Una guida per le fondamenta del mental game | Alan Longo

da | Ago 19, 2025

5 abitudini mentali poker

La tecnica è imprescindibile, ma anche il mental game ha una rilevanza enorme nel successo della carriera di un poker player.

Alan Longo, psicologo specializzato in High Performance con cinque anni di coaching per poker player high stakes, ha spiegato su Poker.org l’importanza di un buon mental game, di cosa è composto e come gettarne le basi.

Pensiamo sia un articolo utilissimo alla maggior parte dei poker player al mondo, quindi… buona lettura!

 

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Cosa è il mental game?

La strategia più sofisticata è efficace soltanto quanto la mente che la mette in atto.

Qui è dove il mental game entra in gioco, un’area spesso discussa, ma frequentemente mal compresa.

Il sistema più comune di lavorare sul mental game è la reazione, ma in realtà i singoli elementi non sono problemi isolati, bensì parte di un sistema interconnesso. 

Per rinforzare il mental game bisogna comprendere la relazione dinamica tra mindset, emozioni e confidence. Le interazioni tra questi tre elementi sono un potente punto di partenza per migliorare le performance e divertirsi con il poker.

Non basta sopprimere le emozioni

Alan prende ad esempio la reazione a catena che si innesca perdendo un pot importante con una bad beat: il picco di frustrazione (emozione) alimenta i pensieri negativi (mindset), e ti ritrovi ad esitare in spot chiave, mettendo in dubbio le tue decisioni (confidence).

Ecco perché limitarsi a controllare le emozioni spesso è insufficiente. Mindset negativo ed emozioni non regolate creano circoli viziosi dove si destabilizzano a vicenda, mentre se ci lavori come sistema integrato, crei un circolo virtuoso.

 

Mindset

L’architetto della tua realtà pokeristica

Il mindset è la lente attraverso la quale interpreti tutto al tavolo. Una distinzione può essere mindset da risultato e mindset da performance.

Il primo si lega ai risultati e crea altalene emozionali in cui vincere è una convalida, e perdere un fallimento personale. Qui si creano frustrazioni e rabbie sempre più potenti.

Il performance mindset si concentra sulla qualità del processo decisionale. Chi lo adotta separa le scelte dai risultati immediati. Ovviamente non significa che non importi di vincere, ma che si incanala tutto in ciò che si può controllare: il processo.

Il mindset si coltiva tramite piccole scelte consapevoli che si fanno ogni giorno, come decidere di fare review dopo ogni sessione difficile o complimentarsi per un fold ben ragionato.

 

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Regolazione emozionale

Navigare gli swing del poker

L’obiettivo non è essere senza emozioni ma regolarle. Gestire la tua risposta per far sì che le sensazioni non condizionino le azioni. È l’abilità di creare una bolla d’aria tra l’innesco emozionale e il tuo comportamento.

La base di ciò è il mindset. Un mindset da performance che vive le bad beat come un evento neutrale, rende la frustrazione più gestibile.

Si noti che sopprimere le emozioni può sembrare disciplinato, ma la ricerca ha scoperto che è una strategia perdente che mangia le risorse mentali necessarie per prendere buone decisioni.

La regolazione emozionale è una skill che richiede pratica. Parte con la consapevolezza delle proprie emozioni. A volte, solo riconoscere di sentirsi frustrati senza giudicarsi può interrompere un’escalation.

 

Confidence

Il prodotto del tuo processo

Non legare la confidence ai risultati recenti. L’alternativa è una sicurezza basata sul processo, una forma più stabile di fiducia in se stessi che puoi costruire con le tue azioni.

Prima devi perfezionare il tuo processo, in modo da sperimentare fiducia in se nata dal lavoro personale. Ogni ora passata a studiare e ogni sessione dove hai seguito il tuo plan, sono una prova della tua preparazione e della tua disciplina.

Poi c’è la composizione emozionale, che deriva dal dimostrare a te stesso di essere in grado di gestire la pressione. Ogni volta che riesci a regolare la frustrazione crei fiducia nella tua abilità di applicare la tua strategia nei momenti difficili.

Infine c’è l’autodialogo costruttivo. La confidence viene colpita dal tuo dialogo interno. Riconoscere una mano ben giocata a prescindere dal risultato, riconoscere gli errori come opportunità per imparare.

Insomma, la confidence si costruisce mattoncino dopo mattoncino, con ogni sessione di studi e ogni decisione ben ragionata.

 

 

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