Quando le cose al tavolo da poker proprio non girano a favore, è comune sentirsi prosciugati e frustrati, e questo è il momento in cui la resilienza entra in gioco come fattore decisivo del tuo successo nel lungo termine.
Queste sono le parole di Alan Longo, mental coach di grande esperienza, che argomenta il suo pensiero sulle pagine di poker.org.
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Cosa è la resilienza?
Prima di tutto, Alan puntualizza che la “resilienza” non è un tratto che si ha dalla nascita, né una skill attivabile a comando, ma un processo dinamico: l’abilità di tornare stabile dopo aver subito alti livelli di stress, e come crescere attraverso questi momenti.
In pratica, è il modo in cui ti adatti alla pressione. Nel poker equivale alla capacità di prendere decisioni logiche anche quando perdi. È evidente che derivi tutto dalla regolazione emozionale. Un player resiliente si focalizza sul processo e non sui risultati short term.
Longo individua una lista di aspetti di questo mindset. Il primo è l’auto-efficacia, ovvero la credenza di poter eseguire correttamente la tua strategia, indipendentemente da come sta andando la sessione.
Poi ci sono la rivalutazione cognitiva, l’abilità di cambiare il modo in cui vedi una situazione, il controllo inibitorio, la capacità di quietare gli impulsi, e la stabilità emotiva, ovvero mantenere umore ed energia a un livello consistente.
Come detto da molti prima di Alan, una delle chiavi è nell’esperienza. Più tempo si passa in situazioni simili, più il cervello si organizza per attraversarle. In pratica: siamo capaci di abituarci a tutto.
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Come migliorare la resilienza
Per allenare la propria resilienza, Alan si rifà ai consigli ereditati dal mondo dello sport, altrettanto buoni quando si parla di tavolo da poker:
- Obiettivi di processo: concentrarsi su come si gioca e non su quanto si vince. Punta a giocare ogni mano secondo la tua strategia.
- Pratica la mindfulness: un paio di minuti di focus al giorno possono aiutarti a osservare le bad beat senza reagire alle stesse.
- Trova i tuoi errori mentali: impara a notare quando dai la colpa alla sfortuna per un errore tecnico. Essere onesti sulle proprie giocate aiuta!
- Ottimizza la ripresa: non puoi essere resiliente se sei allo stremo. Priorità al sonno, e prendi delle vere pause.
Un quinto consiglio, tenuto a parte per evidenziarlo, riguarda la società: “Trova la tua tribù, non attraversare un downswing da solo!”
Parla della tua strategia e delle tue emozioni con un coach o altri giocatori che ti aiuteranno a rinquadrare la situazione e sentirti meno isolato.
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