Phil Galfond: cinque domande da porsi ad ogni mano

Mar 12, 2023

phil galfond errori poker

I canali YouTube dei professionisti di poker sono spesso fonte di consigli utilissimi. Tips che possono aiutarci nel capire come ragionano i migliori, processo essenziale per salire di livello. Oggi vedremo, tramite il suo attivissimo canale sul tubo, cinque domande che Phil Galfond si fa ad ogni mano di poker.

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Cinque domande da porsi ad ogni mano secondo Phil Galfond

Qual è la mia mano?

La prima domanda che Phil si fa, anche se a sua detta può sembrare stupida è: com’è la mia mano?

Infatti, secondo il campione è importantissimo imparare a valorizzare la propria mano in base alla situazione. Capire se è in grado di competere in base al board o all’azione in corso. Questo servirà a progettare in anticipo qual è la prossima mossa da fare. Può la nostra mano ottenere ancora più value? Ha qualità in termini di blocker? Farsi questa domanda è un primo step essenziale.

Cosa spero di concludere con la prossima azione?

Galfond ci fa un esempio con la puntata. Perche stiamo puntando, checkando o foldando? Stiamo bettando per ottenere value? Stiamo cercando di valorizzare la nostra posizione rendendo difficile la giocata per i nostri avversari? Ogni azione che facciamo dovrebbe avere un giusto scopo, evitando giocate prive di un giusto ragionamento.

Qual è il mio range?

Quali mani devo giocare? L’importanza di conoscere il proprio range non solo ci aiuta nel non essere exploitabili, ma anche nel sapere cosa fare in determinati momenti della street. Molti giocatori infatti, potrebbero trovarsi davanti una big bet al river, senza sapere come comportarsi. Conoscere il range e le conseguenti probabilità di vittoria di determinate mani può renderci la vita ai tavoli molto più facile.

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Qual è il range del mio avversario?

Conoscere il range dell’avversario è il primo step nel trovare exploits. Come ha giocato la mano il nostro oppo? È un player che di solito folda ad un rilancio con una middle pair? Dovremmo sempre imparare a capire com’è il range dell’avversario, e come tende a giocare determinate mani.

Struttura del board

Ora che conosciamo entrambi i range, bisogna capire come questi interagiscono con le carte comuni sul tavolo. Basti pensare ad un flop con QT4. Ipotizziamo di essere i 3better, abbiamo nel nostro range molte overpairs, brodways o draw. Di conseguenza, con il range a nostro vantaggio possiamo scegliere di giocare in modo ottimale con magari un’altra frequenza di puntata. Questo è solo un esempio, ma serve a far capire che la conoscenza dei range rapportata a ciò che può succedere con determinate carte sul tavolo è sempre un punto a favore.


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