Intervista a Umberto Ruggeri dopo il terzo posto all’EPT Praga

Dic 20, 2023

umberto ruggeri ept praga

Per un soffio l’Italia del poker non ha scritto di nuovo la storia, ma il terzo posto di Umberto Ruggeri al Main Event dell’EPT Praga 2023 è stato qualcosa di spettacolare.

Tutti gli appassionati di Texas Hold’Em sono stati incollati al monitor a seguire Umberto avvicinarsi sempre di più alla prestigiosa picca, seguendo le sue giocate talvolta un po’ fuori le righe, ma decisamente emozionanti.

Potevamo non sentire direttamente da “Spadino” qualche commento? Potevamo non chiedergli qualcosa sulle mani più importanti giocate al tavolo televisivo? Dopo aver seguito la sua cavalcata, chiudiamo questo capitolo con una bella intervista esclusiva.

 

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Umberto Ruggeri: “Il mio Main Event EPT”

Ciao Umberto e grandi complimenti per il risultato! Anche se lo abbiamo visto in diretta, dicci a parole tue come è andato il torneo. 

Penso di aver giocato molto bene tutto il torneo facendo veramente pochissimi errori fino a 3 left, L’unica mano che mi sento di aver sbagliato è quando non ho 3-bettato 10-10 sull’apertura di Kyte, scelta che mi ha fatto perdere un pot discreto con il J al turn che mi costringe a pagare le due bet di O’Neil.

In un’altra situazione del torneo è sempre call su apertura di Kyte, ma rimasti in 3 non c’è più in gioco l’ICM di prima e anche se siamo molto lunghi devo sempre tribettare per andare rotto fuori posizione su apertura di Kyte.

Ero molto stanco dopo una settimana di torneo e senza time bank, e purtroppo non ho fatto in tempo a fare tutte queste considerazioni. In ogni caso non ho rimpianti, penso di aver espresso un poker di alto livello in diretta mondiale e questo per me, che non gioco esclusivamente per i soldi, non ha prezzo.

All’inizio ero un po’ rammaricato perché stavo prendendo il controllo e pensavo di poterlo vincere, ma ogni volta che raddoppiavo mi dicevano male 2-3 colpi di seguito e tornavo giù. Comunque con il passare del tempo sono sempre più soddisfatto e penso che un terzo posto al mio secondo EPT non sia poi così male…”

 

La “follia” con 10-2

Il tuo gioco ha dato spettacolo: c’è stata molta abilità, ma anche molta fortuna, e se possiamo dirlo un pizzico di follia. La mano con 10-2 è diventata virale e ha attirato qualche solita critica. Ci diresti perché hai fatto quella giocata?

Da cutoff Govert Metaal, con 2,38M di stack, apre 120k su 30k/60k con K-Jo, Marle Spragg da HJ con 2,76M alza a 310k con A-Jo. Umberto è sul BB e spilla 10-2, piazzando una cold 4-bet a 680k con uno stack di 4,21M. Entrambi gli avversari passano. 

“Erano due giorni che stavo al tavolo con Metaal e la Spragg e avevo letto in un certo senso il loro modo di giocare: a turno, la Spragg 3-bettava per foldare con quella size contro il giocatore più chiuso del momento. L’ho notato perché lo facevo anche io, e mi ha permesso molte volte di fare stack.

Ora siamo a 2 tavoli dalla fine e io ho più stack di tutti al tavolo. Ho un’immagine ottima e ho girato solo valore fino a quel momento. Quando apre Metaal ho già in mente di 3-bettare a prescindere dalla mia mano, appena vedo che lo fa la Spragg con quella size mi si accende una lampadina nel cervello, non so spiegarlo troppo bene.

Sapevo che Metaal avrebbe foldato 9/10 la sua mano di apertura e Spragg avrebbe foldato tutto tranne KK+ e AK. Ma sapevo che con KK e AK avrebbe usato un’altra size su Metaal che può aprire top range, quindi penso di pagare poche combo che 5-bet/shovano, sopratutto dalla Spragg che aveva una voglia infinita di andare al Final Table e avevo visto che non difendeva K-J da BB. Quindi ho seguito la mia intuizione e tutto è andato bene. 

Pensavo proprio avesse A-J, non so spiegare neanche questo, ma per me lo aveva scritto in faccia. Glielo ho anche detto dopo il fold, «You have A-J», dovrebbe sentirsi anche in diretta.”

Purtroppo, almeno nella diretta EPT commentata in italiano, il commento non fa sentire le parole di Umberto Ruggeri, ma c’è sicuramente stato uno scambio di battute.

 

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La mano più complicata del torneo

Un’altra mano molto interessante è stata a 3 left, quando hai difeso il BB con J-T su apertura di SB, e chiamato una 3-barrel con second pair. La community di Grinderlab vuole sicuramente conoscere il tuo pensiero!

