“Ho sbagliato una mano in heads-up!” Il mindset di Mikel ‘VVsMolly’ Calò dopo il 2° posto al Sunday High Roller spiega perché ha vinto 100k in due anni

da | Ott 30, 2024

mikel vvsmolly calò

Tra le nuove leve dei tornei multitavolo è d’uopo segnalare il secondo classificato del Sunday High Roller vinto questa settimana da ‘Pacos87’, Mikel ‘VVsMolly’ Calò.

Attivo su PokerStars da poco più di due anni, a oggi il ragazzo vanta un profit a sei cifra! Lasciamogli subito la parola.

 

Chi è Mikel Calò

Mikel si presenta come un ventiseienne livornese di madre spagnola che ha imparato a giocare a poker dalla ex-fidanzata nel 2020. Due anni più tardi, quando il lavoro di broker energetico gli lasciava del tempo, decise di iniziare un percorso di coaching con una scuola in cui era coach Marco Perra, che aveva conosciuto in una sala live di Livorno.

Da quel maggio 2022 a oggi sono passati 29 mesi esatti, neanche due anni e mezzo, e Calò riporta oggi un profit di 106.489€ in ottomilacinquecento tornei a buy-in medio 19,64€.

Un risultato davvero eccezionale in cui riconosce la voce in capitolo dei vari coach incrociati nel suo percorso dopo Peraz, ossia Mauro Pace e Angelo Mirabella con cui attualmente studia. Mikel dimostra un mindset con un solo obiettivo: il miglioramento pokeristico.

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Gli assi nelle bolle

Venendo al domenicale high stakes di PokerStars chiuso al secondo posto, Mikel ricorda un torneo con due sussulti a ridosso delle bolle.

Per quasi tutta la early stage sono stato short, poi ho vinto con gli assi uno spot molto importante proprio in bolla premi che mi ha fatto andare a 70x. Poi sempre con gli assi, in bolla final table, un altro spot mi ha fatto entrare all’ultimo tavolo con 70x. Diciamo che ho avuto le mani giuste al momento giusto. Per quanto riguarda il tavolo finale, penso che anche quello sia stato abbastanza in discesa. Non ho avuto spot particolarmente difficili, io inseguivo il chipleader che ho avuto la fortuna di avere due posti a destra, quindi la situazione non è stata troppo pesante.

Al tavolo finale Mikel conosceva solamente Angelo ‘MellowYellow’ Marrone.

Lo conosco anche di persona, un bravissimo ragazzo e secondo me veramente un buon player. So che si impegnava molto nel gioco e nello studio ed è sempre molto fastidioso ai tavoli, ma per fortuna era short e quindi non aveva modo di rompere troppo le scatole. E poi avevo incontrato in altre late stage il chipleader che ha poi vinto il torneo (Pacos87) e mi ricordavo che non fosse il più simpatico di avere al tavolo. Con quello stack che avevo, in posizione sull’altro deep stack, mi sono preso gli spot che dovevo prendere ed è stato un final table abbastanza sereno.

 

Un errore in heads-up

Un final table sereno almeno fino a un errore commesso durante il testa a testa per la vittoria che Mikel racconta in modo dettagliato.

Avevo 45-50bb e ho aperto 76, mi tribetta il chipleader e io gioco. Su flop AΧ5Χ3Χ con backdoor a colore chiamo la cbet di un terzo pot. Il turn è un 8Χ che mi dà bilaterale, lui ribetta un terzo e io gioco di nuovo. River cade un 10Χ che chiude un colore che non è il mio e lui checka. Qui essendoci una pot-sized-bet, ed essendo probabilmente io un po’ stanco e poco lucido da tutta la sessione domenicale,  ho shovato. Riguardando quello spot anche con i miei coach, la cosa migliore sarebbe stata sizare un 55%-60% pot. Anche perché in questo spot non mi aspetto mai che foldi un asso, soprattutto per l’history che avevamo. Dovevo attaccare gli auto-fold, gli snap-fold, quindi non avevo bisogno di shovare: semplicemente avrei dovuto puntare il sessanta per cento. L’errore è dovuto alla stanchezza di quel momento, ma non è un problema. Penso di aver giocato un discreto torneo e questo è l’importante, che si vada a letto contenti del lavoro fatto.

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Dot it e dot com

Nel field italiano, Mikel riconosce un particolare leak dei giocatori occasionali.

La cosa che per esempio più salta all’occhio tra un late stage dot it e uno dot com, secondo me, è l’essere tight degli occasionali italiani. Per quanto anche gli occasionali dot com comunque non siano preparati, tendono comunque a volerti rendere la vita difficile, a renderti il gioco più varianzoso. Si fanno meno soldi uncontested, quindi magari gli occasionali che si trovano su dot com faranno anche dei bagni di ICM o delle mosse aggro senza senso, ma comunque tenderanno sempre a metterti più in difficoltà rispetto a un fish passivo. Per quanto riguarda i reg, invece, penso che ultimamente bene o male tutti si stanno mobilitando e col tempo il field dot it sarà più duro.

 

Gli obiettivi

Su quali siano i suoi obiettivi il livornese ha le idee chiare:

Sul breve termine sono tutti legati allo studio. Voglio veramente crescere come giocatore. Ed ora mi sento di essere con un intorno di persone che mi permette tale cosa. Quindi gli obiettivi sono sul migliorare. Sul medio-lungo termine sono comunque quello di continuare a scalare i livelli. Ovviamente nel gioco la parte economica è importante ma in questo momento mi sento che non è tutto. Quello che veramente mi stimola continuamente è la sfida mentale, il crescere, il capire sempre più situazioni di questo gioco e riuscire a dominarle veramente.

Per chiudere, Mikel dice anche di essere attratto dai tornei live.

Sì, gioco spesso live, ora andrò a Sanremo per dodici giorni per il WPT ma comunque ogni tot mi concedo una trasferta. Mi piace visitare altri paesi, rivedere amici, stare fuori. Penso sia una parte bellissima del nostro lavoro. E comunque penso anche che il poker live possa dare molte soddisfazioni, visti montepremi e la facilità dei field. Certo i field più grandi oltre a spese, viaggi e tutto un po’ uccidono il roi e ci mettono in braccio alla varianza. Quindi ci sarebbe da capire se comunque l’edge sul field live ti fai recuperare tutto ciò. Comunque restano belle esperienze che ogni tanto mi concedo molto volentieri.

 

 

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