I software di studio della strategia GTO, quelli che conosciamo comunemente come poker solver, sono l’arma più potente a disposizione dei player negli ultimi anni.
Sono programmi tutt’altro che semplici da utilizzare e comprendere, ma essenziali quando superiamo la fase di “poker player principiante“.
Lo conferma il pro Phil Galfond, che intervistato nel podcast di “Digital Social Hour Podcast by Sean Kelly” esprime il suo parere su questi software, spiegando chi dovrebbe utilizzarli per lo studio, e come farlo nel modo corretto.
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“Devi usare i solver. Anzi, non dovrei dire così. Saresti sciocco a non usarli se vuoi giocare a un livello molto alto, ma penso anche che i principianti non dovrebbero iniziare così. È troppo complicato e applicherebbero male tutto quanto.
Un solver ti darà la strategia esatta in ogni situazione specifica, ma il poker è così grande. Ci sono tantissimi modi in cui l’azione può proseguire, differenti combinazioni di board, mani che puoi avere. Nessuno può memorizzarle, è impossibile.Â
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Quello che si dovrebbe fare è guardare le strategie e chiedersi perché il solver si comporta così. Perché è il modo giusto di giocare con queste mani? Quali sono le euristiche che posso estrarre?
E quando sono in una mano non devo cercare di ricordare cosa faceva il solver, ma quale logica umana posso usare per capire come muovermi in questo spot. I solver non ti danno ragioni per le loro giocate, ti mostrano solo ciò che farebbero.”
L’ultima domanda di Kelly a Galfond, prima di spostarsi su altri argomenti, è: “Risolvi ogni mano che perdi?”Â
“Non guardo tutte le mani che perdo, cerco gli spot che ritengo interessanti. A volte sai di aver giocato bene e le cose non sono andate bene. Altre volte invece sei completamente perso, non conosci la strategia corretta, ed è lì che divento davvero interessato.”






