Jason Koon: “La mia partita più folle? Quella prima volta a Manila…”

Nov 23, 2023

jason koon

Niente spoiler, ma questa storia di Jason Koon è davvero incredibile! C’è tutto quello che serve per una scena di un film: cifre mostruose, emozioni talmente forti da sembrare che il tempo si fermi, e personaggi fuori di testa.

Roba da perderci qualche annetto di vita, o da guadagnarci una scorciatoia per l’olimpo del poker. Buona lettura!

 

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“Ai tempi ero un giocatore online. Mi trovavo a Las Vegas con i miei amici, uno di questi mi dice «Devi venire a Macao. Le partite sono più soft e molto, molto più alte» e uno ne approfitta per dirmi «C’è una partita a Manila, nelle Filippine, è la partita più facile del mondo ed è enorme, devi giocarla». Altri giocatori mi hanno confermato che era vero. 

Prendemmo un aereo e ci vennero a prendere con una macchina blindata. Le strade erano piene di senzatetto, e all’improvviso compare questo mega casinò. Esce una persona che ci chiede i passaporti e controlla i nostri bagagli con lo scanner. Ci fa «Il suo nome è nella lista di Mr. Yung» e ci lasciano entrare in questo casinò pieno di guardie armate

Nemmeno il tempo di chiedermi cosa stesse succedendo, e mi arriva un messaggio su WhatsApp che diceva «Il boss ti farà sapere quando sarà pronto a giocare». Ok credo, io sono qui per giocare a poker. Mi hanno richiamato alle due del mattino. 

Mi era stato detto che la partita era a uno stake già cinque volte troppo grande per me (circa $600/$1.200), quindi ho contattato amici per vendere quote. Volevo giocare perché mi avevano informato che era una partita facilissima. 

Arrivo, e la prima persona che noto al tavolo è Phil Ivey. Mi avevano detto che era un tavolo semplicissimo! C’erano due dealer uno di fronte all’altro per distribuire più mani possibile e nessun mescolatore automatico. 

 

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Arrivano i boss, i vip, gli asiatici perdenti insomma. La stanza era piena di fumo e c’erano donne dappertutto, esperienza strana. Tirano fuori le chips e me le mettono davanti, chips senza numeri sopra

Appena mi spiegano il valore delle chips mi domando perché stessimo giocando con così tanto davanti, pensavo fosse 5k/10k (in valuta locale ndr) «No, giochiamo 20k/40k»

Insomma, stavamo per giocare con $5.000 di big blind e buy-in minimo mezzo milione di dollari. Non ho fatto in tempo a contattare gli amici e mi sono ritrovato con troppe, troppe quote su me stesso. 

Un paio d’ore dopo, runnando da dio, mi trovo con uno stack enorme. C’era questo vip molto caratteristico, animato, fumava tre sigarette alla volta e urlava contro il board.

Arriviamo in una situazione dove il tavolo è ancora 4 volte più alto rispetto a quando è cominciato. Voleva stake più alti perché stava perdendo, e tu devi giocare quanto vogliono loro perché il gioco si forma attorno a loro. 

Non solo ho cominciato una partita 4 volte più grande rispetto a quanto dovrei, ma ora è ancora più grossa! Era la situazione più degenerata del mondo, stack enorme e blinds troppo alti per me… e mi danno K-K.

Mi ritrovo in all in su board 10-8-7 e mostra 10-8. Sono all in per uno spropositato ammontare di soldi. 

 

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Negli Stati Uniti si usa il run it twice per diminuire la varianza. Gli asiatici invece vogliono alti swing, ma hanno un’assicurazione sulle bad beat, che questo giocatore aveva firmato. 

Mi sono detto: ok, devi essere un uomo. Se va male batti il pugno e ti alzi dal tavolo. Stiamo parlando di un pot da milioni e io ero più o meno low stakes player (in proporzione, ndr). 

Arriviamo al river e Paul Phua, mi chiede se voglio “sudarmi” (to sweat) il river. Praticamente invece di girare il river, il dealer me lo passa in privato e io posso spillarlo in anteprima, scoprire il mio destino in slow motion. Stiamo parlando della situazione più fuori di testa di sempre! Ovviamente ho detto di sì. 

Tutti mi fissavano, persino Ivey si era tolto le cuffie e alzato per guardarmi. Tutti volevano vedere il dolore o la gioia nei miei occhi. Mi arriva questa carta, faccio per spillarla e mi dicono che non si faceva così, stavamo giocando su un tavolo di Baccarat e c’è un modo “giusto” per spillarla. Ho risposto: «Con tutto il rispetto, guarderò questa carta nel modo che voglio».

Come è andata a finire? Ho vinto io, questo è quanto sono fortunato. C’erano due quadri sul flop, io avevo il K e sono cadute due quadri runner runner

Il giocatore asiatico ha cominciato a urlare «Hayaaaa!» e «Fanculo tua madre» in cinese.

All’epoca era il piatto più grande della mia vita, tipo 8 volte più alto del secondo. Se avessi perso avrei dovuto sicuramente fare level down e riprendermi, ma sarei rimasto in piedi. Per fortuna non è stato così, e nel tempo ho giocato anche pot più alti.”

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