per tenere allenata l’attenzione sotto pressione.

Longo sottolinea che la concentrazione è una abilità allenabile, non un attributo fisso. In altre parole, se vogliamo raggiungere il nostro A-game con costanza, non basta semplicemente “cercare di stare attenti”: dobbiamo creare processi e abitudini mentali che resistano alle emozioni forti, alle distrazioni esterne e alla routine irregolare di una sessione di poker.

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