Il mistero delle carte scomparse al 800$ Deepstack WSOP

da | Giu 16, 2026

Le World Series of Poker 2026 non smettono di regalare storie da raccontare.

Abbiamo visto player eliminati alla primissima mano distribuita, ruling che hanno fatto discutere, misclick con scoppio

Oggi invece parliamo di una mano inspiegabilmente sparita nel muck accompagnata da una lite che per poco non sfociava in rissa.

I protagonisti dell’episodio sono stati James Heath e Darrell Blodgett mentre erano impegnati allo stesso tavolo dell’Evento WSOP #43, $800 8-Handed Deepstack No-Limit Hold’em.

Il torneo aveva registrato un field da 3.903 iscritti per un montepremi complessivo di 2.732.100$. C’erano tutti gli ingredienti per tenere alta la concentrazione eppure qualcosa è andato storto.

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Una mano che non c’è più: cosa è successo al Livello 16

Il torneo è al sedicesimo livello di gioco su blinds 3.000/6.000 con bb ante. Blodgett apre con una raise x2,5, ricevendo il call di un giocatore da cutoff.

A quel punto Heath, seduto sul big blind, alza gli occhi e realizza che qualcosa non quadra: davanti a lui non c’è nessuna carta.

“So esattamente cosa è successo!”, protesta subito, spiegando che la mano non gli è mai stata distribuita.

Ma gli altri giocatori al tavolo hanno una versione diversa.

“Ho visto che ti davano le carte”, interviene uno di loro.

Heath risponde di getto: “E allora dove sono? Perché mai avrei dovuto buttare via le mie carte?”

Viene chiamato il floorman. Dal conteggio del mazzo l’esito è inequivocabile: Heath aveva ricevuto una mano che, per ragioni non del tutto chiare, è poi finita mescolata tra i fold.

La decisione del tournament director è chiara: Heath ha messo sotto e deve pagare big blind e bb ante senza possibilità di giocare la mano.

Uno dei presenti ricorda che la protezione delle carte è responsabilità di ogni giocatore.

 

“Target!”

A quel punto Heath ha perso la pazienza.

“Non ho bisogno delle tue stronzate. Vaffanculo”, ha detto a Blodgett.

E poi, indicando l’avversario con un dito, ha pronunciato la parola “Target!”, come a esplicitare che da quel momento in poi Blodgett sarebbe diventato il suo obiettivo al tavolo.

Il giocatore del Maine ha risposto senza scomporsi:

“Non è colpa mia se stavi cercando di aiutare qualcuno e non prestavi attenzione alle tue carte”.

Queste parole hanno alimentato ulteriormente la tensione. Heath ha continuato ad incalzarlo per diverse mani. A un certo punto lo ha persino invitato a seguirlo fuori dalla sala per risolvere la vicenda ‘alla vecchia maniera’.

La scena ha pochi precedenti anche per gli standard di una serie come le WSOP, storicamente nota per i suoi momenti sopra le righe.

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Quando Las Vegas diventa un ring: precedenti illustri e una regola che non si discute

L’episodio ha riportato alla mente altri scontri verbali entrati nella storia della WSOP. Al Main Event del 2005 furono Mike Matusow e Shawn Sheikhan a finire ai ferri corti, mentre in quello del 2026 ferventi polemiche accompagnarono il cammino di Jamie Gold verso il bracciale.

Stavolta non c’era un montepremi da record in ballo né l’accesso a un final table. Una mano finita nel muck ha trasformato un torneo da 800 dollari di buy-in in un ring di boxe verbale.

Al netto del caos, la morale è semplice quanto scomoda: ai tavoli live le carte non si proteggono mai da sole e l’attenzione, anche quando sei su big blind e la mano sembra già persa, non è mai un optional.

 

Il video

I colleghi di PokerNews presenti a Las Vegas hanno immortalato i momenti salienti dell’accaduto:

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