Justin Bonomo: “Il poker si estinguerà a causa della tecnologia”

da | Feb 19, 2024

justin bonomo scandali

Justin Bonomo è uno dei giocatori più stimati del panorama live, in perenne gara con Bryn Kenney per il primo posto nella All Time Money List.

Il sito Poker.org è riuscito a ottenere una breve intervista, dove vengono toccati diversi punti. Uno tra tutti, quando Justin smetterà di giocare e perché…

 

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Il primo nella All Time Money List

La prima domanda riguarda proprio il testa a testa con Bryn Kenney per il titolo di più vincente di sempre. Quanto è importante quello scettro per Bonomo?

“Onestamente impatta un po’ per i tornei che gioco. Se ci fosse uno come Stephen Chidwick sopra di me, che gioca assolutamente tutto, mi arrenderei e non ci proverei nemmeno. Visto che Bryn non gioca un granché, mi sento un po’ come se fosse troppo facile, il frutto troppo a portata di mano per non coglierlo. Se Stephen mi sorpasserà, non avrò problemi a dire che non sarò mai più il numero uno, e per me è ok.”

 

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Fra dieci anni addio poker

Quando è che Bonomo appenderà le carte al chiodo? Ci sono varie cose da considerare, una fra queste il problema delle intelligenze artificiali.

“Più o meno ci sono già. Nel 2019-2020 mi sono preso un po’ di tempo off perché ero più o meno in burnout, e il covid ha influito ovviamente. Di base ho sempre pensato di giocare finché ne avessi voglia, e di solito se mi fermo per un paio di mesi poi non vedo l’ora di tornare ai tavoli. Ho giocato tantissimo negli ultimi quattro mesi e sto sentendo davvero il burnout, quindi per il prossimo mese potrei non esserci. Potrei saltare le Triton, mi serve il mio riposo. 

 Per il lungo termine, non penso che il poker possa essere un modo sostenibile di vivere fra dieci anni a partire da ora. Penso che AI e bot che vediamo online si trasferiranno nel gioco dal vivo. Non ho seguito davvero il discorso Neuralink, ma arriveremo al punto dove saremo attaccati ai telefoni, non nel senso che li avremo sempre in tasca, ma che saranno letteralmente nel nostro cervello. 

E non penso che il poker, nella sua forma attuale, possa sopravvivere a quel punto. 

Una delle cose che ho nel radar è che ho 38 anni e ne servono 40 per entrare nella Poker Hall Of Fame. Mi piacerebbe molto entrarci prima di ritirarmi, ma sto decisamente cercando di diminuire le ore di gioco e fare qualche piccolo passo indietro. Non credo ci sarà mai un punto preciso dove dirò «Okay, questo è il punto in cui non giocherò più»!”

 

 

 

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