[▶️ VIDEO] Intervista a Maurizio Caressa, la voce di PokerItalia24

da | Mag 25, 2026

maurizio caressa intervista poker

Al termine del commento del Bobet All Star Game, abbiamo avuto il grandissimo piacere di incontrare e intervistare Maurizio Caressa. Storica voce televisiva e pilastro del Texas Hold’em in Italia, Maurizio ha raccontato per anni le emozioni del tavolo verde.

Dopo le tante ore di telecronaca (e la battuta iniziale sulla voglia di prendere in mano le carte al posto dei microfoni!), ci ha concesso una splendida chiacchierata per ripercorrere l’era d’oro del poker televisivo, analizzare il mercato odierno e raccontarci il suo rapporto con il poker.

Prima di passare all’intervista, ti ricordiamo di dare un’occhiata anche a quella del collega Giacomo “Ciccio” Valenti!

In questo articolo puoi leggere la trascrizione integrale dell’intervista, oppure guardare direttamente il video completo! Buona lettura/visione.

 

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Video: l’intervista a Maurizio Caressa

L’avventura di PokerItalia24

Abbiamo iniziato la nostra intervista partendo da un contesto lontano da quello del BoBet All Star Game, tornando alle radici di Maurizio e a quel progetto che è stato il pilastro di un’intera generazione di poker player: PokerItalia24.

Beh, sì, diciamo che il poker è cominciato con Poker Italia 24, anche perché fino ad allora, fino al momento del lancio del canale prima del 2010, di fatto non era così divulgato il gioco.

Noi quello che abbiamo fatto attraverso il canale televisivo, semplicemente con un racconto molto disincantato, un racconto molto leggero, scevro un pochino anche da terminologia eccessivamente tecnica, portato nelle case di tutti questo sport meraviglioso perché ricordiamo che comunque è una passione, uno sport, e questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Alla nostra domanda se fosse orgoglioso di quello che ha fatto per il movimento del poker a 360°, la risposta è stata inequivocabile.

Beh, considerando che tutt’ora a quasi 10 anni di distanza dalla sparizione del canale, considerando che ancora ho tantissime persone che mi scrivono, che mi chiedono…

Devo dire sì, sono molto orgoglioso, anche perché è stata una vera e propria scommessa, perché nessuno si sarebbe aspettato che un canale così verticale potesse raggiungere delle audience così importanti.

 

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Sdoganare il gioco dalle “sale fumose”

Una delle più grandi eredità lasciate da PokerItalia24 è stata proprio l’educazione degli appassionati. In un periodo in cui il gioco era ancora associato pesantemente all’azzardo, quel format televisivo è riuscito a dargli una connotazione sportiva.

Sostanzialmente noi volevamo comunicare di considerare il poker come un gioco, quindi cercare di tirare fuori il poker dalle sale fumose, dall’immaginario collettivo che lo vedeva veramente confinato all’interno di sale fumose con personaggi ambigui, e invece considerarlo a tutti gli effetti com’è: un gioco di abilità al quale ci si può avvicinare anche senza poi necessariamente diventare addicted o diventare dei gambler o dei soggetti affetti da ludopatia.

Questo risultato, però, non è arrivato senza superare ostacoli e pregiudizi iniziali, soprattutto da parte degli investitori.

Tantissime difficoltà anche nell’approcciare dei brand consolidati del largo consumo che a volte erano molto spaventati.

Quindi poi nel momento in cui però tu riesci a coinvolgere le persone, riesci a fargli capire che tipo di gioco sia, poi non puoi assolutamente non convenire nel fatto che si tratta prevalentemente di un gioco di abilità con delle componenti di astuzia, di intelligenza, di attenzione che lo rendono un gioco assolutamente diverso dagli altri.

Ovvio che c’è anche la componente di fortuna, ma la fortuna è una componente indispensabile in qualsiasi cosa tu faccia nella vita.

 

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Il poker in TV ai tempi dei social media

Dopo un divertente siparietto sul suo storico collega Ciccio Valenti, che scherzando ha detto essere “arrivato a nuoto”, abbiamo chiesto a Maurizio se oggi, nell’era dello streaming e dei formati brevi, ci sarebbe spazio per un nuovo PokerItalia24.

Assolutamente, assolutamente sì, nel senso che la bellezza del contenuto di poker è che è per tutti, è assolutamente orizzontale per appassionati e non appassionati perché si tratta di uno spettacolo.

Tra l’altro ogni mano è una storia a sé, quindi anche i formati di durata dei video e delle clip sono perfetti per i social, perché ogni mano si riassume in un minuto, un minuto e mezzo, che è il taglio ideale per i social, e quindi devo dirti che sarebbe assolutamente ripetibile.

Tuttavia, Caressa ci ha anche offerto una lucida analisi tecnica sulle dinamiche di mercato odierne che limitano questi investimenti televisivi da parte delle room.

Ci sono delle piattaforme con dei contenuti a pagamento, solo che oggi gli operatori di gioco vedono nel poker una delle verticali di gioco meno redditizie, e quindi preferiscono concentrarsi e investire su altre tipologie di gioco.

Quindi i budget di comunicazione vengono impiegati in altre verticali e a volte non capiscono che invece proprio il poker, essendo un gioco di abilità ed essendo potenzialmente uno spettacolo che può essere fruibile da tutti, potrebbe essere un ottimo tool di engagement dei propri utenti e ovviamente anche con un forte potere di attrazione.

 

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Il rapporto con il tavolo verde nel 2026 e i sogni nel cassetto

Infine, abbiamo spostato il focus sul suo presente, chiedendogli quale fosse il suo rapporto attuale con il poker nel 2026.

Sono un grande appassionato del gioco, quando sono all’estero, se mi capita, mi piace sedermi al tavolo sempre, ovviamente secondo le mie possibilità, perché quella è la cosa importante del poker.

Ti devi sempre sedere in tavoli che sei in grado di gestire da un punto di vista di bankroll, quindi di tua disponibilità finanziaria, e mi piace proprio, quindi mi rilassa. Cerco di andare a Las Vegas quando posso – casualmente durante le World Series – assolutamente casuale, ed è un amore che non finirà mai, anche se ovviamente dal punto di vista lavorativo adesso sono concentrato soprattutto su altro, però la passione per il gioco rimane e rimarrà sempre.

Ma Maurizio Caressa ha ancora un sogno nel cassetto poker-related? La sua risposta ci riporta direttamente a Sin City.

Come giocatore è di nuovo riandare a premio al Main Event delle World Series Of Poker. Quindi quello è il mio sogno. Già è stato un sogno una volta riuscire ad arrivare in the money lì, però il mio sogno sarebbe rigiocarlo e cercare di fare una run un pochino più lunga.

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