Il giocatore dell’anno Josh Arieh e il suo stato mentale per vincere la POY

Dic 8, 2021

Josh Arieh poker hall of fame

Doug Polk ha intervistato il nuovo WSOP Player Of the Year 2021 Josh Arieh, indagando sulla sua capacità di mantenere la concentrazione alta per tutta la durata delle World Series Of Poker.

Chissà se il suo rinnovato equilibrio psicologico ha avuto un impatto sulla sua vittoria?

 

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Doug Polk: “Mentre le World Series andavano avanti hai notato di perdere focus giorno dopo giorno o ti sei sentito sempre lucido come il primo day?”

Josh AriehGli ultimi 8, 9 mesi sono stati davvero belli per me. La mia vita sta andando in un modo come non è mai andata prima. Ho una relazione con le mie figlie come mai prima di questo momento, una ragazza meravigliosa che mi supporta al 100%, ho un lavoro a tempo pieno.

Sarei stato contento indipendentemente dai risultati buoni o cattivi. Non pensavo al successo, mi sono divertito a giocare tutto l’autunno. Se avessi perso ogni singolo torneo sarei stato comunque in uno spazio mentale fantastico. Mi sono davvero goduto il giocare ogni giorno.”

 

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DP: “Ricordo che quando giocavo in diretta streaming era un casino. Giocare per soldi, soprattutto mid o high stakes, rispondere ai commenti, considerare il delay… Ne uscivo totalmente annebbiato, il giorno dopo rileggevo i messaggi che avevo mandato la sera prima e mi dicevo ‘Cosa vuol dire? Non è nemmeno una frase di senso compiuto’.

Immagino che giocare tutte le Series sia stato simile, o forse con la tua passione sei riuscito a rimanere sempre lucido?” 

JA: “Sono stato capace di organizzare una schedule sempre uguale. Finivo di giocare sempre alle 2 del mattino, e iniziavo alle 2 o alle 3 ogni giorno. Così riuscivo a fare le mie cose di lavoro al mattino, avevo una buona routine.

E poi quando andavo al tavolo spegnevo tutto il resto, è una cosa che ti aiuta a passare il tempo al tavolo in modo più facile che nel resto della giornata. Grazie alla buona routine e al lavoro alla mattina, è stato meno estenuante di quanto avrebbe potuto. 

È stato anche il primo anno in cui ho giocato senza Adderall, di cui ero diventato dipendente, sotto diagnosi medica. Pensavo mi tenesse più concentrato. La cosa brutta è che dopo aver giocato non riesci a dormire, e il giorno dopo ne hai ancora più bisogno. 

Quest’anno invece sono riuscito ad avere 6 o 8 ore di sonno ogni singola notte, mi sono sentito più fresco che mai da quando gioco a poker. 

È anche il primo anno in cui passo tutte le Series senza fumare una sigaretta o svapare. La mia vita si sta mettendo in riga, ho preso buone decisioni e ottenuto buoni risultati. 


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