Apre Kyte con A5 da SB a 625k (stack 11,8M) su blinds 100k/150k, Ruggeri difende con J10, stack di 5M.
Flop J63, Kyte punta 450k su pot 1,4M e Ruggeri call.
Turn Q, seconda puntata a 1,35M su pot 2,3M e di nuovo call. Ruggeri resta con 3,2M.
River 6, Kyte spara la terza a 2,5M su pot 5M… Ruggeri trova il call!

“Questo penso sia stato il call più difficile che ho fatto, sicuramente di più del call con il 6 su all in dopo la mia overbet al river. In quella non poteva avere mai il j dopo il doppio check e ci ho pensato forse anche troppo.

Ma torniamo alla mano in questione: lì Kyte può aprire da SB sia valore che bluff, rilanciava in media una volta su 2 da small blind, quindi decido di chiamare con J-T in posizione.

Al flop punta e chiamo, pago ancora le sue over pair e i J migliori. Poi casca la Q al turn e lui betta ancora invece di check-callare. A questo punto, le uniche mani di valore che vedo potrebbero essere A-A, K-K, A-Q e J-Q, e qualche set strano di 3 o di 6.

Al river casca il 6 e lui mi mette praticamente ai resti. Il river chiude colore e tris di 6, io posso avere entrambe le cose dopo il call anche al turn, quindi le sue mani di valore che bettano flop e turn sarebbero costrette a check-callare al river, invece lui fa resto.

Con queste ultime info le uniche mani che penso di pagare sono solo colore nuts o al K runner runner (se avesse avuto suited connector bassi o medi non avrebbe raisato da small blind, ma si sarebbe limitato al limp) o mani fantascienza come un full con il set di 3 o poker di 6. Dopo tutti questi pensieri penso di trovargli molte più combo di bluff rispetto a quelle di valore, che sono veramente poche in questa action, e faccio un gran call. 💪🏻”

 

Chi è Umberto Ruggeri poker player?

Facciamo un salto indietro. Racconteresti ai fan di Grinderlab la tua storia pokeristica?

“Ho iniziato a giocare a poker da ragazzino con gli amici e non ho mai smesso. Poi con l’avvento dell’online ho iniziato a giocare con discreti risultati e mentre scrivevo la tesi della laurea magistrale di economia, ho integrato ciò che avevo imparato sull’economia al gioco, e ho deciso di analizzarlo fino in fondo da un punto di vista matematico e di trade off nelle scelte.

I risultati sul punto-it arrivano subito: vinco due Sunday Special e un evento SCOOP, e decido di buttarmi nella mischia sul .com (ignorando che fosse tanto più difficile del.it) girando un po’ tra Malta, Roma e Vienna.

All’inizio a giocare con i mostri sacri del .com soffro tantissimo, mi palleggiano e faccio 1-2 anni anonimi, ma non mollo. Ogni giorno studio, analizzo e mi confronto con altri giocatori bravi, per me diventa un’ossessione rianalizzare le mie mani e cercare ogni giorno di eliminare gli errori fatti.

 

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Quest’estate dopo 3 anni di gioco, studio e analisi, inizio finalmente sentirmi molto confident e decido di andare a giocarmi il primo EPT a Barcellona, parto con 3k e riesco a giocare tutti i tornei: vado a premio al 1.000 e mi iscrivo al 2k, ITM al 2k, faccio un satellite, passo e mi iscrivo al Main dove esco in flip 90esimo per 20.500€.

Capisco di potercela fare e di non invidiare nulla a nessuno, non arretro più. Mi iscrivo al 10k e perdo a fine day 1 colore second nut vs scala colore e torno a casa.

Ma ora qualcosa è cambiato, ora c’è la consapevolezza vera di potersela giocare ad armi pari se non superiori. Mi metto a giocare online e faccio terzo su 23.000 iscritti al Global Million $50 di GG per 50k, faccio altri 3 shot in 10 giorni da 30k, 40k e 20k e decido di partire per Parigi. Il resto lo sapete già.”

Prima di salutarci, Umberto teneva a usare Grinderlab come mezzo per la sua personalissima dedica di questo terzo posto all’EPT, e siamo più che contenti di accontentarlo.

“Dedico questo EPT alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto nonostante abbia sempre fatto scelte non convenzionali e molto rischiose nella mia vita. In particolare a mio padre che è venuto a mancare durante la pandemia, e che mi ha trasmesso la passione per le carte fin da quando ero bambino, ma soprattutto la mentalità e la consapevolezza di potercela fare e di poter inseguire i miei sogni sempre, essendo stato uno dei più forti giocatori di bridge della sua generazione. Mi sento di dire che gran parte di questo risultato lo dedico a mio padre.”

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