Pikachu90: “Non ero il più preparato del Twilight SCOOP, ma sogno di diventare professionista”

da | Apr 18, 2026

Mauro Pikachu90

È stato “Pikachu90″ a mettere le mani sullo SCOOP-141: €250 Twilight Chill PKO, il torneo high stakes dell’ultimo domenicale di PokerStars che ha richiamato 267 entries e costruito un montepremi da 60.075€.

Al tavolo finale non sono mancati i regular di livello, con nomi come Riccardo “Overbet91” Bonelli, Alessandro “alesiena17” Siena ed Edoardo “edofatto” Fattorini, prima dell’ultimo duello contro Francesco “Biri07501” Biribao.

A raccontare la sua vittoria oggi su queste pagine Mauro “Pikachu90”, che ha ripercorso la sua corsa al titolo, il valore del field e il suo rapporto con il poker.

 

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Il torneo

Complimenti per la vittoria! Come è andato il torneo e come ti sei sentito a vincerlo?

Ho scelto questo torneo perché si risolveva in quattro ore, quindi voleva dire che non dovevo stare su fino alle 4 o alle 5 di mattina. Inoltre, essendo a questa velocità, sapevo che la differenza tra i professionisti e i non professionisti è meno marcata, proprio perché anche se sei ultimo, in poco tempo ti puoi ritrovare primo.

Era quindi una tipologia di torneo che mi piaceva molto, anche perché avevo già vinto nei Micro Millions il 6-Max Zoom da 1.558 iscritti, quindi ero molto fiducioso. Mi sono iscritto al satellite da 30, che era il minimo, l’ho vinto e poi all’inizio ho vinto anche qualche coin flip, visto che c’erano le taglie e quindi si andava più volentieri a chiamare.

Il field è uno dei più duri in Italia e anche al Final Table c’erano molti reg, è stato difficile?

Alla fine il torneo è andato bene e mi sono ritrovato al tavolo finale con questi professionisti. Non li conosco e non sapevo chi fosse reg e chi no, ma è un torneo così veloce che non fai neppure in tempo a profilare bene gli avversari, almeno a livello che sono io, non sono capace di profilarli così velocemente.

Ho cercato di applicare l’ICM come lo conoscevo, come sapevo, e credo di non aver fatto tutte le mosse giuste, anzi, ne sono sicuro. Però ho fatto del mio meglio per rispettare quei diktat che vuole l’ICM al tavolo finale.

In particolare l’heads up contro Biri come è andato?

Alla fine mi sono ritrovato all’heads up con Biri, e lì ero comunque fiducioso come tipologia di gioco, perché a mezzanotte si svolge spesso l’heads up su PokerStars. L’avevo già vinto e ci ero arrivato ancora in finale, quindi l’heads up l’ho giocato in maniera abbastanza aggressiva.

Gli ho tolto qualche riferimento rilanciando con la pattumiera e poi l’ho proprio asfaltato in heads up, senza neanche rendermi conto che fosse iniziato davvero.

Sono contento, è andata benissimo e ripeto che questa velocità di tornei non fa emergere troppo le differenze, quindi anche gente meno preparata come me riesce a farcela. Poi ho avuto sicuramente fortuna, e basta così.

 

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Chi è “Pikachu90”

Raccontaci la tua vita da pokerista in breve: quando hai iniziato, come, se ora giochi regolarmente, cosa giochi e a che livello ti senti?

Mi chiamo Mauro, ho 35 anni e mi sono appassionato di poker quando avevo 16 o 17 anni, guardando una puntata di Poker1Mania con Luca Pagano e Ciccio Valenti, Surinder contro Tony G. A quell’età, incameri il desiderio e diventa una questione di vita.

Ho sempre amato il poker in una maniera incredibile e gioco praticamente da quando ho fatto l’account su PokerStars il giorno del mio compleanno, perché non vedevo l’ora. Quest’anno divento maggiorenne su PokerStars. Non ho mai vinto un cazzo, quindi questa è la vincita più grossa, ma mi fa ben sperare perché, se le vincite arrivano adesso, anche se è passato troppo tempo, spero di riuscire a diventare professionista.

Ho sempre fatto tutto da autodidatta, ma abbastanza da solo, isolato, e non ho mai potuto farlo bene, anche per le leggi che ci sono in Italia e tutto quanto, con il discorso della liquidità condivisa e via dicendo.

Un po’ di studio mi ha portato a questo bel risultato e, nonostante gli errori che posso commettere siano evidenti, anche quando fate rivedere i tavoli finali a carte scoperte, sono qua per imparare.

Se c’è qualcuno che mi vuole coachare, di passione ce n’è da vendere, infinita. Approfitto di questa occasione per chiedere a Biri, che ho battuto, o a chiunque legga questa intervista e sia un bravo coach, di darmi una mano a realizzare il mio sogno e diventare professionista.

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