Organizzare partite private nei casinò di Las Vegas: il racconto di Gim ‘Boston Gimmy’ Sleiman

da | Nov 29, 2024

boston jimmy

Al fianco di quelle pubbliche, nei casinò di Las Vegas si svolgono partite cash game private che sono una cosa diversa dagli home games tenuti in case di soggetti privati.

Tra i principali organizzatori di questo tipo di partite c’è Gim Sleiman, conosciuto come ‘Boston Jimmy’, attualmente attivo al Wynn e che più che professionista di poker si considera un businessman. Crede che dire di giocare a poker professionalmente non sia una buona pubblicità per il gioco, e che in fondo nessuno giochi professionalmente visto che tutti hanno investimenti al di fuori del poker.

In una intervista a poker.org Boston Jimmy ha raccontato il ‘dietro le quinte’ delle partite private che organizza al Wynn, oltre ai rischi collegati.

 

Stabilire la line-up

Sleiman racconta che dosare i componenti della partita è una vera e propria arte.

Ho una lunga lista di giocatori e sono amico di molti altri host a Las Vegas. Sono nel settore da molti anni, quindi la gente sa che organizzo partite high stakes. Quando i giocatori più importanti vengono in città, sanno che possono contattarmi per organizzare le partite che vogliono giocare. Organizziamo qualcosa di amichevole per loro. Riduco i professionisti al minimo indispensabile. Giochiamo con loro, diamo loro azione e ci divertiamo. Rallentiamo quando vogliono rallentare; acceleriamo quando vogliono accelerare.

Fondamentale, per Boston Jimmy, è la capacità di reazione alle richieste che arrivano.

Una delle cose più importanti da capire è che sei un po’ alla mercé di questi giocatori high stakes. Vengono alle partite quando il loro programma lo consente e non in un orario prestabilito per molti giorni. Devi essere pronto a organizzarti, ma questo è il nostro lavoro, il mondo dell’entertainment. Giochiamo con persone che hanno un successo enorme nella vita e quando vogliono sedere al tavolo devi essere pronto a rispondere presente.

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Il cheating nelle partite private

La maggior parte della intervista di Craig Tapscott verte sui pericoli di cheating nelle partite cash game high stakes private. Ovviamente un organizzatore con la esperienza di Boston Jimmy ha tanti aneddoti da raccontare. Negli ultimi tempi Las Vegas è stata oggetto di una ondata di cheaters stranieri che si avvalevano di locali per i loro schemi.

Jimmy conferma anche di aver subito degli episodi di cheating nelle sue partite la scorsa estate.

Hanno delle tecnologie specifiche e sono studiate molto bene. Sospetto che questo gruppo lo abbia fatto in tutto il mondo per tre o quattro anni. Di recente sono saliti di livello e si sono mossi agli stakes più alti. L’organizzatore della partita privata condivide informazioni e sa chi fa collusion e chi truffa. Ci sono delle prove molto solide che ciò sia successo.

A farne le spese è stato anche un suo caro amico.

L’estate scorsa uno dei miei amici ha pensato che si stava mettendo in un grande spot quando un tizio lo ha sfidato a una partita heads-up. Per iniziare chiarisco che questo amico è un professionista valido. E per saper prendere le linee che l’avversario prendeva in quella partita heads-up, devi runnare davvero bene. Dopo un’ora che stava giocando ci ha scritto che l’avversario lo stava truffando. Oppo trovava sempre la mossa corretta in ogni strada. Chiamava quando doveva chiamare, rilanciava quando doveva rilanciare. Mettiamola così: questo tipo era un regular a Vegas e uno spot massiccio in ogni ring game. Non c’è modo che tutto insieme abbia fatto uno switch di questo tipo diventando super esperto.

 

Le vie del cheating sono infinite

A Boston Jimmy viene poi chiesto i modi in cui i truffatori agiscono nelle partite di poker.

Un modo potrebbe essere con un piccolo oggetto come un accendino, delle cuffie o un piccolo pod. Potrebbe anche essere un card protector. In uno dei nostri gruppi di organizzatori di partite private, un tipo della Corea del Nord ha detto che oggi ci sono persino chips fake. Quello che fanno è usare una minuscola telecamera. Una volta che è piazzata sul tavolo tutto quello che devono fare è guardare il dealer mentre dà le carte in modo da vedere la parte inferiore. Potrebbe anche bastare solo vedere il colore o se è una carta con figure o senza. Per chi vuole truffare è abbastanza.

 

Le contromisure

Sleiman spiega poi le contromisure prese da lui in quanto organizzatore e dal Wynn in quanto sede delle ‘sue’ partite private.

Sul tavolo nessun oggetto elettronico o di valore: niente cuffie, accendini, niente di niente sul tavolo o nel rail. Ma ho sentito dire che ci sono alcuni che hanno telecamere negli anelli al dito. Ridicolo. Fortunatamente ormai ho una lunga esperienza di partite organizzate. Se penso che ti comporti in modo losco, se penso che stai facendo qualcosa fuori dalle regole, non sarai più invitato. Posso toglierti dalla mia partita senza problemi perché è una partita privata in un casinò. Il Wynn fa annunci tutto il giorno. Il personale di sala e i dirigenti tengono d’occhio attentamente i giocatori e chiedono gentilmente di togliere i telefoni dall’area di gioco. Il Wynn ha implementato anche altre cose ma sono interne e non ne possiamo parlare in dettaglio per questioni di sicurezza.

Chi viene beccato “con le mani nella marmellata” nelle partite di Boston Jimmy difficilmente riesce poi a giocare in altre partite simili.

Quando succedono cose al limite abbiamo i social media e dei gruppi di messaggistica in cui condividiamo tutto con altri organizzatori di partite private negli Stati Uniti e in altri paesi. Condividiamo testi e foto di giocatori sospettati di cheating o che sono stati bannati. E’ un peccato che i casino di Las Vegas non lascino accedere alle loro informazioni a causa dei loro protocolli e dei regolamenti interni. Ma posso dire che gli individui che segnaliamo saranno bannati dai casinò.

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I pericoli degli home-games

Boston Jimmy parla anche dei rischi delle partite in case private, i cosiddetti home games. Non li gioca ma conosce ‘de relato’ i rischi legati a questo tipo di sessioni.

In tanti casi i giocatori non vengono pagati. C’è un home game high stakes famoso qui a Vegas di cui non voglio menzionare i giocatori ma sono tutti grandi nomi. Alcuni di loro adesso si trovano a Dubai perché devon un sacco di soldi a diverse persone. Non vengono pagati dalle loro balene e quindi a loro volta non possono pagare i pro. Quella partita non è più iniziata dalle ultime WSOP siccome devono diversi soldi qua in giro. Il setup per gli home game è molto rischioso. Devi battere la partita, essere sicuro di non essere truffato e poi di venire pagato. Non è sicuro, considerando tutto.

 

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