Phil Galfond: “GTO? Anche i top player non sanno sempre cosa fare”

da | Mag 21, 2026

phil galfond

Come immaginiamo i più grandi campioni di poker sulla faccia della terra? Spesso la figura che creiamo nella nostra mente è una specie di macchina da GTO, un robot che ha una comprensione degli equilibri del gioco più alta di quello che potremmo ambire ad avere noi.

Player come Stephen Chidwick, Ike Haxton, Fedor Holz, ma – per restare in tema con quello che dirà Galfond – anche cash gamer come Linus Loeliger, Trueteller, Berri_Sweet. Senza dimenticare eccellenze italiane come Enrico Camosci o Eaglesupport.

A volte qualche “fantasista” come Charlie Carrel o Benjamin Rolle si oppone fortemente all’idea della GTO, ma per il resto il nostro immaginario è fatto di giocatori così.

 

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Phil Galfond è qui per dirvi esattamente il contrario: 

C’è una cosa che molti credono del poker high stakes e che in realtà è falsa. Posso parlare solo per i cash game high stakes, ma il falso mito più diffuso, specialmente online, è che i giocatori siano tutti vicinissimi alla GTO e che cerchino costantemente di applicare una strategia ottimale.

Sicuramente ci sono dei giocatori che ottengono successo ai massimi livelli cercando di replicare la GTO, e lo fanno dopo aver studiato in modo incessante. Tuttavia, quasi tutti gli avversari che incontro ai tavoli fanno tutt’altro.

 

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Oltre a una fortissima presenza di gioco exploitative – che in precedenza abbiamo avuto modo di approfondire – Galfond nota anche che non sempre i top player sono pronti a reagire allo spot che stanno giocando.

Certo, hanno una strategia di base solida, ma il loro vero obiettivo è giocare in modo exploitativo, e questo vale assolutamente anche per me.

C’è questo grande malinteso secondo cui tutti i top player del cash game, specialmente online, sappiano esattamente cosa fare in ogni singolo spot da un punto di vista puramente teorico.

Insomma, senza sorpresa siamo ancora ben lontani dall’essere macchine da gioco perfetto. Anche i migliori si trovano in spot che non sanno come gestire e devono usare il cervello per risolvere il puzzle.

E direi che non esiste niente di più bello.

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