Differenze tra poker live online e live? Nessuna, finché la parola non tocca a noi!

Ott 22, 2019

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La differenza tra online e live?

Per chi è abituato al poker dal vivo, cliccare dei bottoni su un sito è qualcosa di fin troppo lontano dal poker, quello vero.

Per chi è abituato online invece, il 90% dei giocatori live sono degli emeriti idioti che fanno delle cose totalmente senza senso e, non si sa come, vengono puntualmente baciati dalla fortuna.

Dove sta la verità? Proviamo a scoprirlo assieme…

Quella volta a San Marino…

Siamo nel dicembre 2015, a San Marino si svolge l’Italian Poker Sport, un torneo low buy-in come tanti – per la cronaca si trattò dell’ultimo torneo vinto da Dario Minieri ndr. –

Cosa lo rende speciale e degno di esser menzionato tra queste righe? Si trattava le primo torneo live, che non sia la turbina mono-day del circolo sotto casa, mai giocato da chi vi scrive.

Da giocatore navigato dell’online quale pensavo d’essere ai tempi e con quel minimo di esperienza nel live sufficiente a piazzare qualche c-bet in bluff senza tremare come una foglia, comincio a macinare stack sin dalle prime fasi.

Un’avanzata inarrestabile, nel giro di qualche ora ho qualcosa come tre volte l’average, finché mi trovo in blind war con “mister X”, tipo sulla quarantina piuttosto loquace. Sicuramente non un seguace della GTO…

Sì, ma online…

Ora non ricordo con precisione l’action, ma se siete abituati alle dinamiche in guerra di bui capirete lo stesso quel che sto per dirvi.

Ci troviamo al river con un bel piattone in gioco e arriva il momento di value-bettare: una bet piccola per prendere valore dalla parte del range che ancora riesco a battere e un bel trampolino per farlo speware nel caso in cui rilanciasse.

E infatti va proprio così perché l’oppo in questione decide di rilanciare…Il punto è che la size scelta corrisponde a un overshove su un piatto già consistente.

Il mio intuito, il suo body language, la dinamica di gioco e tutta una serie di altri fattori tendono tutti in direzione di uno snap-call.

Probabilmente online avrei esitato meno di una frazione di secondo, ma live….

Chiamare e perdere equivarrebbe non solo a dilapidare quasi tutto lo stack ma vanificare quanto di buono fatto in precedenza: FOLD!

Tutto sotto controllo

Ebbene sì, ho passato. E l’avversario ovviamente, tronfio come in poche altre occasioni nella sua intera esistenza, mi sbatte sul tavolo uno stone cold bluff col nulla cosmico.

O meglio, esattamente con la mano che pensavo potesse fare quel bluff…Oltre al danno quindi, la beffa di aver azzeccato con precisione le sue hole cards.

Per chi ha poca esperienza nel live un episodio simile può portare con sé degli strascichi ed eccomi quindi, al cambio di tavolo, a giocare un 3-bettato con 9-9 contro il chipleader del torneo.

Sul board esce di tutto, lui continua a puntare e io a check-callare. Il tutto fino al river, dove mi prodigo in un hero-call a dir poco inguardabile, dettato più dalla scottatura precedente che da chissà quale fine ragionamento.

Al termine della mano getterò le carte nel muck dichiarando second nut, in realtà sapevo di aver combinato un abominio.

Live è più facile?

Il field medio live, specie nei tornei low buy-in, è sicuramente più morbido di quello online, su questo non si discute.

La vera differenza sta nell’essere in grado di prendere le stesse medesime decisioni dal vivo senza farsi sopraffare dalle emozioni.

E per uno particolarmente emotivo, come il sottoscritto, il gioco non è poi così semplice come potrebbe sembrare…

A voi è mai capitato qualcosa di simile?

Se la risposta è sì, non perdete occasione per raccontare la vostra esperienza commentando sulla nostra Fanpage!

Ah, a proposito di scelte sbagliate nel live: guardate un po’ quel distrattone di Phil Ivey che ha combinato al 250K WSOPE…

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