Gli inizi di Fedor Holz: Dagli Home Games spiccioli al Player Of the Year in pochi anni

Set 22, 2021

Fedor Holz prima di diventare Fedor Holz. In un podcast di CardsChat, ‘CrownUpGuy’ racconta le sue origini come giocatore, e considerando che si è ritirato con decine di milioni di dollari a meno di trent’anni, fa un po’ ridere pensare a quando giocava NL0,02… da perdente! 

 

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Gli inizi di Fedor Holz

“Come hai cominciato? Chi era CrownUpGuy prima di diventare CrownUpGuy, non lo so un eroe degli Home Games? Parlaci dei tuoi inizi.”

Fedor prende la palla al balzo: “Direi piuttosto un perdente degli Home Games! Giocavamo a €0,01/€0,02, avevo probabilmente 16 anni, ma l’avevamo presa davvero seriamente! Uno dei miei amici aveva creato un piccolo sito dove inseriva i risultati di ogni sessione, dopo un paio di mesi ho guardato il grafico di tutti quanti e il mio era in caduta libera

C’erano un paio di ragazzi che studiavano un po’ e giocavano online, ed erano loro che prendevano i soldi del nostro pranzo. È più o meno questo che ha dato il via alla mia avventura.” 

Mentre l’host del programma interviene dicendo che ovviamente a quelle cifre giocavano online, Holz lo interrompe: No, no giocavamo live! Entravamo con uno o due euro, mediamente si spendevano 5 euro e chi perdeva poteva perdere 10 o 15 euro. Classici studenti senza soldi che giocano per divertirsi! Io ero uno dei donk, senza dubbio uno dei più fish della partita.”

 

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Gli idoli del primo Holz

“E come hai fatto a passare da fish a quello che mangia i fish? Chi sono state le tue prime influenze, quelli che ti hanno fatto dire ‘Se solo potessi essere bravo come loro un giorno’?”

“In termini di influenza nei miei primi tempi sicuramente gli amici che avevo, le persone che mi stavano attorno e che erano più avanti di me, giocavano a livelli un po’ più alti. Ho imparato molto da loro. 

Per il resto direi Poker After Dark, quindi Tom Dwan, Phil Ivey, poi i tavoli dell’EPT perché i tornei hanno sempre attratto di più la mia attenzione. 

 

Lo facevi solo per i soldi?

“Era solo la possibilità di vincere molti soldi quella che ti ha attratto verso il poker o c’era dell’altro?” 

“Sicuramente ha avuto un ruolo, è difficile ricordare precisamente quanto importante. Però ho sempre amato i giochi di strategia, giocavamo anche una tonnellata di altri giochi senza soldi: carte, board games, videogiochi alla Age Of Empires.

Molto per me girava attorno alla competizione e alla riflessione, sviluppare strategie. I soldi erano una parte interessante che lo rendeva un po’ più competitivo, ma giocavo per pochi spiccioli quindi non era il fattore fondamentale. 

Penso che un ruolo importante lo abbia avuto la community: i soldi magari interessavano a molte persone, e di conseguenza rendevano il poker più interessante per me, perché c’era più gente appassionata, che ci metteva molto tempo ed energie, e in più potevano guadagnarci abbastanza da vivere. Così è stato più facile dire ‘Lo voglio fare full time anche io.”

 


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