Con il nickname ‘pro-fumato87’ è spesso protagonista dei nostri report dei tornei online di PokerStars. I giorni scorsi Ettore Esposito è salito alla ribalta sul palcoscenico live dell’EPT Praga, dove ha vinto l’evento #58, 2.100€ Hyper Turbo Knockout, per una moneta di 24.380€ cui si aggiungono diecimila euro in taglie.
Ecco la nostra intervista al trentasettenne campano che nella capitale ceca è stato il primo italiano a vincere una picca in questa tappa EPT: Filippo Lazzaretto e Mario Colavita sono arrivati subito dopo, rispettivamente nella penultima e ultima giornata di gioco.
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Ciao Ettore, per iniziare la domanda di rito: raccontaci il torneo vinto!
Nelle fasi iniziali tutto abbastanza piatto, niente di particolare da segnalare, poi verso i 17-18 left ho raddoppiato chiamando da grande buio con AΧ7Χ l’openshove di bottone e da lì ho vissuto un mini-rush che mi ha portato a incassare quattro o cinque taglie e ad arrivare al tavolo finale chipleader, più o meno alla pari con l’avversario che ho poi trovato in heads-up.
Al final table conoscevi qualcuno?
Gli altri mi avevano detto che il mio pari stack era forte e aveva anche fatto tavolo finale a un High Roller WSOP Paradise (il rumeno Florian Duta vanta vincite live per 3,3 milioni, ndr), ma c’era un ucraino che avevo avuto al tavolo quando ero short che secondo me era pure più forte, mi aveva messo in difficoltà . Per fortuna l’ho eliminato con coppia di dieci contro coppia di nove prendendo la sua taglia.
C’è stata una mano decisiva?
Al tavolo finale partivo chipleader, con uno o due big blind in meno di un avversario, poi è arrivato uno spot che mi ha fatto volare deep. UTG shova quattro bui e mezzo, io sono su small blind con A-A, 20bb e mi limito al flat per cercare di far shovare l’avversario su big blind, che era appunto l’altro chipleader che mi copriva di un paio di blinds.
Lui invece chiama i quattro bui e mezzo dello shove di utg e poi su flop pairato, 2Χ2Χ9Χ, chiama anche la mia minibet, dimensionata a un decimo del pot, tipo che in mezzo al tavolo c’erano quattrocentomila chips e io ho puntato quarantamila. Al turn arriva un altro 2Χ che mi fa chiudere full e checko per indurre, lui mi mette ai resti e io snappo e raddoppio visto che gira Kappa alto ed è drawing dead.
Come hai sfruttato la posizione di vantaggio?
Da quattro left in poi ho spinto parecchio. Ero chipleader, gli avversari erano short e mi sono accorto che volevano soprattutto prendere gli scalini di premio, si notava proprio che erano lì sulla sedia con l’unico obiettivo di sciacallare. Io ne ho approfittato, ho iniziato a jammare praticamente tutto il mazzo, quasi ATC (any two cards), finché non sono arrivato all’heads-up contro Duta in vantaggio per 27bb contro 8bb.
Con questa vittoria hai superato il muro dei centomila euro vinti in tornei live: è un obiettivo che significa qualcosa per te?
Anche se mi sono avvicinato al poker più seriamente da qualche anno, non lo vedo assolutamente come un punto di arrivo. E’ che sono un tipster di scommesse, e gioco a poker dal 2009, quindi da quindici anni, anche se mi sono avvicinato al tra virgolette professionismo dal periodo della pandemia. Adesso studio e mi aggiorno, visto che comunque sono un tipo competitivo già nel mio lavoro con le scommesse, dove sono uno dei più vincenti d’Italia. Vorrei che la stessa cosa un giorno potesse capitare a poker, anche se bisogna lavorare duramente. Ma io sono disposto al sacrificio del lavoro, perché comunque quello del gambling è un settore in cui mi sento confident. Diciamo che qualsiasi cosa faccia in prima persona, voglio cercare di farla ai massimi livelli. Per questo la picca non è assolutamente un un punto di arrivo ma è un punto di partenza.
Che emozione è stata vincerla?
I soldi non fanno mai male, ovviamente, però per me l’importante era il trofeo. L’ho sognato per anni, come tutti i giocatori di poker, e nel momento in cui ho vinto mi sono emozionato. È stata una bella esperienza da condividere con gli amici di tutte le trasferte che l’altra notte sono iniziati ad arrivare in sala quando hanno saputo che stavo facendo tavolo finale. Ormai sono quasi fratelli, abbiamo creato un bel gruppo. Infatti non ci hanno messo un secondo ad alzarsi anche se erano già a letto. ‘Alesiena’ ha anche portato una bandiera italiana, hanno iniziato a fare casino e a tifare e mi hanno caricato dandomi la convinzione che avrei vinto, visto che gli altri al tavolo non avevano il tifo che avevo io. Durante la pausa infatti ho detto di stare tranquilli che avrei vinto io.
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Come avete festeggiato?
Dopo le foto assieme coi ragazzi, Deneb, il Giuglia, Asaro, Paul che sarebbe Amanddemoi, Alesiena con cui ho stretto un gran rapporto nelle ultime due trasferte e siamo andati tutti a mangiare al bistrot del Casinò. Abbiamo festeggiato con una torta e robe varie.
Quali sono i tuoi obiettivi adesso?
Tra un mesetto e mezzo diventerò papà di una bella bambina e quindi per quanto riguarda le trasferte dovrò vedere un po’ che plan organizzare. Conto di giocare qualche bella trasferta live e dedicarmi all’online solo come palestra, nel senso che online puoi giocare un numero di mani per cui servirebbero anni di tornei live e quindi è una dimensione di gioco che serve per allenarsi e migliorare. Ma non puoi stare attaccato al pc tutti i giorni fino alle sei del mattino. Anche per questo preferisco il live e sono molto più confident, poi mi piace viaggiare e stare con gli amici, quelle del gioco live sono vibes che mi fanno stare meglio.







