Il sipario di chiusura di questo EPT Praga ha portato una buona nuova per l’Italia del poker, con la vittoria della picca di Mario Colavita all’evento #66 No Limit Hold’Em 6-Handed.
Il rounder romano ha superato un field di 185 entries aggiudicandosi un primo premio da €79.400, una vittoria importante anche perché è la prima sul suo profilo Hendon Mob, e si può vantare nientemeno che un torneo European Poker Tour di PokerStars!.
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Abbiamo ovviamente contattato Mario per congratularci e chiedere un paio di impressioni a caldo. Avendolo sentito solo poco più di un mese fa, non ci siamo dilungati in troppe chiacchiere generiche. I suoi ultimi tempi e piani futuri sono tutti raccontati in quest’altra intervista a Colavita.
Tuffiamoci nel vivo dell’action!
La vittoria EPT di Mario Colavita
Mario! Complimenti di cuore per la picca, come è stato?Â
“Grazie, grazie mille! Come è stato? Un’emozione incredibile. Incredibile veramente, ieri non riuscivo a a smettere di sorridere. Perché so io so quanto quanto ho lavorato per questo.
Ci ho messo tanti anni e c’è voluta tanta umiltà , perché pensavo già di essere arrivato tanti anni fa. Pensavo di essere forte, invece non lo ero. Mi sono messo sotto e adesso sento veramente di essere diventato forte. Ho giocato cinque tornei, li ho cashati tutti e cinque facendo solo un rebuy. Quindi, insomma, è proprio la costanza che mi dà un sacco di confidence per il futuro. È stato bellissimo.”
Andiamo con ordine, con la domanda di rito. Racconta un po’ come è andato il torneo.
“Sono entrato dopo essere uscito dal Day 2 di un altro torneo. Di solito i tornei di un solo Day non li gioco perché preferisco quelli più lenti, ma ho visto che il field era carino, e poi era l’ultimo giorno di EPT, quindi quello c’era. I 6-max, peraltro, ti permettono di aggrare di più, altro aspetto positivo.
Al secondo bullet sono riuscito a salire bene ed ero chipleader in bolla, poi ho perso quattro all in di fila e al final table ero quasi morto. E poi poco a poco le ho riprese…”
C’è stata qualche mano particolare da raccontare?Â
“A un certo punto ho raddoppiato con QQ; oppo apre e io in posizione faccio small 3bet. La giocata standard sarebbe stata il push, ma ho visto che oppo era un missile, e infatti mi 4betta allin con A7s.
Poi nei late stages eravamo quasi tutti corti, quindi si giocava soprattutto preflop e flop e toccava leggere bene le situazioni. A un certo punto ho addirittura foldato top pair in wet board a una singola cbet, non so se la read fosse giusta, ma ho preferito ridurre la variance in quello spot, visto che potevo accumulare chips più facilmente shovando contro alcuni short che overfoldavano o 3bettando contro altri che aprivano troppe mani.”
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Le emozioni di una vittoria
Quando hai provato più emozioni? Vincendo questa picca o con il secondo posto alle WSOP?
“Decisamente la picca. Anche se la moneta era minore, fare ‘uno’ è stata un’emozione indescrivibile, soprattutto contando che non ero mai riuscito a shippare nessun torneo di rilievo finora.
Poi vincerla all’ultimo torneo dell’anno, dopo un anno così pieno di emozioni, è una goduria assurda.
Non c’era nessuno che conoscessi in sala, ma ho strillato come un pazzo comunque quando è sceso l’ultimo river. Stavo masticando una gomma, appena ho cacciato l’urlo liberatorio ha fatto un volo di tre metri. Non l’ho più ritrovata, mi sa che sta ancora in sala.”
Com’è avere finalmente un 1° posto su Hendon, dopo averlo sfiorato così tante volte?
“Mi motiva, ma soprattutto mi da più serenità per l’anno che verrà . A quattro left, me lo sentivo che questo torneo l’avrei vinto io. Ma una cosa è sentirselo, un’altra è sapere che l’hai già fatto. Poi sono contento perché ultimamente mi ero messo a studiare un po’ di heads up proprio in preparazione a questo momento, che sapevo sarebbe arrivato a breve.
Se guardo tutto il torneo, penso veramente di non aver fatto nessun errore da inizio a fine, forse è la mia miglior performance di sempre a un torneo. Sapere che la vittoria è 100% meritata ha un sapore speciale. Ora bisogna continuare così.”






