Il poker non è solo “muovere dei soldi”! Quello è un aspetto importante soprattutto perché permette ai pro di vivere con ciò che li appassiona (cosa più difficile in altri sport e giochi), ma gli stimoli sono ben altri.
In queste pagine cerchiamo spesso di promuovere gli aspetti più nobili del nostro amato gioco, per esempio proprio ieri abbiamo raccontato di Maria Ho che sul palco del TEDx ha spiegato le skill decisionali maturate ai tavoli.
Ai tavoli del JOPT, Japan Open Poker Tour, apprendiamo da un post di worldpokerfederation su Instagram, pare lo abbiano capito pienamente, tanto da organizzare il primo evento dedicato a bambini e ragazzi tra 6 e 15 anni.Â
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| 100% fino a 300€ | ||
| fino a 1.111€ | ||
| 100% fino a 500€ |
Una cosa assurda, considerando che in Italia e in tutto il mondo (o quasi) bisogna raggiungere la maggior età prima di mettere mano alle carte. Ed è comprensibile, dato che si possono scommettere anche cifre importanti.
L’organizzazione di Tokyo ha però accantonato completamente il fattore economico dall’equazione. Questo torneo nasce con fine educativo, per insegnare ai ragazzi abilità come pensiero logico, ragionamento strategico, comunicazione e fiducia in se stessi.
Tutti valori che il poker può allenare, o che possiamo allenare per migliorare a poker, e in un certo senso sono le vere vittorie del nostro gioco.
| Room | Bonus | Visita |
|---|---|---|
| Fino a 2.000€ di REAL BONUS | ||
| 1.000 Free Spin + 7.000€ di Bonus SPID | ||
| Rakeback giornaliera dal 45% |
C’erano due formati di gioco: individuale, o con la possibilità di ricevere piccoli aiuti dai genitori, ma la risposta definitiva era sempre in mano al ragazzo.
L’evento “under 15” sembra non avesse un buy-in (non è specificato, ma ci auguriamo sia così), ma manteneva trofei e ricompense adatte a un bambino, anche se il focus era sull’apprendimento.
I premi consistevano in oggetti tecnologici o esperienze da condividere con la famiglia: iPad, Nintendo Switch, Disney Pass e simili.
Ovviamente, da pokeristi e promotori dell’aspetto sano del gioco, non possiamo che essere contenti della cosa (come tutti i commenti che siamo riusciti a trovare sul web). Ma è giusto tenere in considerazione anche eventuali rischi associati, che non essendo pedagoghi non abbiamo modo di supporre.
Fino al momento in cui saremo smentiti, però, fa piacere vedere il gioco sano elevarsi a sensei!






